Elezioni, “Potere al Popolo Messina” chiude in via Cardines

2 marzo 2018 Cronaca di Messina

Si conclude oggi pomeriggio in via Cardines a Messina, dalle 18 alle 20, la campagna elettorale di “Potere al Popolo!”, durata 88 giorni, fra assemblee e inviti alla partecipazione, e con un rammarico: l’assenza del voto all’estero, determinato dalla mancanza di cento firme.

“Non ci ha aiutato la temperatura, non ci hanno aiutato i media soprattutto nazionali dove alcuni candidati e alcune liste sono stati presenti tutti i giorni. Non ci hanno aiutato i soldi, quelli di pochi volontari, a dimostrazione che la politica non deve restare appannaggio dei ricchi ma deve essere supportata dal finanziamento pubblico, certamente meglio controllato ma fortunatamente nella nostra compagine non ci sono ombre e non ci sono ladri”, si legge nel comunicato . “Abbiamo parlato di diritto alla salute, di scuola pubblica efficace e finanziata con insegnanti e personale valorizzato. Abbiamo parlato di fascismo come reato descritto dalla Costituzione e non come “fatto storico” ormai passato. Per quel che abbiamo visto in questi giorni, di fascismi, da quello leghista a quello che reclama la famiglia tradizionale senza averla, da quelli del saluto fascista o quelli di indole fin troppo dichiaratamente liberista, di fascismi ne abbiamo fin troppi. Abbiamo parlato di disagio abitativo (tema dichiarato assente nel dibattito elettorale contro il milione di alloggi pubblici e non utilizzati) e di lavoro sicuro e stabile. Ci ha aiutato il governo attuale con “la TAV non è strategica”, dopo 30 anni di finanziamenti, a questo punto inutili, manganellate e denunce ai nostri manifestanti, che invece avevano ragione. Ci aiuterà il No al ponte? Siamo l’unica forza a dirlo con netta chiarezza. Ci aiuterà la spontaneità e la freschezza ma anche la determinazione dei nostri candidati, da Andrea Abbate, il più giovane a Messina, a Viola Carofalo portavoce politico ma non candidata. Noi non siamo né quelli del “basta latino” così sempre più ignoranti, né quelli del “prima gli italiani”, ma diciamo “prima le persone” e “prima la cultura”, perché un paese che non investe nella cultura è un paese senza futuro!”