Il sindaco di Sant’Agata Militello: «Il commissariato sia intitolato ai poliziotti vegetariani»

10 marzo 2018 Cronaca di Messina

«Ho proposto che il nuovo commissariato della mia cittadina dove hanno lavorato, fianco a fianco con eccellenti risultati, i poliziotti Tiziano Granata e Rino Todaro venga intitolato alla loro memoria». A poco più di una settimana dalla tragica morte dei due «poliziotti vegetariani», il sindaco di Sant’Agata di Militello (Messina), Carmelo Sottile, lancia la sua proposta dopo aver proclamato un giorno di lutto cittadino e pronunciato l’orazione funebre del sovrintendente capo Rino Todaro, 46 anni. «Spero che tutte le autorità competenti — conclude Sottile, 55 anni, dirigente medico — che dovranno dare il loro benestare, condividano quello che è anche un sentimento della mia gente».

L’iniziativa di Legambiente
Intanto anche Legambiente sta organizzando un evento per ricordare i due agenti. Tiziano Granata, in particolare, era un grande esperto di tematiche «verdi», era responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente Sicilia e uno degli estensori del rapporto «Ecomafia». «Presto in loro memoria — spiega Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente — organizzeremo in Sicilia una commemorazione coinvolgendo le istituzioni».

 

Le indagini
Intanto proseguono le indagini sulla loro morte coordinate dalla procura di Messina per quanto riguarda la morte di Rino Todaro e da quella di Patti per quanto riguarda Tiziana Granata. Si aspettano, soprattutto, le relazioni dei consulenti nominati dai pm che dovranno stabilire con esattezza scientifica le cause del loro decesso.

 

La reazione dei sindacati
«Con i funerali di Tiziano Granata non si può pensare di avere seppellito ciò che di buono è stato fatto finora dal punto di vista investigativo, perché andrebbe non solo vanificato lo sforzo di tutti gli operatori del Commissariato di S. Agata di Militello — spiega Salvatore Vinci, segretario del Silp -Cgil di Messina — ma si cancellerebbero anche le speranze di tutti quei cittadini onesti del territorio nebroideo che erano tornati a credere nelle istituzioni, nella legalità. Se con Tiziano si perdono professionalità e specifiche competenze messe al servizio per contrastare determinati settori criminali, non meno grave è stata la prematura scomparsa del suo collega, sovrintendente capo Calogero Emilio Todaro, detto Rino, che era al comando della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di S. Agata di Militello di cui entrambi facevano parte. Anche lui, valido poliziotto e punto di riferimento per i colleghi d’ufficio, che non aveva avuto paura di esporsi nel contrastare le agromafie dei Nebrodi. Deceduti tutti e due a distanza di un giorno l’uno dall’altro. Su internet quest’oggi campeggia un invito ad usare il social per tenere alta l’attenzione sul territorio nebroideo e cercare verità sulla morte di Rino e Tiziano. Non vogliamo cadere nella tentazione di unirci per partito preso a coloro che ritengono che la scomparsa quasi contemporanea dei due poliziotti non sia dovuta a cause naturali o per malattia, noi del Silp -Cgil di Messina attendiamo fiduciosi che tutti gli esami post autopsia possano dare risposte certe».

L’appello al Viminale

«Con la morte dei due poliziotti non si può pensare che le attività di polizia giudiziaria e del controllo del territorio del Commissariato di S. Agata cessino definitivamente per la mancanza di personale, oramai ridotto all’osso — prosegue — Non lo vorrebbero neanche i due colleghi scomparsi, che tanto si sono spesi per alcune tipologie di indagine che non erano mai state affrontate così seriamente in quel territorio, da nessuno. Il compito del sindacato è anche quello di sollecitare l’amministrazione affinché fornisca, attraverso un adeguato apparato di uomini e mezzi, già promesso in tempi non sospetti, il giusto grado di sicurezza per gli stessi operatori, affinché essi possano fornire un buon servizio al cittadino. Oggi, con la scomparsa di Rino e Tiziano, le possibilità di garantire un minimo di attività per il Commissariato di S. Agata si sono ulteriormente affievolite e c’è il rischio che non si possa garantire alcun servizio operativo, lasciando “scoperto” un territorio così particolare. Chiediamo con forza alla Segreteria Nazionale del Silp Cgil che si faccia promotrice di ogni possibile iniziativa per rappresentare all’amministrazione centrale questa grave situazione, facendogli assumere le responsabilità che le competono e il coraggio di superare gli schemi rigidi sui trasferimenti specie quando vi sono situazioni di emergenza come quella che si evidenzia nel Commissariato di S. Agata. L’invio di una decina di poliziotti in quel Commissariato per poter riorganizzare tutte le attività, sarebbe per il Dipartimento della P.S. come spostare un granello di sabbia del mare da una parte all’altra del territorio e sarebbe un’operazione a “basso” costo, perché di poliziotti che hanno chiesto di essere trasferiti a S. Agata di Militello ve ne sono diversi. Non è possibile pensare che lo Stato, rappresentato dagli uffici territoriali di Polizia, arretri rispetto alle posizioni che aveva guadagnato faticosamente con le attività finora svolte. Lo dobbiamo ai cittadini del territorio dei Nebrodi, lo dobbiamo a quei pochi poliziotti che continuano ad operare nel Commissariato di S. Agata, ma lo dobbiamo soprattutto a Rino e Tiziano che con tanto amore hanno speso tutta la loro vita per la Polizia di Stato.

Il legale di Granata

«L’agente aveva avuto un attacco influenzale nei giorni precedenti — spiega l’avvocato Patrizia Corpina, legale di fiducia della famiglia Granata — e stava assumendo dei normali farmaci, prescritti dal suo medico curante, per far abbassare la temperatura. Abbiamo nominato un consulente di parte e aspettiamo i risultati dell’autopsia, degli esami tossicologici e del consulente della procura per capire cosa abbia provocato un arresto cardiocircolatorio a un uomo che aveva appena compiuto 40 anni. Da quel che sembra non ci sarebbero segni di effrazione in casa, vedremo».