L’INCHIESTA SUL CAS: LE ESIGENZE CAUTELARI PER IL GIP. QUELL’SMS DI GAZZARA CON LA SCRITTA “ALESSIA GIORGIANNI”

13 marzo 2018 Inchieste/Giudiziaria

PUBBLICHIAMO LE MOTIVAZIONI CHE HANNO PORTATO IL GIP SALVATORE MASTROENI A EMETTERE LE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE CONTRO TUTTI GLI INDAGATI. “Per Gazzara ed Armonium pesano, a livello pericolosità, altresì messaggi e telefonate…”. VEDIAMO PERCHE’.

“….Rilevato, altresì, che sussistono le esigenze cautelari di cui all’art.274 lett. c) c.p.p. ed in particolare per reati descritti ai capi I) e 4) consentono, nei confronti dei relativi indagati, l’applicazione delle misure della custodia cautelare ai domiciliari e in carcere, secondo le rispettive richieste del pm:

Emerge esservi il concreto pericolo che gli indagati, possano commettere altri gravi delitti della stessa specie di quelli per i quali si procede, in considerazione della loro personalità nonché delle modalità del fatto per il quale si procede in termini concretezza ed attualità.

Al riguardo non si tratta solo della gravità dei reati a carico degli indagati, pur rilevando sotto il profilo della proporzionalità perché si tratta, infatti, del reato di turbativa d’asta commesso in sede di aggiudicazione di un appalto per un importo di oltre 200 milioni di euro e bandito per l’esecuzione di un’opera di notevole importanza economica e strategica per il perseguimento di interessi super individuali, vale a dire la realizzazione di un fondamentale snodo autostradale.

Tra tutti i soggetti coinvolti nel reato di cui al capo 1) l’indagato SCEUSA è certamente il maggiore artefice in quanto, pur non avendo partecipato all’accordo corruttivo, si è mostrato sensibile alle richieste provenienti dall’esterno, dapprima consentendo al RTI CONDOTTE/COSEDIL di aggiudicarsi l’appalto e, quindi, agevolando la realizzazione del sistema corruttivo con l’approvazione della consulenza PACHIRA PARTNERS, come indicato nel capo 3).

Per ciò che concerne il reato di corruzione di cui al capo 4), da quanto esposto nella presente richiesta emerge non solo la particolare gravità della condotta posta in essere da tutti gli indagati (ASTALDI, D’ANDREA, ARMONIUM, GAZZARRA e POLIZZOTTO), ma anche la loro dimestichezza rispetto alla realizzazione del disegno criminoso, tenuto conto dell’articolato sistema corruttivo sin qui esposto, da cui si ricavano una spregiudicatezza criminale non comune e un radicato dispezzo per il rispetto della legge.

Peraltro, i dati probatori raccolti consentono anche di affermare la sussistenza di un dolo di particolare intensità che ha sorretto nel corso del tempo la determinazione degli odierni indagati.

Per ciò che concerne l’attualità e concretezza del pericolo di reiterazione, può dirsi che tali requisiti ricorrono sulla base di alcuni fondamentali dati di fatto:

  1. 1)  le opere sono tutt’ora in corso di realizzazione;
  2. 2)  gli altri indagati hanno dato prova di poter contare su una fitta rete di relazioni con soggetti pubblici e privati;

3) i privati operano — da quanto emerso nel corso della presente indagine — nel campo degli appalti pubblici.
Per concludere, può ritenersi fondatamente, e al presente, che gli indagati ove lasciati in libertà di certo non si asterebbero dal compimento e/o dalla prosecuzione di altre condotte illecite dello stesso tipo (reati contro la PA) di quelle per le quali si procede.

La rete di accordi, “amici” e rapporti a Palermo, la gestione di una ditta con potenzialità di partecipazione a gare pubbliche, il numero statistico notorio delle opere pubbliche che vengano o realizzate o iniziate nel territorio siciliano, il notorio livello di spese utili e comunque dovute per finanziamenti europei, costituiscono un intreccio di elementi ma anche un ricco piatto, in cui tutti gli indagati, per le loro potenzialità, puranco il Gazzarra non più vicepresidente, possono “ficcarsi”, inserirsi, operare e reiterare reati. Il fatto che nel gruppo oggi venga a mancare il pubblico ufficiale appare irrilevante emergendo trattarsi di soggetti, Gazzarra compreso, con agganci nel settore e capacità generale di corruzione di pubblici ufficiali.

La personalità dell’Armonium, i precedenti, il livello di ingerenze, amicizie e disponibilità economiche ottenute od ottenibili, portano a ritenere che egli saprebbe essere operativo anche agli arresti doniciliari e anche con braccialetto. E’ misura questa che limita solo parzialmente la possibilità di contatti, essendo i controlli limitati alla copresenza in casa, ed essendo ogni divieto affidato alla buona volontà dei destinatari stessi, essendo agevole fornirsi di anonimo e non controllabile telefono e scheda o qualsiasi altro mezzo di connessione, ed essendo l’attività di rapporti e corruttiva espletabile appunto, come si vede, anche con telefonate e mail.

Lo stesso vale per Gazzarra, ove pesa la maggiore gravità per essersi fatto corrompere, per la continuità del servizio reso e i soldi incassati, e analogamente all’Armonium, per una valutazione di ampie potenzialità, anche da non vicedirettore, di inserirsi in appalti, per i rapporti illeciti maturati, e anche nella veste di intermediario corruttore (reati della stessa specie non escludono il cambio di ruolo nei reati). Anche i frammenti di sue consulenze private per Pachira evidenziano la capacità operativa anche da privato. Il fatto in realtà vale anche per gli altri indagati, ma con una pressanza minore in vista dei ruoli svolti e,poi, i limiti del giudice sono già segnati dalla richiesta.

Per Gazzara ed Armonium pesano, a livello periocolosità, altresì messaggi e telefonate con la risposta richiesta dal misterioso Salvo che desiderava restare anonimo, quell’sms di Gazzarra e poi di Armonium sinistro, con la scritta “Alessia Giorgianni”, il pm che indagava, il cui nominativo era richiesto con urgenza e nascosto con ruoli fantomatici, imprenditrice esattore o che fosse.

Cosa si fosse voluto fare non è emerso, appare un tentativo abortito, ma modalità e contesto depongono per una alta disponibilità (attitudine a delinquere, pressioni minacce, interventi, corruzioni o peggio che dovesse essere. E’ certo comunque che il “Salvo” non ha proposto atti difensivi e non apparebbe essere un legittimo avvocato. La mancanza di atti giuridici e le stesse modalità indicano finalità criminose.

(“…i rapporti tra ARMONIUM e GAZZARRA si dispiegano per tutta la durata delle indagini e si riverberano su piu livelli (personale, professionale) svelando l’esistenza di intrecci, legami e cointeressenze innegabili.
A riprova di ciò, appare necessario richiamare alcuni fatti accaduti nella prima settimana del mese di aprile 2016.

In data 03.04.2015 alle ore 18.14 e 18.15 si registravano due tentativi di chiamata274 sull’utenza 339… (in uso a Nicola ARMONIUM) in partenza dall’utenza 0957…, corrispondente ad un telefono pubblico ubicato a Giarre (CT) in via Callipoli 195.
Subito dopo, alle ore 18.17 tramite l’utenza 340… (formalmente intestata a MACCARRONE Salvatore) un uomo indicato in precedenti telefonate come Salvo ricontattava ARMONIUM e gli diceva di ripondere alla chiamata fatta in anonimo poco dopo (“la chiamo Ira un attimo in anonimo… risponda per piacere”).

Quindi, alle ore 18.18 Salvo richiamava ARMONIUM dalla cabina sopra indicata (n. 0957796218) e gli diceva con tono perentorio alcune frasi sibilline riguardo ad un nominativo da sapere (“mi faccia una cortesia… in quell ‘avviso che fa lei dell ‘esattoria c’e it nominativo. mi serve perche non si.trova… si vede che la voce e sotto un’altra voce…”). ARMONIUM chiedeva entro quale termine doveva fornire la notizia e l’interlocutore rispondeva che gli serviva per il giorno dopo, quando si sarebbe recato a Messina. I due uomini si accordavano per incontrarsi ii mercoledi successivo (ii 06.04.2016).

Sempre in data 03.04.2016 alle ore 18.50 si registrava un sms in partenza dall’utenza di ARMONIUM e diretto all’utenza dell’avv. GAZZARRA (338…) con it seguente testo: -Ciao Nino, ti posso chiamare? Grazie”.

GAZZARRA chiamava ARMONIUM subito dopo (ore 18.52) e questi gli chiedeva se si ricordasse di una certa pratica relativa ad un’azienda e, in particolare, se ricordasse it nome della titolare (“sei in grado di conoscere it nome della titolare di quest’azienda”), aggiungendo che tale dato gli serviva entro le ore 9.00 del giorno dopo.

GAZZARRA lo rassicurava dicendogli che lo aveva in studio (“ce l’ho agli atti della pratica qui in studio… in archivio”) e gli chiedeva se poteva inoltrarglielo via sms; ARMONIUM acconsentiva.

A questo punto GAZZARRA faceva alcune considerazioni sull’opportunita di svolgere accertamenti sulla imprenditrice in questione, evocando un presunto finanziamento da lei richiesto ad ARMONIUM.
Infine, GAZZARRA gli comunicava che sarebbe stato a Milano it venerdi successivo (08.04.2016) e che avrebbero quindi potuto incontrarsi.

Alle ore 19.35 GAZZARRA inviava ad ARMONIUM it seguente sms: “Alessia Giorgianni”.

11 giorno successivo (04.04.2016) alle ore 10.17 ARMONIUM veniva ricontattato da Salvo tramite l’utenza pubblica 095… per avere la notizia richiesta e ARMONIUM riferiva it nome indicato da GAZZARRA ( “… Alessia Giorgianni”), chiudendo la conversazione subito dopo.

Dopo it 4 aprile ARMONIUM continuava ad avere contatti con l’utenza 340…, intestata a Salvatore MACCARRONE.
In particolare, in data 06.04.2016 (quando entrambi si trovavano a Roma) Salvo chiamava ARMONIUM alle ore 18.18 dicendo che era appena uscito dal ministero e si trovava a Villa Carpegna. Quindi, i due stabilivano di incontrarsi direttamente per cena in p.zza Cavour.

Alle ore 12,11 dell’8.4.2016 Nicola ARMONIUM, subito dopo avere incontrato a Palermo l’avv. Stefano POLIZZOTTO, avendo appreso della presenza della Polizia Giudiziaria negli uffici della PACHIRA PARTNERS s.r.l. di Milano per l’esecuzione del decreto di perquisizione, programmava il suo immediato rientro a Milano e chiamava l’utenza 340… (in use a tale Salvo) per informare it misterioso interlocutore di quanto sta accadendo.

Si comprende come ARMONIUM, coadiuvato dallo sconosciuto e da GAZZARRA, abbia cercato di ottenere informazioni sul procedimento e su uno dei pubblici ministeri assegnatari dell’indagine; peraltro, le modality della richiesta di informazioni — da Salvo ad ARMONIUM a mezzo cabina telefonica e da ARMONIUM a GAZZARRA via sms — appaiono davvero singolari e decisamente inquietanti, tenuto conto che l’informazione segreta non riguardava certamente una “imprenditrice che aveva chiesto un finanziamento ad Armonium” , ma, appunto, uno dei magistrati impegnati nell’indagine, la cui esistenza era nota agli stessi ben prima della perquisizione eseguita 1’8.4.2016″).

Va rilevato poi che non risulta che i fatti reato siano stati compiuti in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilita e che non sussiste allo stato una causa di estinzione del reato o di estinzione della pena che si ritiene possa essere irrogata.

La pena edittale consente le misure e in considerazione di essa e della gravità degli episodi criminosi perpetrati, e da escludersi che agli indagati possa concedersi il beneficio della sospensione condizionale della pena”.