NELLA SEDE DEL FRONTE POPOLARE SI COBAS: IL 16 MARZO LA PROIEZIONE DEL FILM “LI CHIAMARANO BRIGANTI”

14 marzo 2018 Culture

Venerdì 16 marzo, si terrà alle ore 21,00, nella sede del Fronte Popolare Autorganizzato-SI Cobas Messina, sita in via Cesare Battisti n 191, la proiezione del film “Li chiamarono Briganti”.

“Abbiamo deciso di organizzare questo evento per ricordare gli eccidi e le brutalità dell’invasione coloniale ad opera dello Stato italiano nei confronti del nostro amato Meridione. E’ cosi che ci piace commemorare il 17 marzo 1861. In un momento storico in cui per l’ennesima volta il nostro Sud viene costantemente deriso e umiliato dopo essere stato privato di tutte le sue risorse ed essere divenuto discarica di ogni Nord, in un momento in cui i nostri abitanti vengono disprezzati per le loro scelte elettorali a favore del reddito di cittadinanza, con criteri razzisti e fortemente classisti , purtroppo non solo dalla Lega Nord ma da quei soggetti politici appartenenti a una sinistra defunta che dovrebbe comprendere e fare proprie le esigenze di un popolo che da quel lontano 1860 non fa che perire disoccupazione e miseria, riteniamo di vitale importanza trasmettere la storia di soggetti come i Briganti che hanno tentato di resistere a un’unità imposta dalla colonizzazione ad opera dello Stato italiano.
La proiezione del film sarà preceduto alle ore 20.00, da un intervento di Rino Baeli sull’eccidio di Bronte, (“BRONTE MOLTO PIU’ DI UNA RIVOLTA. NELSON, VIENNA, GARIBALDI, GOETHE,CANALE DI SUEZ. La storia vista dalla Sicilia”), a seguire un aperitivo autoprodotto, contributo Popolare 2 euro. Proiezione del film ore 21.00”.

Trama:
Dopo il 1861, in seguito alla sconfitta dell’esercito borbonico e alla proclamazione dell’unità d’Italia, vengono promulgate nuove leggi molto dure nei confronti del mondo contadino. Per questo, in tutto il Sud esplodono una serie di rivolte e per riportare l’ordine viene nominato Luogotenente del Regno Cialdini, un generale di ferro. Nel frattempo Carmine Crocco, un ex garibaldino, torna al suo paese dove spera di essere assunto dalla Guardia Nazionale, ma viene arrestato a causa di un delitto d’onore commesso in precedenza. Durante la sua detenzione, Crocco viene a conoscenza delle ruberie commesse dalla nuova classe politica a dei contadini, così, una volta uscito di prigione, decide di assumere il comando di un piccolo esercito di sbandati per ottenere libertà e giustizia.