CRAC AICON, AI DOMICILIARI LINO SICLARI

15 marzo 2018 Inchieste/Giudiziaria

Dopo ben 13 mesi trascorsi in cella Lina Siclari è stato scarcerato. Il collegio del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, presieduto dal giudice Processo, ha deciso di disporre la misura dei domiciliari. Siclari è stato difeso dagli avvocati Alfio Chirafisi e Gaetano Barresi.

“Interessante appare il provvedimento nella parte in cui sottolinea che la decisone favorevole scaturirebbe dagli elementi emersi nell’ultima udienza dibattimentale (05.03.2018), in cui è stato sentito il consulente tecnico dell’accusa che ha però ridimensionato – e di molto – il quadro accusatorio”, commenta l’avvocato Chirafisi: “Pur non pronunciandosi esplicitamente sui gravi indizi di colpevolezza poiché,  ad istruttoria ancora in corso, qualsiasi pronuncia in tal senso apparirebbe inopportuna, il richiamo all’esame del consulente predetto, lascia intendere che il quadro probatorio, grazie al solo controesame effettuato dalla difesa, ai testi dell’accusa, sia  già mutato in maniera favorevole alle ragioni dell’ imputato. “

Lino Siclari, il patron della Aicon, era finito in manette nel febbraio del 2017 arrestato dalla Guardia di Finanza di Milazzo su disposizione del sostituto procuratore presso la procura della repubblica di barcellona Pozzo di Gotto, Fabio Gugliotta. In quell’occasione venne effettuato anche il sequestro del complesso turistico-alberghiero ” Borgo Musolino” a Messina. Ai domiciliari finirono due stretti collaboratori del Siclari. Il patron dell’Aicon, produttrice di Scafi nella zona industriale di Giammoro, venne ritenuto responsabile di avere sottratto ingenti somme all’azienda che poi avrebbe speso, secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica, nella ristrutturazione ed apertura del complesso Borgo Musolino che si estende sulle colline di Messina per oltre 55 ettari.