Rifiuti pericolosi bruciati nell’Agrigentino, arrestati tre operai di Barcellona P. G.

16 marzo 2018 Inchieste/Giudiziaria
Sorpresi mentre bruciavano rifiuti pericolosi per la salute pubblica. Con questa accusa sono stati arrestati dai Carabinieri di Agrigento cinque operai. Gli uomini stavano lavorando presso la scuola materna di Ravanusa (Agrigento) “ma, anziché smaltire i rifiuti prodotti mediante una ditta specializzata, hanno deciso che fosse più conveniente bruciarli”, dicono i militari. “Gli operai ‘furbetti’ non avevano fatto i conti con i Carabinieri della Stazione di Ravanusa – dicono gli inquirenti – I militari, impegnati in servizio di pattuglia, si sono accorti che stava accadendo qualcosa di strano all’interno del plesso scolastico. Hanno così deciso di entrare e subito si sono accorti del forte odore di fumo proveniente dalle classi e dalle aree ricreative della struttura”. “Addentratisi nello stabile, i Carabinieri hanno così sorpreso in flagranza di reato 5 operai dipendenti da una ditta di costruzioni, con sede a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), mentre stavano bruciando rifiuti di varia natura, tra i quali anche materiali plastici, la cui combustione risulta molto dannosa per la salute”.Immediatamente sono scattate le manette ai polsi del quintetto, un licatese 56 enne, un catanese 53 enne ed altri tre operai originari di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), con l’accusa di combustione illecita di rifiuti pericolosi e con l’aggravante di aver agito nell’esercizio di un’impresa, ottenendo così un notevole abbattimento dei costi. Infatti, la ditta in questione, per legge, avrebbe dovuto richiedere l’intervento di una ditta specializzata, per smaltire correttamente i rifiuti speciali prodotti, pericolosi per la salute pubblica.