LA ‘MESSINA DI MEZZO’ RACCONTATA DA BIAGIO GRASSO. “L’AVV. LO CASTRO ERA L’AVVOCATO DEL GRUPPO CRIMINALE”

22 marzo 2018 Inchieste/Giudiziaria

In un verbale – pubblicato da gazzetta del sud nell’edizione di ieri – l’imprenditore milazzese, da mesi collaboratore di giustizia, Biagio Grasso descrive la figura dell’avvocato Andrea Lo Castro, che nell’inchiesta Beta è accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa. Ecco il suo racconto: “E’ capitato anche che il Lo Castro mi richiedesse il rilascio di fatture per operazioni inesistenti ai fini di detrazzione fiscale. Intendo precisare che l’avvocato Lo Castro era l’avvocato del gruppo criminale, nel senso che non vi era un ordinario rapporto cliente-professionista, ma egli metteva a disposizione la sua professionalità per le varie esigenze del gruppo stesso. Era sostanzialmente a disposizione anche con comportamenti spregiudicati, non tirandosi indietro di fronte ad azzardate e illecite operazioni. Tale spregiudicatezza l’ho subita io stesso quando, a proposito del fallimento Stevani, ho scoperto che lui aveva revocato l’istanza di concordato fallimentare tramite l’avvocato Ragazzi, soggetto non iscritto all’ordine. A proposito di tale piena disponibilità a porre in essere anche attività non lecite intendo riferire di un altro episodio che riguarda anche il suo rapporto con Romeo Vincenzo. Questi aveva un contenzioso con i parenti della moglie per una eredità. Il Lo Castro ideò, dunque, la costituzione di una ipoteca su un immobile oggetto di una controversia, iscritta sulla base di un debito inesistente riguardante i rapporti tra Marano Giovanni e una delle società in materia di giochi del defunto padre di Di Pietro Caterina, moglie di Romeo Vincenzo, al fine di limitare i danni da una eventuale soccombenza nella lite giudiziaria. Ho già accennato in altri interrogatori che il Lo Castro si avvaleva anche del peso criminale del Romeo Vincenzo per risolvere sue problematiche professionali e personali, come quando il Lo Castro chiamò Romeo per mediare con un soggetto catanese che si era recato allo studio con atteggiamento intimidatorio. Romeo si recò allo studio e sfruttando il suo carisma mafioso fece desistere quel personaggio del suo atteggiamento. In particolare, ricordo che fui contattato dalla segretaria di nome Giusy la quale mi disse che il Lo Castro richiedeva l’intervento di Romeo Vincenzo, per un problema personale ed urgente dell’avvocato Lo Castro, io accompagnai Romeo Vincenzo allo studio di Lo Castro ma restai in auto, potendo notare uscire ad un certo punto dallo studio un soggetto molto alto di statura robusta. Fu poi lo stesso Romeo Vincenzo a riferirmi i dettagli della vicenda, raccontandomi che era appunto intervenuto questo soggetto all’interno dello studio dell’avvocato Lo Castro, spendendo il sua carisma criminale e riuscendo a farlo allontare dallo studio. Si trattava di un cliente del Lo Castro, di origine catanese che lamentava una superficiale condotta professionale di Lo Castro in merito alla gestione di un processo. Tra le attività che il Lo Castro ha svolto nell’interesse del gruppo, vi è anche la predisposizione, unitamente al notaio Bruni, di quel contratto che ho definito ‘borderline’ riguardante la cessione del lotto D del complesso Torrente Trapani alla Carmel. Si trattava di una operazione anomala e potenzialmente in frode ai creditori, avendo di fatto questo contratto svuotato il patrimonio immobiliare della Se.Gi. credendolo alla Carmel srl; questo meccanismo ripeto fu congegnato da me, dall’avvocato Lo Castro e dal notaio Bruni. Per quanto attiene alle condotte professionali dell’avv. Lo Castro attinenti alle questioni fallimentari del gruppo Demoter, gruppo Allievi e gruppo Alese, specifico che Lo Castro era fin dal principio consapevole del fatto che l’utilizzo di strumenti legali, quali ad esempio l’utilizzo di concordati in bianco, era funzionale a guadagnare tempo consentendo in quel modo lo svuotamento della società In questo contesto ricordo anche che Lo Castro suggerì pure lo spostamento delle sedi per ostacolare le notifiche delle istanze di falimento alle società destinatarie e comunque rendere più difficoltose le iniziative giudiziarie in materia fallimentare. Altro episodio che conferma la spregiudicatezza dell’avv. Lo Castro è quello che riguarda la gestione del contenzioso tra Rd Immobiliare da una parte e Procoimm ed Xp Immobiliare dall’altra. Infatti sebbene l’avvocato Lo Castro fosse divenuto il legale della Rd che aveva azionato, tramite la collega di studio avv. Bartolo, titoli esecutivi nei confronti della Xp, che egli pure aveva assistito in passato, ottenendo un decreto ingiuntivo, in realtà continuava a fare gli interessi di Romeo Vincenzo.