LE DICHIARAZIONI DI BIAGIO GRASSO. GLI STRALCI INEDITI DEI VERBALI

22 marzo 2018 Inchieste/Giudiziaria

Ecco alcuni stralci dei verbali inediti pubblicati dal quotidiano gazzetta del sud.
1 Alcune dichiarazioni rilasciate dall’imprenditore Biagio Grasso su quello che successe dopo il crac dell’impresa Demoter: «Con riferimento alle somme che Else trasferì ad Itc aggiungo che io stesso consegnai a Carlo Borella 50.000 euro in contanti presso la sua abitazione sita tra Messina e Villafranca, come l’Ufficio mi rappresenta si tratta effettivamente dell’abitazione del Borella sita in località Spartà. Al Lo Castro andarono circa 20.000 euro e Panarello fu pagato tramite Itc con una fattura. Per quanto riguarda invece le prestazioni operate da Benedetto Panarello in riferimento all’affitto di ramo d’azienda da Demoter a Fondazione Else il rapporto economico con Panarello fu gestito da Borella per tutte le vicende che coinvolsero loro due, me e l’avv. Lo Castro. Ribadisco però che l’operazione Else e poi Fondazioni Else sono collegate in quanto su Else rimasero i debiti e tutto l’attivo confluì su Fondazioni Else, tengo a precisare che sul milione e mezzo di incasso per la vendita del capannone di cui sopra, la somma di 80.000 euro fu bonificata a Francesco Chiesa o ad una società a lui collegata operante a Milano, per la costituzione di una società austriaca denominata Else, poi non effettivamente realizzatasi e Chiesa si trattenne le somme».

2 Un passaggio sui contatti a Palermo: «Boninelli Salvatore. È un consulente dell’Esa, Ente Sviluppo Agricolo con sedi a Palermo, è stato presentato a me e Romeo Vincenzo da Spina Michele nel 2013. Oltre a essere intervenuto nella vicenda riguardante l’acquisto degli immobili di Fondo Fucile tramite Galvagno Salvatore e Laudani Carmelo, ha gestito per conto mio e del Romeo contatti con l’Esa di Palermo, finalizzati all’acquisizione dell’area ex Sanderson che avrebbe dovuta essere rilevata dalla Xp Immobiliare per la realizzazione di un centro commerciale; esiste documentazione ufficiale dei rapporti tra la Xp Immobiliare e l’Esa. In quell’occasione il Boninelli si offrì di fare da intermediario con i funzionari dell’Esa di Palermo. Boninelli presentò anche me e il Romeo Moroni Andrea e Chiantello Nino, che insieme ai Boninelli stavano organizzando il contrabbando di gasolio agricolo (che ha accise molto basse) di cui il Boninelli aveva la disponibilità. Chiantello e Moroni mi dissero di avere disponibilità di gasolio dalla Libia e quindi poterlo commercializzare a prezzi più vantaggiosi. Ci fu una riunione organizzata da Romeo Vincenzo e a cui partecipammo io, il Romeo e Di Mauro Antonino del clan Laudani nella quale il Di Mauro si mostrò disponibile ad acquistare ventimila litri di gasolio al mese. L’affare consisteva nell’acquistare e rivendere il gasolio lucrando sulle accise; tra l’altro con Romeo ipotizzavamo di rilevare o costruire distributori di benzina».