Università di Messina, sfida tra due “figli d’arte” per il rettorato

22 marzo 2018 Cronaca di Messina

Una poltrona per due famiglie e per due aree politiche. Oggi la sfida al rettorato in riva allo Stretto, per prendere il posto lasciato vuoto dal neo-deputato del Pd Pietro Navarra, va oltre la sfida accademica: gli universitari sceglieranno tra due “figli d’arte” e tra due partiti. Entrambi i candidati, infatti, vengono da famiglie che hanno governato l’ateneo messinese (insieme per 15 anni di seguito) ed entrambi hanno il peso di un impegno politico sullo sfondo. Il favorito, Salvatore Cuzzocrea, è stato prorettore durante il mandato di Navarra, e se ha la vittoria in pugno lo deve principalmente al sostegno di quest’ultimo. Lo sfidante, Francesco Stagno d’Alcontres, è stato deputato nazionale di Forza Italia, e poi di Pdl e Grande Sud, dal 1998 al 2012.

Due partiti, ma soprattutto due famiglie tra le più note a Messina. Uno, Salvatore Cuzzocrea, è il figlio dell’ex rettore Diego. L’altro, Francesco Stagno d’Alcontres, è nipote dell’ex rettore Guglielmo. Quest’ultimo è stato rettore per dodici anni consecutivi, dal 1983 al 1995, lasciando il posto a Cuzzocrea, eletto due volte di seguito, perfino nel pieno dello scandalo successivo all’omicidio Bottari. Sono cognomi, i loro, che inevitabilmente evocano l’assassinio dell’endoscopista del Policlinico Matteo Bottari.
Il medico, ucciso durante il rettorato di Cuzzocrea padre, era genero di Guglielmo Stagno d’Alcontres. Così, all’indomani della morte di Bottari, a Messina sbarcò la commissione nazionale Antimafia, che descrisse una città “governata da un grumo d’interessi politico-affaristico-mafiosi che avrebbe il suo fulcro all’università, che gestisce un budget di appalti di 250 miliardi di lire”.

Il primario di Endoscopia del Policlinico fu assassinato a colpi di lupara, mentre tornava a casa, il 5 gennaio 1998. Colpito mentre, fermo al semaforo, parlava al telefono con la moglie Alfonsetta Stagno d’Alcontres. Cuzzocrea, all’epoca rettore, fu indagato per favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio. Confermato rettore, nonostante l’indagine a suo carico, alle successive elezioni, fu poco dopo accusato di aver simulato il furto della sua auto e falsificato le lettere minatorie da lui denunciate. Cuzzocrea fu costretto alle dimissioni da rettore ma venne poi prosciolto da tutte le accuse.

I due contendenti di oggi sono entrambi stimati docenti. Salvatore Cuzzocrea, che si candida nel segno della continuità con il rettorato di Pietro Navarra, neo-deputato del Pd, ha 46 anni ed è ordinario di Farmacologia, Il figlio dell’ex rettore vanta anche un altro titolo, conseguito dopo la prima laurea, che ha sollevato polemiche in queste settimane di caccia ai voti: una laurea in Medicina presa a Tirana. Un titolo condiviso con l’università di Tor Vergata e dunque dello stesso valore (Cuzzocrea ha comunque frequentato a Tirana). Stagno d’Alcontres, 62 anni, candidato quasi in solitaria, è primario di Chirurgia plastica al Policlinico e capo dipartimento di Patologia umana dell’adulto.

Candidati di orientamento politico opposto. Stagno d’Alcontres, berlusconiano della prima ora, è stato quattro volte deputato per Forza Italia e Pdl, partiti che ha poi abbandonato per divergenze con Berlusconi prima, con Miccichè poi. Cuzzocrea è stato prorettore di Navarra e lo scorso 14 febbraio ha firmato una lettera con gli altri prorettori in difesa del candidato del Pd, dopo l’attacco di Marco Travaglio al Partito democratico per avere candidato “il nipote del noto boss Michele Navarra”.

Il risultato di queste elezioni universitarie appare scontato: sui dodici dipartimenti dell’università di Messina, dieci si sono schierati a favore di Cuzzocrea. Per Stagno d’Alcontres soltanto il suo dipartimento e quello di Medicina clinica e sperimentale. Le previsioni sono di un raggiungimento del quorum (666 voti sugli aventi diritto) sin dal primo turno, sebbene non manchi chi nei corridoi dell’ateneo suggerisce la possibilità di una sorpresa non tanto nel risultato quanto nell’entità del plebiscito pro-Cuzzocrea. La candidatura di Stagno d’Alcontres nasce, infatti, dai maldipancia nei confronti di Navarra, il cui peso dopo le dimissioni sarà tangibile solo oggi. L’ex rettore è reduce da un successo dimezzato alle Politiche: è stato eletto deputato grazie al proporzionale, mentre all’uninominale è arrivato soltanto terzo, incassando 24.474 preferenze, più o meno la metà di quanto indicavano le previsioni, in linea con il flop del Pd.

Si vota dalle 8 alle 20, mentre lo spoglio inizierà domani mattina. Se nessuno dei due candidati dovesse raggiungere il quorum fissato, l’elezione si ripeterà il 27 marzo, e stavolta basterebbe la maggioranza assoluta dei votanti. Di sicuro il prossimo rettore dell’università di Messina sarà un “figlio d’arte”. Di Manuela Modica da palermo.repubblica.it