Caso Manca, Rosy Bindi: ”L’ingerenza della mafia? Non si può escludere, né affermare”

23 marzo 2018 Inchieste/Giudiziaria

Foggia. Un freddo pungente. Che ti entra nelle ossa. Tra gli oltre 900 nomi delle vittime innocenti delle mafie che vengono letti in questa giornata della memoria c’è anche quello di Attilio Manca. Dal palco scende la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi. Giusto il tempo per commentare la relazione finale di maggioranza i cui stralci sono trapelati su alcuni siti di informazione. Dalle prime indiscrezioni emerge che è stata esclusa la pista mafiosa dietro la morte del giovane urologo di Barcellona Pozzo Di Gotto. “Non è esattamente così – specifica la Bindi -, noi abbiamo concluso affermando che non ci sono elementi per accertare la presenza della mafia, quindi non si può affermare, ma nemmeno escludere”. Di fronte all’osservazione delle troppe incongruenze che ruotano attorno a questa morte misteriosa la Bindi sottolinea che queste “sono state denunciate tutte, sono rimaste in evidenza, nella relazione c’è proprio la sottolineatura e appunto la denuncia da parte della Commissione di ciò che non ha funzionato soprattutto all’inizio”. bindi baldo foggia 20180321 c acfbE i 5 pentiti che circoscrivono la morte di Attilio Manca all’interno di un disegno criminale costituito da mafia e massoneria? “Non siamo stati in grado di escludere questa pista, me nemmeno di affermarla; da parte nostra abbiamo mandato tutti gli atti alla magistratura per valutare se ci siano elementi per riaprire il caso”. E tutte le altre evidenti anomalie: dall’assenza delle impronte sulle siringhe al ritrovamento del cadavere? “E’ tutto scritto nella relazione”, taglia corto la Bindi. Pochi minuti e dagli altoparlanti si sente forte il nome di Attilio Manca mentre 40.000 persone applaudono con convinzione.