PROCESSO SCAJOLA, DOMANI BERLUSCONI TESTE: A chiedere la deposizione del leader azzurro era stato l’avvocato Bonaventura Candido, legale di Chiara Rizzo

25 marzo 2018 Inchieste/Giudiziaria

L’eventuale coinvolgimento della politica nell’organizzazione di trasferimenti di personaggi importanti in Libano e la mancata candidatura di Amedeo Matacena alle elezioni del 2001. Molto probabilmente saranno questi alcuni degli argomenti che verranno affrontati lunedì con la deposizione del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al processo Breakfast che vede imputato l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola per procurata inosservanza della pena aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta perché accusato di avere favorito la latitanza dell’ex deputato di Fi Amedeo Matacena, latitante a Dubai dopo una condanna a 3 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Salvo impedimenti politici dell’ultima ora, Berlusconi è atteso a Reggio per la tarda mattina, quando dovrà presentarsi in udienza che, per l’occasione, si svolgerà nell’aula bunker. A chiedere la deposizione del leader azzurro era stato l’avvocato Bonaventura Candido, legale di Chiara Rizzo, moglie di Matacena, coimputata con Scajola. Il legale aveva presentato il nome di Berlusconi ipotizzando che la Procura volesse approfondire l’eventuale coinvolgimento della politica nell’organizzazione di trasferimenti di personaggi importanti in Libano e il perché della mancata candidatura di Matacena nel 2001. Su quest’ultimo aspetto, Scajola, quando è stato interrogato, ha detto che fu anche una sua responsabilità politica aggiungendo che Matacena aveva fatto pressioni sull’avvocato Alfredo Biondi, suo difensore, per convincere Berlusconi a ricandidarlo ma che il leader di Forza Italia gli aveva risposto che delle candidature si occupava proprio Scajola in quanto coordinatore nazionale di Forza Italia. Con l’andare avanti del processo, Candido aveva poi deciso di rinunciare alla deposizione di Berlusconi, ritenendo i temi già esauditi. Alla rinuncia si è però opposto il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo, che ha coordinato l’inchiesta ed è pubblico ministero nel processo. Il magistrato, infatti, ha ritenuto comunque necessario sentire il leader di Fi che lunedì, quindi, dovrà presentarsi in aula per rispondere alle sue domande.