FIRENZE: Operazione antidroga. Tra gli arrestati anche Giovanni Sutera, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Graziella Campagna

Un boss mafioso pluriomicida gestirebbe di fatto un noto bar pasticceria del centro fiorentino, il Caffè Curtatone in Borgo Ognissanti. E insieme al fratello, avrebbe deciso di puntare anche sul traffico di stupefacenti, investendo decine di migliaia di euro in coltivazioni indoor di marijuana in Spagna. E’ quanto scoperto dal nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Firenze coordinati dal pm antimafia Giuseppina Mione che oggi hanno arrestato e portato in carcere 4 persone su ordine del gip Paola Belsito.

Il nome più noto è quello di Giovanni Sutera, palermitano, classe 1958, già condannato all’ergastolo e sottoposto fino a poche ore fa al regime di libertà vigilata, poiché riconosciuto colpevole dell’omicidio di un gioielliere fiorentino e – durante la latitanza – di quello di Graziella Campagna, una ragazza di 17 anni uccisa in provincia di Messina nel 1985.

Giovanni Sutera era entrato in carcere nel 2004, dopo una serie di processi durata circa vent’anni. Nel febbraio 2014 ha ottenuto il regime di semilibertà grazie ad alcuni benefici di pena. Un anno e mezzo dopo, nel settembre 2015, gli è stata concessa la liberazione condizionale. In totale, ha scontato 10 anni per 2 ergastoli. “Appena uscito si è messo a trafficare droga e a investire in centro a Firenze” sottolinea il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, aggiungendo: “Quest’uomo si è macchiato di delitti atroci, evidentemente non sempre i benefici di pena rappresentano una strada di redenzione dal crimine”.

Graziella Campagna venne uccisa perché trovò un’agendina nella giacca di un mafioso che era andato a portare a lavare i suoi vestiti nella lavanderia in cui la ragazza lavorava. Forse Graziella lesse qualcosa, forse ne parlò con qualcuno. Pochi giorni dopo, mentre aspettava il bus alla fermata, a fine turno di lavoro, venne prelevata e infilata in una macchina, portata in una cava fuori Messina e freddata a colpi di pistola. Da Giovanni Sutera e un altro boss palermitano, Gerlandi Alberti Jr, quello che aveva portato la giacca in lavanderia.

Insieme a Sutera stamani è stato arrestato il fratello, Renato Sutera, classe 1962. In carcere anche Ruben Crespo Guerra, 43 anni, un pregiudicato spagnolo di Valladolid con precedenti penali per omicidio rapina e traffico di stupefacenti. Guerra è stato arrestato a Calafell, nei pressi di Tarragona, dagli agenti del Mossos d’Esquadra, l’organo di polizia catalano. Il quarto arrestato è Pavlin Delia, un cittadino albanese di 38 anni, residente a Cenate di Sotto, nel bergamasco. Quest’ultimo è ritenuto dagli investigatori il destinatario finale di gran parte della droga prodotta in Spagna da Crespo Guerra, coi fondi dei fratelli Sutera.

La coltivazione indoor a Calafell è stata scoperta e sequestrata nel giugno 2017 dalla polizia spagnola. Oltre ai 4 arrestati ci sono altri 7 indagati: si tratta di presunti prestanome dei Sutera, “teste di legno” che negli ultimi anni si sarebbero prestate a fare da titolari e amministratori di facciata del Caffè Curtotone, sostanzialmente tramite tre società poi mandate in fallimento, omettendo sistematicamente – secondo l’accusa – di versare i contributi e imposte e distruggendo libri e scritture contabili per non pagare creditori e fornitori. Per questo oltre al reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, l’inchiesta ipotizza anche il trasferimento fraudolento di valori, la bancarotta fraudolenta e l’intestazione fittizia di beni. Stamani sono state effettuate anche alcune perquisizioni a carico degli indagati: “Abbiamo trovato materiale interessante” sostengono gli inquirenti, che mantengono aperte le indagini, partite nel dicembre 2016 su investimenti e presunti riciclaggi dei fratelli Sutera nel centro storico di Firenze. Il Caffè Curtatone non è stato sequestrato, come chiedeva al gip l’accusa.