Messina: progetti fantasma al Cas, in 55 rinviati a giudizio

11 maggio 2018 Inchieste/Giudiziaria

A processo il prossimo 18 ottobre, 55 persone tra dirigenti e dipendenti del Consorzio autostrade siciliane. Così ha disposto il gup Maria Militello dopo due giorni di udienza. È questo dunque il primo esito delle indagini sugli incentivi progettuali che svelarono nell’aprile del 2017 come nei progetti fossero inseriti lavori nemmeno realizzati per maggiorare gli stipendi dei dipendenti del consorzio: un milione di euro in più sugli stipendi in un anno, per uno stipendio maggiorato per ciascuno fino a 140mila euro. Erano in tutto 57 gli indagati, andranno a processo in 55, tra cui Nino Gazzara, ex vicepresidente del Consorzio autostrade siciliane, coinvolto anche in altre tranche delle indagini sul Cas (che sono plurime) rinviato a giudizio per omessa denuncia di un reato da parte di pubblico ufficiale. Le indagini della Dia sono state coordinate dalla sostituta procuratrice Stefania La Rosa (nella foto Edg) e dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita. Gli agenti avevano spulciato quasi 70 progetti finanziati tra il 2012 e il 2013, tutti presentavano irregolarità mentre alcuni erano addirittura inesistenti.

Il ripristino delle cabine di Sos nelle autostrade, per esempio, un lavoro di ordinaria amministrazione liquidato, però, dal Rup come straordinario, così da ottenere il 2 per cento in più previsto dalla legge. Un sistema collaudato al Consorzio autostrade siciliane svelato dalla Dia che aveva portato a 12 misure cautelari personali e patrimoniali tra dirigenti e dipendenti del Cas, tra cui Anna Sidoti, sindaco di Montagnareale, ora rinviata a giudizio. Rassegnaweb – di Manuela Modica – palermo.repubblica.it