INCHIESTA MONTANTE: “Lumia voleva una denuncia falsa”. L’intercettazione dell’imprenditore

14 maggio 2018 Inchieste/Giudiziaria
L’ex senatore Pd Beppe Lumia avrebbe invitato l’imprenditore Massimo Romano, re dei supermercati in Sicilia, arrestato oggi nell’operazione double face, a denunciare un’estorsione in realtà mai avvenuta. Lo dice lo stesso Romano in un colloquio intercettato il 18 settembre 2015 negli uffici Sidercem di Marco Venturi, a Caltanissetta con Alfonso Cicero e Marco Venturi. Stesse pressioni avrebbe avuto da Antonello Montante.

Nel luglio 2016 interrogato a Caltanissetta dai magistrati Romano ribadisce che in un incontro a Roma con Montante Venturi, Lumia gli disse che faceva parte del ”percorso legalità” e che se non avesse denunciato avrebbe creato ”un neo” al percorso intrapreso. Romano ribadì a Lumia che non aveva ”mai pagato nessuno” e che non aveva acquisito ”elementi in tal senso” neanche dopo un’indagine interna alla sua azienda. ”Ricordo – dice Romano – anche che dopo la cena ebbi una terribile discussione con Montante il quale, quasi violentandomi psicologicamente insistette sul fatto che dovevo denunciare e che non facendolo li avrei rovinati tutti. In quel periodo vi era in animo di costruire una nuova associazione antiracket a Caltanissetta e ho avuto la sensazione che il discorso di Montante fosse funzionale a farmi divenire presidente di quella associazione”.

Anche nel corso di un’altra riunione nell’azienda di Venturi Lumia ”insistette affinché mi recassi in procura a denunciare ma mi mostrai fermo nelle mie convinzioni e annunciai che mi sarei dimesso da Confidi e Confindustria. Presentai le dimissioni che non venero accettate’.