Caso Cappellani, la Cassazione annulla il sequestro. La parola adesso al Riesame

23 maggio 2018 Inchieste/Giudiziaria

Annullato il sequestro della clinica Cappellani, sul quale ora dovrà pronunciarsi il Riesame. Dopo la discussione ieri di fronte alla corte romana dei difensori, Salvatore Gullino (per Antonino Di Prima), e Bonni Candido (per Dino Cuzzocrea, nella foto) la seconda sezione della corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della procura di Messina contro Di Prima nei cui confronti il riesame aveva annullato il sequestro. La Corte romana ha anche accolto il ricorso di Cuzzocrea e annullato il sequestro con rinvio al Tribunale per nuovo esame.

Lo scorso 29 settembre la clinica (l’immobile ma non l’attività) era stata messa sotto sequestro, poi confermato dal Riesame. Secondo l’ipotesi dell’accusa era stato creato un gioco di scatole cinesi di società “vuote” allo scopo di occultare i movimenti che avrebbero poi portato all’acquisto della Cappellani.

Un “gioco” che aveva avuto inizio nel 2002 quando attraverso due società, la Aughi Sa, in Lussemburgo, e la Villa Cappellani Srl, con sede a Messina venivano trasferite somme alla società con sede sullo Stretto che acquisiva l’immobile dove ha sede la clinica privata Cappellani comprata per 1 milione 800 mila euro, oggi gestita dal gruppo Giomi (non coinvolto nell’inchiesta di oggi, la clinica è infatti pienamente attiva).

“La citata società estera anonima – scriveva il gip Daniela Urbani – risulta riconducibile a Cuzzocrea Dino e Di Prima Antonino“, aderiva allo scudo fiscale del “2009 (che consentiva la regolarizzazione ed il rimpatrio di capitali detenuti all’estero e non dichiarati al fisco), i due soggetti ora citati, attraverso mandati conferiti, nella stessa data (1.12.2009), alla Cordusio Fiduciaria s.p.a., procedevano al rimpatrio giuridico di quote societarie e di finanziamento soci di questa impresa per importi assai consistenti. In particolare, Cuzzocrea scudava quote azionarie e finanziamento soci per complessivi e 1. 099.990, 00, mentre Di Prima scudava quote azionarie e finanziamento soci per complessivi e 733.153,00”. Rassegnaweb – di Manuela Modica – letteraemme.it