GALATTI-CANNIZZARO, IL CASO MAZZEO: “NO ALL’ESERCITO NELLE SCUOLE”. TOTALE SOLIDARIETA’ DEI COBAS AL PROF PACIFISTA

24 maggio 2018 Culture

Anche i COBAS esprimono totale solidarietà ad Antonio Mazzeo (nella foto), docente dell’ICS “Cannizzaro – Galatti” di Messina, contro il quale la D.S. (dirigente scolastica) dell’Istituto, dott.ssa G. Cacciola, ha promosso un procedimento disciplinare per aver contestato la presenza della propaganda militare e dell’Esercito nella propria scuola. 

I fatti: il 17 aprile del 2018 il predetto Istituto ha ospitato una delegazione della Brigata Aosta con la sua banda, che si è esibita a scuola.
Nei giorni precedenti, il prof. Mazzeo, da sempre impegnato in difesa della pace e nella promozione della soluzione non violenta di tutti i conflitti, aveva inviato una lettera alla D.S. nella quale sottolineava di aver appreso dell’esistenza dell’iniziativa dalla stampa, che la stessa era in contrasto con i valori didattico-educativi dell’istituzione scolastica e che non era stata regolarmente deliberata dagli organi collegiali.

Il docente concludeva esprimendo un totale dissenso “per questo pseudo-progetto “Militari-studenti […] realizzato proprio nei giorni in cui si consuma l’ennesima tragedia di guerra internazionale utilizzando ancora una volta come piattaforma di morte la Sicilia e le sue basi militari”.

Successivamente, con modi coerenti e pacati, il professore aveva espresso pubblicamente le medesime riflessioni, che venivano divulgate su alcuni blog on line.

Il 15 maggio del 2018 la D.S. contestava al docente di avere pubblicamente danneggiato l’immagine della scuola poiché aveva screditato la dirigente e denigrato l’istituzione scolastica.

Va notato che la D.S., nella contestazione mossa a Mazzeo, sostiene, fra l’altro, che non c’era nessun obbligo a partecipare all’iniziativa del 17 aprile.

Ciò in palese contrasto con la circolare 102/DS del 13 aprile 2018 nella quale, in riferimento alla contestata attività, si legge: “tutti gli studenti dei tre gradi di istruzione prenderanno parte all’evento”.

L’obiettivo svolgimento dei fatti dimostra la pretestuosità dell’accusa e, soprattutto, la mal dissimulata volontà di negare la libera espressione delle opinioni, anche quando queste ultime sono perfettamente coerenti con il dettato costituzionale.

In particolare, ma non solo, con l’articolo 11 “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

In questo contesto, i COBAS chiedono l’immediata archiviazione del procedimento disciplinare. Se ciò, malauguratamente, non dovesse avvenire assisteranno in tutte le sedi deputate il docente, perché non è tollerabile nessuna limitazione alla libertà di espressione.

Piero Bernocchi 
portavoce nazionale COBAS