MESSINA, L’INCHIESTA SULLE ‘COMBINE’: IL GIP NEGA L’ARRESTO DI ARTURO DI NAPOLI

25 maggio 2018 Inchieste/Giudiziaria

Il sostituto procuratore Francesco Massara, titolare dell’indagine sulle presunte ‘combine’ che si sarebbero verificate nel Girone C di Lega Pro tra il 2015 e il 2016, nei mesi scorsi aveva chiesto al gip Monica Marino l’arresto in carcere dell’ex calciatore ed ex allenatore dell’Acr Messina Arturo Di Napoli, e gli arresti domiciliari per altri dieci rappresentanti di tutto quel ‘mondo di mezzo’ tra professionisti, ex giocatori e allenatori, scommettitori illegali, che gravita intorno al calcio. La notizia è stata pubblicata questa mattina dalla Gazzetta del Sud a firma del cronista di giudiziaria Nuccio Anselmo. Questi i nomi degli altri indagati per cui erano stati chiesti gli arresti domiciliari: l’ex vicepresidente dell’Acr Messina Pietro Gugliotta, il notissimo giocatore internazionale di Texas Hold’em Eros Nastasi, di origini messinesi, l’ex portiere dell’Acr Messina Alessandro Berardi; e poi gli ‘scommettitori’ o ‘intermediari’ Ivan Palmisciano, Fabio Russo, Giuseppe Messina, Alessandro Costa, Giovanni Panarello, Andrea De Pasquale, e il dentista libanese Khalifer Abdel Halim detto ‘Abudi’, da anni residente a Messina. Avrebbero rappresentato una associazione a delinquere, con ruoli diversificati, finalizzata a realizzare frode in competizione sportive e truffe. Un ruolo apicale sarebbe stato rivestito in questo senso da Arturo Di Napoli. Gugliotta e Nastasi avrebbero rivestito un ruolo di organizzatori, mentre il ruolo di ‘meri associati’ e scommettitori di grosse somme lo avrebbero avuto Palmisano, Russo, Messina, Costa, Khalifeh, Panarello, De Pasquale e Berardi. Risultano inoltre coinvolti, non come facente parte dell’associazione a delinquere ma solo per aver promesso o offerto denaro o altre utilità ad alcun calciatore di Messina e Paganese, nel febbraio del 2016, anche il tecnico Gianluca Grassadonia, ex della Pro Vercelli, e l’ex dg della Paganese Cosimo D’Eboli. Nei loro confronti non è stata richiesta alcuna misura restrittiva da parte della Procura.