LA VICENDA DEL PICCOLO RICCARDO CARAMELLA. CONDANNATA A TRE ANNI LA DOTT. ROSALBA RISTAGNO PER FALSO E OMISSIONI DI ATTI D’UFFICIO

29 maggio 2018 Inchieste/Giudiziaria

Si è chiuso con una condanna e un’assoluzione il processo di primo grado, davanti alla prima sezione penale, incentrato sulle cartelle cliniche del caso Caramella, la vicenda straziante della morte del piccolo Riccardo Alberto, dell’età di sette mesi, deceduto nell’agosto del 2010 per un’invalidazione intestinale diagnosticata in ritardo. Nel processo bis che scaturi’ dal procedimento penale che si occupava del caso medico, erano coinvolti il prof. Gianfranco Scalfari, nella qualità di medico della Chirurgia pediatrica del Policlinico, che rispondeva di falso in atto pubblico (avrebbe indicato un falso orario in ingresso del paziente in reparto), e la dott. Rosalba Ristagno, all’epoca direttore di presidio che rispondeva di omissione di atti d’ufficio e falso.

La sentenza.

Il procedimento si è concluso con l’assoluzione per il prof. Scalfari (“perché il fatto non sussiste”), mentre la dott. Ristagno è stata condannata a 3 anni di reclusione e al pagamento delle spese processuali, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e al pagamento di una ‘provvisionale’ di 10 mila euro (risarcimento immediato) alle parti civili, cioè in favore dei familiari del piccolo e del Policlinico. Il processo deriva dalla prima sentenza sul caso, per omicidio colposo, del giudice monocratico Micali, che condannò a suo tempo tre medici dell’Ospedale Piemonte e uno del Policlinico, trasmettendo poi gli atti al pm per le valutazioni del caso, essendo emerse varie ipotesi di falso legate alla compilazione delle varie cartelle cliniche del caso.

Rassegnaweb – di Nuccio Anselmo da Gazzetta del Sud