Calcioscommesse, chiusa l’inchiesta: 17 indagati

30 maggio 2018 Inchieste/Giudiziaria

C’è una nuova tappa processuale per la clamorosa inchiesta della Procura di Messina sul Calcioscomesse, che ha registrato nei giorni scorsi gli undici “mancati arresti” eccellenti negati dal gip, tra gli altri dell’ex calciatore dell’Acr Messina Arturo Di Napoli.

Il pm Francesco Massara, che ha proposto appello contro il provvedimento di diniego del gip (già fissata l’udienza davanti al riesame il prossimo 2 luglio), ha infatti firmato nelle scorse ore l’atto di chiusura delle indagini preliminari dell’intera inchiesta, con cui per circa due anni la Guardia di Finanza ha monitorato alcuni presunti casi di “combine” nel girone C della Lega Pro tra il 2015 e il 2016.

E rispetto al quadro iniziale degli accertamenti investigativi dei finanzieri, sono ricompresi nell’atto finale solo 17 indagati tra coloro che nei vari step hanno subito controlli. Non è da escludere quindi che rispetto ai 38 nomi da noi pubblicati nei giorni scorsi che emergevano dai vari atti d’indagine, per ben 21 indagati iniziali il magistrato si appresti – o abbia già formulato -, una richiesta di archiviazione della posizione.

Ecco invece i nomi dei 17 indagati coinvolti nell’atto di chiusura delle indagini preliminari, coloro cioé per i quali l’inchiesta prosegue: Arturo Di Napoli, Eros Nastasi, Pietro Gugliotta, Ivan Giuseppe Palmisciano, Fabio Russo, Giuseppe Messina, Alessandro Costa, il dentista libanese Halim Abdel Khalifeh detto “Abudi”, Giovanni Panarello, Andrea De Pasquale, Alessandro Berardi, Stefano Addario, Daniele Frabotta, Andrea De Vito, Cosimo D’Eboli, Gianluca Grassadonia e Piersilvio Acampora.

Guardando al quadro generale dei 17 indagati si tratta quindi di calciatori in attività o che hanno appeso le scarpe al chiodo, allenatori, dirigenti societari, e poi c’è il gruppo degli scommettitori.

Il pm Massara nell’atto di chiusura mantiene assolutamente ferma l’impostazione accusatoria che lo aveva portato nelle scorse settimane a chiedere al gip undici eclatanti misure cautelari, una in carcere e dieci ai domiciliari, che il gip ha poi rigettato in toto . Secondo il magistrato dell’accusa si è in presenza di un’associazione a delinquere, con ruoli diversificati, finalizzata a realizzare frode in competizioni sportive e truffe. Un ruolo apicale sarebbe stato rivestito in questo senso da Arturo Di Napoli. Gugliotta e Nastasi avrebbero rivestito il ruolo di organizzatori, mentre il ruolo di «meri associati» e scommettitori di grosse somme lo avrebbero avuto Palmisciano, Russo, Messina, Costa, Khalifeh, Panarello, De Pasquale e Berardi.

Gugliotta, tramite il suo legale, l’avvocato Salvatore Sivestro, in una nota inviata alla “Gazzetta” in serata, comunica di aver «… avanzato formale richiesta di interrogatorio per dimostrare la sua assoluta totale estraneità rispetto all’ipotesi investigativa coltivata dall’Ufficio di Procura».