LA RIFLESSIONE di ELIO CONTI NIBALI: DI MAIO A MESSINA, QUELLA PIAZZA CHE SPIAZZA

4 Giugno 2018 Politica

Tremila, seimila, no meno di mille; attivisti, cittadini, no curiosi; emozionati, attenti, no perplessi.

Tante risposte e tutte diverse a seconda dei commentatori, alla piazza che ieri sera si è stretta, già si stava stretti a piazza Cairoli, per ascoltare Di Maio.

Ci sta di tutto, la campagna elettorale ma ancor di più la prima uscita del ministro che ha promesso il reddito di cittadinanza, che secondo i benpensanti dell’opulento nord e’ stato lo slogan magico per acchiappare i voti dei nullafacenti meridionali.

Ci sta che la piazza fosse piena, e che ci fossero tanti semplici cittadini, volti che di solito non incontri nelle manifestazioni elettorali, arrivati senza pullman e senza il messaggino di convocazione del capo popolo di turno. E c’erano in piazza anche tanti curiosi, sorpresi a non sentire parlar male di nessuno, ma sentire ragionare di lavoro e di giovani.

Lavoro declinato in tutte le sue accezioni, lavoro che manca, lavoro privo di dignità, nuovo lavoro e scuola che non forma per i lavori che stanno per arrivare. E giovani che vanno via, che desertificano le nostre città e lasciano smarriti i genitori che ormai possono seguirli solo su wattsapp.
E senza che venissero citati, Di Maio non ne ha citato nemmeno uno, i cittadini, attivisti e curiosi, hanno puntato tutti il dito contro chi negli anni ha mortificato il lavoro e negato un futuro qui, nella nostra terra, a tanti ragazzi.

Questa era piazza Cairoli, questi erano i tremila, seimila o meno di mille. Che domenica voteranno per chi vogliono, ma che ieri non sono rimasti fino a tarda sera solo per battere le mani a Luigi Di Maio o, al contrario, per sperare che sbagliasse un congiuntivo. Sono stati ad ascoltare per cercare di capire se qualcuno, finalmente, riuscisse a parlare un linguaggio comprensibile, in cui puoi ritrovare un motivo, anche uno solo, per convincerti a non mollare.  Ognuno avrà avuto la sua risposta, positiva o negativa.

Cinque anni fa, di questi tempi, ricordo un’altra piazza gremita, piazza Duomo con Renato e Roy Paci, quella era una piazza festosa, con la colonna musicale che invitava alla gioia.
Ieri sera volti crucciati con tante rughe in più, smorfie di speranza o di disillusione.
Ma gente fiera, persone vere, che domenica voteranno per chi vorranno.

Elio Conti Nibali

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