ACCOGLIENZA, ACCORINTI E SANTISI A BRAMANTI: «CONTINUA A CONFONDERE LE COMPETENZE PER IMPRESSIONARE SALVINI»

5 Giugno 2018 Politica
«Cercheremo di scorgere qualche argomento, non necessariamente valido, in mezzo alla “fuffa” con la quale il candidato a sindaco prof. Bramanti, o meglio chi gli scrive
i comunicati visto che cita ad esempio un confronto con le associazioni, svoltosi il 31 maggio nella sala Fasola, alla quale lui non ha partecipato delegando l’assessore designato alla legalità e alla sicurezza e dimostrando quindi quale sia la sua visione, ha commentato la replica alle sue accuse che tradiscono una scarsa conoscenza della tematica». Non si fa attendere la risposta del sindaco Renato Accorinti e dell’assessore alle Politiche sociali Nina Santisi ai nuovi addebiti mossi dal candidato sindaco del centrodestra sulla questione dell’accoglienza. «Al di là del becero compiacimento nel citare il caso di un singolo minore che, evidentemente emozionato, non sarà riuscito ad esprimersi correttamente in italiano, facciamo notare al prof. Bramanti, o meglio a
chi gli scrive i comunicati, che ci sono decine di esempi di migranti minori così ben integrati da avere voti scolastici più alti di alcuni compagni di classe messinesi. Sì, perché a Messina grazie al sistema SPRAR, che è preso a modello anche in altre realtà italiane ed europee (basterebbe studiare il progetto “Arrival Cities”), vengono effettuati percorsi di autonomia anche quando il periodo di prima accoglienza supera i trenta giorni, e questo accade perché non ci sono posti in seconda accoglienza. Una questione nazionale come quella relativa al numero degli sbarchi, a fronte del quale
segnalo peraltro che Messina è una delle città con il minor numero di reati commessi da stranieri in assoluto». «La verità – concludono il sindaco e l’assessore – è che il prof. Bramanti, o meglio chi gli scrive i comunicati, fa campagna elettorale facendo leva sulla “paura dell’uomo nero”, curiosamente ricordandosi del problema dell’accoglienza giusto il giorno prima dell’annunciata, e poi saltata, visita a Messina del neo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, quello delle “ruspe” e del “la pacchia è finita”. Evidentemente voleva impressionare uno dei suoi leader di riferimento!».

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