Sequestrato il bar di Giovanni Sutera, l’assassino di Graziella Campagna

12 giugno 2018 Inchieste/Giudiziaria

Continua l’inchiesta sul bar Curtatone, a Firenze, di proprietà dei fratelli Renato e Giovanni Sutera. Il primo lo scorso 27 marzo era stato arrestato insieme al fratello e altre due persone, perché accusati di avere finanziato e organizzato un’associazione per delinquere finalizzata alla coltivazione, in Spagna, di importanti quantitativi di marijuana da importare e commercializzare in Italia. Sul capo di Giovanni Sutera pesa però soprattutto una condanna all’ergastolo perché ritenuto responsabile di uno dei più noti e gravi delitti di mafia del messinese,  l’omicidio di Graziella Campagna a Villafranca Tirrena.

La procura distrettuale antimafia ha disposto il sequestro preventivo della pasticceria in borgo Ognissanti, che è stato eseguito stamani dai carabinieri e dalla guardia di finanza. Secondo quanto spiegato dai carabinieri, il valore del bar sequestrato è di circa un milione di euro.

L’accusa sostiene che i due titolari del bar avrebbero costituito società commerciali fittizie, intestate a prestanome, cosi’ schermando la titolarità e comunque la disponibilità effettiva del bar, a loro pienamente riferibile. Le società di volta in volta venivano fatte fallire, omettendo sistematicamente di versare i contributi previdenziali e le imposte.

Le successive indagini, coordinate dalla pm Giuseppina Mione, hanno permesso di accertare che nel 2016 i fratelli Sutera, in qualità di amministratori di fatto della Mela Srl, società dichiarata fallita dal tribunale di Firenze lo scorso ottobre, in concorso con il legale rappresentante e con l’imprenditore fiorentino Luigi Morelli, avrebbero distratto la somma di 50 mila euro e lo stesso bar Curtatone, di cui la società era proprietaria, trasferendolo ad un’altra ditta a loro riconducibile, la Caffe’ Italia Srl.