MESSINA, L’INCHIESTA ‘BETA’: ACCOLTE LE RICHIESTE DI ABBREVIATO

21 Giugno 2018 Inchieste/Giudiziaria

"Colletti bianchi" verso il rito ordinario, "boss e picciotti" scelgono l'abbreviato. Si è diviso in due ieri in udienza preliminare il processo scaturito dall'operazione antimafia "Beta" sulla cupola mafiosa messinese, la "cellula" criminale locale collegata con il clan catanese dei Santapaola e che si avvaleva anche di imprenditori e professionisti per il suo "business". Anche ieri si è trattato quindi di una tappa intermedia verso l'esito finale del rito ordinario, già fissato per il prossimo 28 giugno, mentre le altre tappe dei riti abbreviati saranno trattati il 14, 21 e 28 settembre. La procura era rappresentata dal sostituto della Dda Liliana Todaro. Ieri mattina il tuo Carmine De Rose ha rigettato tutte le richieste di abbreviato "condizionato" ed ha accolto invece quelle di giudizio abbreviato "secco". Sostanzialmente ne hanno fatto richiesta gli imputati accusati di appartenere al gruppo mafioso Romeo-Santapaola. Il gup ha poi stralciato per difetto di notifica la posizione di Vincenzo Romeo restituendo gli atti al pm per nuovo adempimenti tecnici. Vanno invece verso il rito ordinario con il responso fissato per il 28 giugno gli imputati eccellenti ovvero tra gli altri l'imprenditore Carlo Borella e l'avvocato Andrea Lo Castro, accusati di concorso esterno all'associazione mafiosa. Ci sono coinvolti, per corruzione, un tecnico comunale di Messina, l'ing. Raffaele Cucinotta, l'imprenditore Rosario Cappuccio, per estorsione e  l'imprenditore Biagio Grasso, da mesi collaboratore di giustizia. Rassegnaweb da gazzetta del sud

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