SENTENZA DELLA CASSAZIONE: Concorso di colpa per una mamma messinese che non tenne per mano il figlio investito

28 Giugno 2018 Inchieste/Giudiziaria

di Enrico Di Giacomo - E' colpevole la madre che non tiene per mano il figlio durante l’attraversamento stradale. La Cassazione, respingendo il ricorso della donna, ha infatti confermato la condanna di una mamma accusata di cooperazione nell’omicidio colposo stradale del figlio di tre anni che era stato investito da un’auto. L’urto aveva provocato lesioni cranioencefaliche che avevano poi causato la morte del bambino.

Oltre alla donna al volante, era stata condannata dal Tribunale di Messina anche la mamma del piccolo, «responsabile - secondo quanto si legge nella sentenza n. 29505/2018 della Cassazione - del reato in quanto, avendo omesso di esercitare la vigilanza sul figlio all’atto dell’attraversamento della strada e in particolare avendo omesso di porre in essere le dovute cautele nella fase dell’attraversamento, come quella di accertarsi previamente che non passassero veicoli e, soprattutto, quella di tenere per mano il figlio, non impediva il verificarsi dell’evento».

La madre aveva fatto ricorso appellandosi alla mancanza del nesso di causalità: «Si sostiene - si legge - che l’incidente possa essere considerato evento eccezionale capace di escludere il rapporto di causalità».

La Cassazione ha, però, ritenuto inammissibile il ricorso «non essendo ammissibile considerare l’incidente occorso al minore durante l’attraversamento della strada causa interruttiva del nesso causale, ma dovendosi, al contrario, considerare l’evento come realizzato in cooperazione colposa tra la conducente del veicolo e la madre».

Nella sentenza di sottolinea che la madre del bambino di tre anni «aveva l’obbligo di impedire il verificarsi dell’evento, ricoprendo la massima posizione di garanzia sulla vittima».

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Enrico Di Giacomo

 

 

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