Messina, ecco chi c’era nel comitato d’affari

2 agosto 2018 Inchieste/Giudiziaria

Imprenditori, funzionari comunali, costruttori e manager delle municipalizzate: sono i personaggi coinvolti nella inchiesta della Procura di Messina che ha portato a 13 provvedimenti cautelari e ha svelato un comitato d’affari che condizionava a fini privati l’attività del Comune. Al centro l’ex presidente del Consiglio Comunale Emilia Barrile.

Va in carcere l’imprenditore 65enne milazzese Vincenzo Pergolizzi, ai domiciliari le sue due figlie Stefania e Sonia, l’ex presidente del Consiglio comunale di Messina, Emilia Barrile, il commercialista Marco Ardizzone, un dirigente del Comune di Milazzo ed ex consigliere provinciale dell’Udc, Francesco Clemente, e ancora Carmelo Cordaro, Michele Adige, Vincenza Merlino, Carmelo Pullia e Giovanni Luciano. Sospensione del pubblico ufficio per sei mesi per il direttore generale dell’Atm, Daniele De Almagro, divieto per sei mesi di esercitare attività e di ricoprire uffici apicali in seno ad imprese e persone giuridiche per l’imprenditore Antonio Fiorino. 

Oltre ai 13 destinatari di misure cautelari, anche 7 indagati, fra cui l’ex presidente dell’Amam, Leonardo Termini, l’imprenditore della Fire, Sergio Bommarito, e gli imprenditori Angelo e Giuseppe Pernicone, titolari di una società di vigilanza impegnata allo stadio. Tutti sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di questi reati: corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità in concorso, corruzione, detenzione illegale di armi, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, turbata libertà degli incanti, associazione per deliquere, intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.