OPERAZIONE ‘TERZO LIVELLO’: IL CONTRATTO D’AFFITTO PER LA GESTIONE DEL BAR DELLO STADIO

2 agosto 2018 Inchieste/Giudiziaria

Nell’inchiesta “TERZO LIVELLO” si parla anche di un contratto d’affitto per la gestione del bar dello stadio San Filippo. Un contratto ottenuto dalla Peloritana Servizi, società riconducibile alla ex presidente del consiglio comunale. Ottenuto con accordi presi con l’allora vice presidente dell’Acr Messina, Pietro Gugliotta.

Accordi poi fatti improvvisamente saltare da Gugliotta che invia addirittura una pec al Comune per revocare il contratto d’affitto. Gugliotta, riferiscono alla Barrile, è forte di alcuni appoggi, l’episodio fa infuriare la Barrile, che in quel momento è intercettata: “Eh vabbé, lui si sente un poco protetto, va bene, ma bisogna vedere da chi? Poi gli faccio dire a chi conosce lui… poi ci misuriamo… le risate sono… le risate sono quando scende Marco (Ardizzone, ndr), perché Marco si sta incazzando maledettamente… appena scende… quello là… quello là è pazzo… non è che è normale poi, poi te la raccontano io un po’ la sua storia… tu sappi solamente… che lui è… e molto fraterno amico di quello che tu hai aiutato là sopra… puoi capire di che genere di persone parliamo”. Si deve “spaventare un pochetto”, dice la ex candidata sindaco di Messina, riferendosi a trascorsi del suo sodale, Ardizzone, considerato interno al clan di Gravitelli negli anni ’80 e ‘90, quartiere di Messina dove Barrile spopola.

“…perché, in più occasioni, Emilia Barrile, pubblico ufficiale, Presidente del Consiglio conunale di Messina, accettava da Giuseppe ed Angelo Pernicone, la promessa, per sé o per altri, di utilità economiche, per compiere o avere compiuto atti contrari ai doveri di ufficio (in violazione, tra l’altro, dei doveri di imparzialità, correttezza ed autonomia), ponendo il suo ruolo e la influenza a disposizione del privato. In particolare, costituiva per i Pernicone un punto di riferimento per la copertura amministrativa in favore di istanze di loro interesse avanzate presso il Comune di Messina, essendo a costoro legata, con Ardizzone Marco, da rapporti economici occulti afferenti, tra l’altro. alla gestione dei parcheggi dello stadio S. Filippo. in occasione delle partite di calcio disputate dall’ A.C.R. Messina (oltre che da un rapporto di collaborazione professionale, in forza del quale Ardizzone effettuava le comunicazioni relative alle assunzioni di personale presso lo stadio S. Filippo da porte del Consorzio Sociale Siciliano, riconducibile ai Pernicone) interferiva, in particolare, sull’operato degli uffici comunali, esercitando un’attività di pressione e di condizionanento, in ordine ad una pratica amministrativa di interesse dei Pernicone ed avente ad oggetto la concessione dello stadio s. Filippo per lo svolgimento del concerto musicale della band “Pooh” (addove i Pernicone avrebbero gestito le attività di”steward”, ed i parcheggi nelle aree di pertinenza dello stadio), ricevendo, in contropartita, dai Pernicone, la promessa che, in occasione del concerto in questione, nell’attività di ristorazione prevista, e nella percezione dei relativi introiti, sarebbe stata coinvolta anche la cooperativa Peloritana Servizi (o, comunque, altra impresa riferibile a Emilia Barrile e Marco Ardizzone, o soggetti o costoro, parimenti, riferibili). Ardizzone concorreva moralmente nel reato istigando o rafforzando il proposito criminoso della Barrile”.