“Terzo Livello”: Ecco le accuse a Sergio Bommarito (Fire)

2 agosto 2018 Inchieste/Giudiziaria

DI EDG – C’è coinvolto anche Sergio Bommarito, fondatore della Fire, società leader in Italia nel recupero crediti con sede a Messina, nell’operazione della Dia. Il nome dell’imprenditore figura fra le persone indagate nell’operazione che ha portato, fra gli altri, all’arresto dell’ex presidente del Consiglio comunale di Messina, Emilia Barrile, finita ai domiciliari.

Ecco le accuse che i magistrati fanno a Bommarito:

“…perché Barrile, in più occasioni, quale presidente del Consiglio comunale pubblico ufficiale per compiere o avere compiuto atti contrari ai doveri d’uffìcio (in violazione, tra l’altro, dei doveri di imparzialità, correttezza ed autonomia),
consistenti:
– nel sollecitare, presso gli uffici comunali, la velocizzazione di una pratica amministrativa di interesse di Sergio Bommarito (imprenditore cui è riconducibile il gruppo FIRE)’ e nell ‘interferire nell’operato dei funzionari per ottenere l’esito positivo della medesima pratica, avente ad oggetto la ristrutturazione di un immobile (“villa Bommarito”):
– nel pressare ripetutamente su Leonardo Termini, presidente dell’AMAM s.p.a. – società a capitale interamente pubblico, detenuto dal Comune di Messina, sul quale aveva capacità di incidere in ragione del rapporto corrente tra Comune e società partecipate, e dei conseguenti poteri (interpellanze, ispezioni, inchieste, ecc.), spettanti quale consigliere comunale e Presidente del Consiglio cornunale – prospettandogli che Bommarito era disposto a corrispondergli del denaro, perché sbloccasse una serie di pagamenti di somme di denaro in favore della FIRE s.p.a., affidataria, per conto dell’AMAM, del servizio di recupero crediti, pagamenti ritenuti da Termini non dovuti;
riceveva da Sergio Bomnarito, per sé o per altri, utilità o ne accettava la promessa.

In particolore, otteneva la stabilizzazione lavorativa o, comunque, migliori condizioni economiche, in favore di COSTA Angela, collaboratrice presso l’impresa del Bommarito (è prestanome della Barrile nel ruolo di amministratore della cooperativa Peloritana Servizi), nonchè la promessa di assunzione, presso una impresa del medesimo Bommarito, della figlia della Barrile, Stefania, ed un contributo in denaro in favore della squadra di pallamano ove militavano le di lei figlie. Ardizzone quale concorrente morale, istigatore o rafforzatore del proposito criminoso di Barrile”.

“…Per quanto attiene a Bommarito Sergio. considerato che, a fronte di un analogo giudizio di disvalore sociale, il limiti edittali del reato di cui è chiamato a rispondere così come riqualificato in corso di trattazione non consentono l’applicazione della misura interdittiva, cautela minima indispensabile deve ritenersi quella dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (poi revocata dallo stesso gip) secondo le modalità indicate in parte motiva”.

La precisazione dell’avvocato Favazzo sulla posizione di Bommarito

“Nell’ambito della odierna operazione “Terzo livello” condotta dalla Procura della Repubblica di Messina e dal Centro Direzionale della Dia, il dottor Sergio Bommarito, risulta raggiunto da informazione di garanzia in relazione alla condotta di traffico di influenze illecite, così riqualificata la originaria contestazione di concorso in corruzione. Nessuna misura, né di natura personale, né reale, è stata applicata nei confronti dell’imprenditore, che si dichiara certo di poter quanto prima chiarire la propria posizione”