“TERZO LIVELLO”: I PAGAMENTI A BOMMARITO, ECCO IL VERBALE DI LEONARDO TERMINI

3 agosto 2018 Inchieste/Giudiziaria

DI EDG – “Con riferimento ai rapporti intercorrenti tra la Barrile e il Bommarito peculiare interesse rivestono le dichiarazioni spontanee rese da Termini Leonardo alla polizia giudiziaria in data l8 ottobre 2016 e confermate allorquando veniva escusso con le garanzie difensive il 19 dicembre 2016, in merito alla sistematica e insistente opera di pressione condotta dall’indagata nei suoi confronti per ottenere la velocizzazione dei pagamenti da parte dell’AMAM di crediti vantati da imprenditori di suo interesse, tra cui, per l’appunto il Bommarito”. 

Eccolo:

Cfr. verbale di spontanee dichiarazioni rese da Termini Leonardo in data 18 ottobre 2016: “Si sono verificate una serie di situazioni che è giusto raccontare. Mi è stato proposto da BARRILE Emilia, il presidente del consiglio comunale di Messina che se io avessi pagato dei mandati in sospeso a\rei ricevuto in cambio del denaro per me. Si tratta dei mandati in favore della società FIRE spa, che ammontano ad un milione e quattrocento mila curo circa e di quelli in favore di una delle società delle quali mi avete chiesto i documenti e di cui adesso non mi sovviene il nome.

Circa un mese orsono, su richiesta telefonica di BARRILE Emilia mi sono recato nei pressi del cinema Apollo ed ho incontrato BARRILE. Abbiamo parlato sul marciapiede per una decina di minuti. Lei mi ha fatto presente che era in difficoltà per i mandati non pagati da AMAM alla FIRE Spa e che il dott. BOMMARITO. titolare della FIRE, a fronte dei suddetti pagamenti aveva delle somme di denaro per me. Non si è fatto alcun cenno all’importo di questa eventuale dazione, io le ho risposto testualmente: “Che cazzo dici!” e poi ho aggiunto che la FIRE non merita una lira. Anzi, per i motivi che ho accennato all’inizio del verbale e che preciserò meglio con l’esame dei documenti relativi, deve lei soldi ad AMAM. Barrile mi ha esortato nuovamente a pagare i mandati.

Dopo questo incontro io mi sono sentito in difficoltà e perciò ho iniziato a rispondere sempre più raramente alle chiamate di BARRILE Emilia. Qualche tempo dopo, saranno passati circa 10 giorni, ho risposto ad una sua chiamata e lei mi ha chiesto un nuovo incontro. Mi ha dato appuntamento al Bar FUMIA nei pressi della piazza del municipio. Era più o meno l’ora di pranzo ed al Bar mi ha ribadito il concetto di pagare i mandati di FIRE, ribadendo che era in difficoltà con BOMMARITO e che comunque ci sarebbe stato un pensiero in denaro per me. Poi mi ha detto che uno dei fratelli, non ricordo se il titolare della ditta “INTERCONTINENTALE” o l’altro fratello, lamentava il mancato pagamento dei mandati e se io li avessi pagati, questa persona mi avrebbe fatto una regalia di 2 o 3 mila euro per ciascun mandato pagato.

Io ho fatto presente che avevo intenzione di cacciare questa ditta ed anche l’altra del fratello di questa persona. BARRILE mi ha detto che avrebbe chiamato questo persona per chiarire la situazione e così ha fatto. Io ho visto BARRILE chiamare questa persona che dopo circa 15 minuti si è presentata al bar FUMIA. Con questa persona, il titolare della ditta di cui non ricordo il nome, ma che conosco di persona, abbiamo parlato solo della disfunzione che avevo ravvisato, lui  ha rassicurato che avrebbe risolto i problemi per il futuro. Non mi ha fatto direttamente alcuna proposta di denaro.

Nel corso dell’incontro BARRILE mi disse che tutte le ditte si lamentavano che io non pagavo. Io le ho detto che c’erano priorità da rispettare nei pagamenti. Dopo questo secondo incontro in cui si è parlato dei mandati non ci sono state altre occasioni di parlare di questo con BARRILE. Lei mi ha chiamato diverse volte ed io ho sempre evitato gli incontri, solo ieri ci siamo incontrati ma in presenza di altre persone quindi lei non mi ha parlato di questi argomenti. lo conosco BARRILE da alcuni anni ed abbiamo avuto un rapporto di amicizia ma questa richiesta mi ha lasciato amareggiato e turbato perché io non sono assolutamente disponibile a queste situazioni e da allora mi sono tenuto sulle mie”.

“Il complesso degli elementi appena evidenziati  – scrive il gip nell’ordinanza – consente di sostenere, con il grado di ragionevole probabilità richiesto in questa sede l’esistenza di un accordo illecito tra Barrile Emilia e Bommarito Sergio in forza del quale la prima spendeva l’influenza e le conoscenze che le derivavano dal suo ruolo politico sia negli uffici comunali, per agevolare, o comunque sistemare l’iter amministrativo di pratiche segnalatele dal Bommarito, sia all’interno dell’azienda municipalizzata dell’AMAM per ottenere una corsia preferenziale nella liquidazione dei crediti vantati dall’imprenditore. A fronte di tale interessamento chiedeva e otteneva, facendone oggetto di baratto, rilevanti utilità per sé o per terzi. Si fa in particolare riferimento all’invocato, e come si dirà a breve, conseguito miglioramento delle condizioni lavorative di Costa Angela all’intemo della società gestita dal Bommarito e alla promessa di assunzione della figlia Triolo Stefania come funzionaria della Banca di Credito Peloritano di cui il Bommarito era azionista. Con riferimento al primo aspetto, l’attività di indagine consentiva di accertare che la Costa – la cui compiacenza nel prestarsi a ricoprire la carica formale di amministratore unico della cooperativa in realtà gestita dalla coppia Barrile – Ardizzone doveva essere all’evidenza ripagata – da semplice collaboratrice della “Fire Spa”: diveniva nel 2017, ancorché con contratti parziali intervallati da indennità di disoccupazione, dipendente di “Spa Fire Group”, migliorando all’evidenza la sua posizione e avviandosi alla stabilizzazione”. Scrive ancora il gip Leanza, “con riguardo, invece, alla situazione della Triolo, a fronte delle pressioni esercitate dalla Barrile, pungolata dall’Ardizzone, (“Non ti fare vedere troppo sorridente … fatti vedere che hai fretta di andartene … E ci fai fare pure “a botta”. “Tutte le cose che ti ho chiesto non me ne hai fatta una!” ci dici: “Questa è mia figlia che ti sto chiedendo. Quindi se a breve puoi” ma gli devi dire: ” a breve”. A breve vuol dire prima della pausa estiva. “Se no ti ringrazio lo stesso”) e al progressivo distacco dalla stessa manifestato, il Bommarito, come riferito dalla donna all’Ardizzone in una telefonata intercettata, prometteva. “per tagliare la testa al toro” che avrebbe fatto assumere la figlia Stefania a seguito dello svolgimento di un master universitario, escamotage questo utilizzato al patente fine di evitare l’assunzione diretta che attesa l’assenza di titoli o formazione adeguata da parte della ragazza, avrebbe potuto indurre sospetti in ordine alla natura dei rapporti che intercorrevano tra di loro. Da ultimo deve farsi richianto al contributo preteso dalla Barrile a favore della squadra di pallamano ove militavano le figlie…”.