OPERAZIONE “TERZO LIVELLO”, IL RUOLO DEL DIRIGENTE ATM DE ALMAGRO. L’ASSUNZIONE DEL CANDIDATO ‘SPONSORIZZATO’

3 agosto 2018 Inchieste/Giudiziaria

DI EDG – “Paradigmatica della spregiudicata strumentalizzazione della propria posizione da parte della Barrile al fine di conseguire utilità è l’episodio relativo all’assunzione pilotata di un soggetto da lei ‘sponsorizzato’ come autista presso l’Azienda Municipalizzata dei Trasporti di Messina. Centrale in questa vicenda è la figura di Daniele De Almagro, direttore amministrativo dell’Atm. De Almagro è stato per anni direttore amministrativo dell’Azienda trasporti, poi dal giugno 2017 ne è diventato provvisoriamente direttore generale al posto di Giovanni Foti (che a novembre era rientrato da presidente) e a maggio 2018 è stato confermato, vincendo la selezione indetta dall’azienda.

I primi contatti tra i due risalivano al mese di gennaio 2016 “allorquando il De Almagro, dopo varie insistenze, riusciva a ottenere un appuntamento con la Barrile, come la stessa riferiva in una telefonata intercettata in data 21 gennaio 2016 all’Ardizzone (“Mi ha telefonato il direttore dell’ATM che mi cerca da un paio di giorni…che mi vuole parlare tu attimo…vediamo che vuole… di Palermo, ha fatto un concorso e ha vinto, però dopo la delibera dell’ATM, più volte mi ha cercata…: francantente ora mi ha telelonato stamattina, mi ha detto, Presidente dice mi potrei vedere un attimo con lei…gli ho detto si.. sto arrivando…”,  ricevendo da quest’ultimo un prudente invito alla cautela (“ma questo lo conosci? dico…vedi quello che vuole, parla sempre cauta ah!!!…la gente non sai chi sono ah!!…).

In una conversazione registrata la Barrile informa l’Ardizzone che il De Almagro le aveva chiesto di fargli avere “fuori dai canali ufficiali” una copia di una delibera comunale con alcuni emendamenti al contratto di servizio sui rapporti tra Comune ed A.T.M.

Continuando nel racconto l’indagata riferiva all’ interlocutore come tale incontro le fosse servito per prospettare al De Almagro la possibilità di favorire, in un concorso che l’ATM era in procinto di bandire, l’assunzione come “difensore cli revisione” della sorella, l’avvocato Elisa Ardizzone (“poi mi ha chiesto … mi ha detto… l’altra volta loro hanno fatto il difensore duuu di là… no? quando io ho parlato… ti ricordi che erano cinque quelli che avevano presentato curriculum? no? … dovevano sceglierne uno! io avevo parlato con FOTI!… ti ricordi allora perché quello glielà… e lui mi ha ripreso questa cosa… dice “tu hai chiesto allora uh” comunque fatto sta … dice che ora … che adesso faranno una selezione … uscirà a giorni! … di un difensore … ehhh tipo revisione però … co che … c’è un’indennizzo annuale! …dice… se tu vuoi dice puoi prese … farlo presentare … “difensore di revisione”… un ayvocato insieme ad un commercialista …fanno un bando che cercano un avvocato e un commercialista … e quindi dice … tra quattro cinque giorni uscirà!… sempre lì! da loro! per fare i controlli annuali), sottolineando che si trattava di un contratto interessante anche sotto il profilo economico (“dieci l’anno! … va bè per lei va bene! dico alla fine … non è che va tutti i giorni … saranno tre quattro volte al mese”).

In vista dell’importante contropartita, la Barrile si attivava immediatamente per procurare al De Almagro la documentazione richiestale e che veniva consegnata il pomeriggio stesso.

Qualche giorno dopo la Barrile contattava la sorella dell’Ardizzone per informarla, in maniera significativamente allusiva dell’imminente indizione di un concorso “appetibile” per il quale avrebbe dovuto presentare la domanda avendo lei ricevuto una precisa sollecitazione in tal senso (“a giorni ne uscirà uno su Messina … dovrebbe uscire questa settimana … è una cosa discretuccia che … mi hanno chiamata appositamente perché tu la faccia! … capito!?).

Successivamente la Barrile veniva a conoscenza della prossima pubblicazione di un altro bando di concorso concernente l’assunzione presso l’ATM di autisti di autobus.

Che la fonte di tale informazione fosse anche in questo caso il De Armagro si evinceva dalla registrazione. nel corso di una telefonata tra questi e la Barrile.

L’indagine poi consente di identificare in un uomo, Francesco Macri’, poi risultato effettivamente vincitore all’esito della procedura pubblica, la persona oggetto dell’interessamento della Barrile “la quale si prodigava alacremente in suo lavore sin dalle fasi iniziali della procedura, fornendogli precise indicazioni su come presentare la domanda di partecipazione e scaricare la copia della relativa ricevula (“stai facendo quella domanda? … uh! va bene… poi devi darmi la copia comunque … per l’iscrizione!)

A distanza di qualche giorno Barrile si vede con De Almagro. “Dalla consueta relazione sull’esito dell’incontro fatta dalla Barrile all’Ardizzone si traeva con estrema chiarezza quale fosse lo strumento utilizzato dalla donna per piegare il DeAlmagro ai suoi desiderata”. “In particolare, sfruttando il suo ruolo in seno al Consiglio Comunale e, più in generale il suo peso politico, aveva fatto intendere all’alto dirigente, il quale era espressione dello schieramento riconducibile all’allora amministrazione in carica, amministrazione in quel momento in forte crisi politica e a rischio di sfiducia, che nonostante la sua posizione politica avversa, gli avrebbe potuto garantire. laddove si fosse dimostrato disponibile nei suoi confronti, l’appoggio necessario a ottenere il rinnovo dell’incarico dirigenziale altrimenti a rischio (“questo è palermitano’ ogni volta mi fa discussioni… cunque lui sostiene, essendo che io non sono con l’amministrazione… che lui vada d’accordo con me è una cosa che si deve mantenere segreta…gli ho detto io certo…”. “Gli ho detto le amicizie si ritrovano sempre nei tempi e nei momenti più di bisogno. Lo prendono a tempo indeterminato… ora vediamo… sto un pò pressando perché lo facciano a contratto definito… indefinito va…”. E aggiunge, “come si dice, poche parole no!!! se poi se ne và Accorinti se ne va a casa si fa le valigie no! dice ci siamo capiti va!!!…gli ho detto tu pensi perché io non sono con l’amministrazione per ora sono ferma e guardo dalla finestra tutto mi passa davanti, gli ho detto sono sempre una persona che qualche amico ce l’ha!!!”.

Il messaggio lanciato dalla Barrile evidentemente coglieva nel segno, tant’e che inseguito al suddetto colloquio, gli incontri tra i due si intensificavano.

“Che gli incontri fossero funzionali ad inquinare la citata procedura di selezione – scrive il gip –  emergeva da alcuni passi di un colloquio tra presenti intercettato in occasione di un contatto telefonico con De Almagro, laddove la stessa Barrile ammetteva di stare facendo pressioni in modo da ottenere prima l’assunzione di soggetti di suo interesse e tentare poi la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo deterninato a tempo indeterminato”.

Quindi De Almagro chiama la Barrile per chiederle utilizzando termini convenzionali (“Tre delibere”) di fargli avere i nomi di tre soggetti da segnalare per l’assunzione. Del buon esito della vicenda Barrile informa Ardizzone: “Penso che questa cosa è tutto apposto…uh uh…ne abbiamo sistemato un altro…eh..eh…”.

Nel febbraio 2016 l’Atm elimina criteri selettivi a vantaggio di altri che lasciano ampio margine di discrezionalità ai selezionatori degli idonei. Il candidato sponsorizzato da Barrile si colloca nei primi posti, nonostante non abbia competenze specifiche quale autista di bus. Gli viene attribuito punteggio massimo, pari a dieci. “Nel curriculum si era limitato ad allegare solo qualche esperienza quale conducente di veicolo adibito al trasporto Ncc – Noleggio con conducente”.

“Manifeste – scrive il giudice Tiziana Leanza – appaiono le esigenze di protezione sociale nei riguardi dell’indagato De Almagro. Sufficiente appare, al riguardo, richiamare la disinvoltura che ne ha connotato l’agire illecito. In funzione del perseguimento del proprio egoistico interesse, non esita a palesarsi indifferente rispetto ai doveri istituzionali gravanti sulla sua persona a cagione del ruolo pubblico ricoperto. Oltremodo concreto è, pertanto, il timore che egli possa, in assenza di un provvedimento cautelare, reiterare le azioni criminose della quale si è macchiato”.

I difensori hanno inviato una nota per sottolinearne l’estraneità ai fatti.

“Gli avvocati Vittorio Di Pietro e Maristella Bossa, difensori di fiducia del Dott. Daniele De Almagro, Direttore Generale dell’ATM di Messina, in relazione alla misura interdittiva applicata nei confronti di quest’ultimo, nell’ambito dell’operazione Terzo Livello, evidenziano che il loro assistito dichiara fermamente di essere del tutto estraneo ai fatti oggetto di contestazione e che chiarirà la propria posizione, nel corso dell’interrogatorio che si svolgerà avanti il G.I.P,. presso il Tribunale di Messina (Dott. Salvatore Mastroeni), domani 3 agosto”.