“TERZO LIVELLO”: LA BARRILE, “QUELLA TESTA DI CAZ…DELL’ASSESSORE, QUANDO IO CHIAMO DEVE RISPONDERE”

3 agosto 2018 Inchieste/Giudiziaria

DI EDG – OPERAZIONE ‘TERZO LIVELLO’. I rapporti tra Pergolizzi, Clemente e la Barrile sono ampiamente trattati nell’ordinanza del gip Leanza, soprattutto in relazione all’interessamento per la vendita di un terreno comunale, per la realizzazione di una palazzina in via San Sebastiano ad angolo con via Felice Bisazza, a Messina.

“Emblematica del vincolo di natura politica e affaristica che legava la Barrile a Clemente Francesco, da una parte, e del rapporto di cointeressenza intercorrente tra Clemente e l’imprenditore Pergolizzi Vincenzo, storicamente ritenuto contiguo a temibili contesti della criminalità organizzata barcellonese e, dall’altra, è la vicenda relativa alla speculazione edilizia volta alla realizzazione di una palazzina residenziale in via Felice Bisazza, nel pieno centro cittadino. Le risultanze dell’attività investigativa consentivano, infatti, di acclarare l’impegno profuso dalla Barrile, su sollecitazione del Clemente, al fine prima di agevolare la pratica di sdemanializzazione di due porzioni di terreno funzionali a completare l’appezzamento su cui doveva essere realizzato un progetto immobiliare, caldeggiato dal Pergolizzi, quindi di velocizzare l’iter burocratico propedeutico all’avvio dell’edificazione”.

La Barrile ne ha “sollecitato sistematicamente la trattazione presso gli uffici competenti, dando la garanzia che, nel caso fosse necessario il passaggio della pratica in Consiglio Comunale, sarebbe stata approvata, anche tramite escamotage irregolari, che lei suggeriva e tali da consentire di approvare la pratica, benché non fosse possibile una regolare imputazione contabile dell’entrata derivante dalla vendita dell’area comunale”. E, se fosse necessario, si rendeva “disponibile a presentare strumentali interrogazioni consiliari, per censurare l‘operato dell ‘assessore competente e del ragioniere generale del Comune”. “Dopo l’approvazione della delibera di cessione dell’area, interveniva presso i vari funzionari comunali per velocizzare l’iter relativo al rilascio della concessione edilizia e delle altre autorizzazioni necessarie, accompagnando Pergolizzi, il suo factotum Elio Cordaio, e l’intermediario Clemente, presso gli uffici interessati, facendo pressioni affinché i progetti fossero visionati dai funzionari, prima delle valutazioni inerenti all’approvazione, ottenendo suggerimenti ed indicazioni per modifiche progettuali e correzioni, in modo da avere certezza dell’approvazione”.

Così scrive il gip Leanza nell’ordinanza in cui sono riportate anche diverse intercettazioni della Barrile. In alcune di queste si fa riferimento alla giunta comunale e al ragioniere generale, soprattutto in un momento in cui la pratica sembra non andare avanti.

“A distanza di circa una settimana il Clemente. in evidente stato di apprensione, contattava nuovamente la Barrile per avere aggiornamenti (” E’ praticamente… volevo notizie di quella cosa… Di quella delibera… Perché ora non lo sai?”); L’interlocutrice, di rimando, si impegnava a chiedere notizie all’assessore competente (“No, ora dovrei chiamare l’Assessore se l’ha portata in giunta, perché la doveva portare in giunta…’). L’impellenza di ottenere informazioni era tale che solo dopo due giorni il Clemente rinnovava la richiesta alla Barrile (”in questo… momento, eh… io volevo sapere di questa delibera che non so… cone mi…”), la quale, chiaramente infastidita dalla scarsa sollecitudine dimostrata dall’assessore interpellato (“questa delibera… non mi ha risposto testa di cazzo dell’Assessore avantieri… ora… “), si impegnava a contattarlo di persona (‘lui non ha imparato che quando io lo chiamo mi deve rispondere, comunque ora vado e me la prendo io breve mani… “) e a riferire a breve.

Chiusa la conversazione, il Clemente chiamava immediatamente il Pergolizzi per comunicargli che ”quella cosa lì forse in mattinata ho notizie”.

“Con un ritardo di mezza giornata sul previsto la Barrile informava il Clemente in merito alle notizie apprese, riferendogli che c’era stato effettivamente un ritardo dovuto a questioni tecniche legate alla contabilità, ragion per cui la delibera era tornata all’Ufficio Patrimonio, ma che la problematica era stata risolta, sicché a breve, anche tramite il suo interessamento diretto la delibera sarebbe passata in Giunta per poi approdare finalmente davanti al consiglio comunale.”

Nel corso di una telefonata registrata il giorno successivo la Barrile chiariva meglio al Clemente la natura della problematica insorta (“Niente, in pratica questa delibera … che abbiamo il ragioniere che è scarsissimo, non può essere votata perchè non c’è il PEG. Il PEG, per fare il PEG si deve votare per il bilancio… e quindi dobbiamo aspettore per il bilancio. Ora io ho parlato con la funzionaria che ha la pratica gli ho detto di passarla lo stesso … di fatto non si può votare perchè non c’è il PEG, perchè se loro pagano questi soldi … … è questo il motivo’ il PEG non può essere fatto se prima non si vota il bilancio … già è andata in giunta… pure favorevole … No c’è questa cosa qua del PEG per passarla in consiglio si deve fare questa apertura di PEG, però è’ assurdo che il comune non ha un PEG per sdemanializzazioni’). assicurando di avere operato le giuste pressioni sulla funzionaria incaricata affinché la pratica di loro interesse fosse mandata avanti attraverso l’introduzione di un emendamento da lei suggerito che, a suo dire, avrebbe consentito di aggirare l’attesa della manovra di assestamento di bilancio, garantendo un’apparente regolarità contabile alla delibera e consentendone l’approvazione anche da parte del Consiglio comunale (“si fa un entendamento fino ad approvazione, fino all’approvazione… fino all’apertura del PEG, cioè condizionare … lunedì me la prendo io e forse abbiamo trovato la soluzione”).

“Affermava, quindi che ove l’escamotage contabile suggerito non fosse stato accettato, avrebbe presentato una interrogazione consiliare sull’inadeguatezza dell’operato del ragioniere generale del comune e dell’assessore in relazione all’errore commesso nella predisposizione del PEG (“…Io gli faccio una interrogazione e lo “salo” a lui ed a Signorino…).

Il pomeriggio dello stesso giorno la BarriLe sottolineava al Clemente il quale si lamentava scherzosamente di sentirsi abbandonato la complessità della situazione (“questi babbi dell’amministrazione e con questo cretino del ragioniere generare. Che to dovrei denunciare … perchè non si… un PEG per la sdemanializzazione, la cosa è molto grave …), ribadendo al contempo la serietà del suo interessamento”.