Messina, De Luca minaccia le dimissioni

31 agosto 2018 Politica

“Allora mi dimetto”. Cateno De Luca ha lanciato ieri la sua provocazione al Consiglio comunale, dove non conta neanche un consigliere. All’ordine del giorno la discussione sull’Agenzia per lo sbaraccamento: il confronto in aula, in presenza dei deputati messinesi, non è piaciuto al sindaco che si è alzato, andando via, non senza minacciare le proprie dimissioni: o verrà approvato lo statuto dell’Agenzia, o lui resterà deputato regionale, rinunciando, invece, al suo ruolo di sindaco.

Dovrà infatti a breve optare per uno dei due ruoli, incompatibili contemporaneamente. Il primo cittadino di Messina aveva annunciato che avrebbe abbandonato lo scranno all’Ars, in favore del suo ex vicesindaco a Santa Teresa, Danilo Lo Giudice. Passaggio che non è ancora avvenuto. Dovesse dunque decidere di abbandonare la guida della città dello Stretto sarebbe ancora in tempo per restare a Palazzo dei Normanni.

Al momento però, nonostante abbia confermato la sua volontà di dimettersi da sindaco anche dopo lo scontro in aula, quella di De Luca ha tutta l’aria della forzatura per incassare il consenso dell’aula: “Chiamatela non minaccia ma ultimo appello”, ha sottolineato De Luca, sindaco dallo scorso 24 giugno.

E non è la prima volta che il neo sindaco dello Stretto fa annunci di questo tenore, già dopo il primo turno fece uno strano annuncio su Facebook, lasciando intendere che avrebbe potuto rinunciare alla corsa a sindaco. Anche all’inizio della sua iniziativa lanciata contro lo sbaraccamento, lo scorso 7 agosto aveva detto: “O eliminano le baracche o eliminano il sindaco di Messina”.

“Non sono pregiudizialmente contrario all’Agenzia, che p uno strumento che si sta ritenendo necessario, ma se chiunque chieda un approfondimento, viene tacciato di pugnalare alle spalle la città, salta il normale confronto democratico, che deve esserci necessariamente”, commenta Alessandro Russo, consigliere comunale del Pd.