Messina, sì del Consiglio comunale: svolta sulle baraccopoli post sisma

5 settembre 2018 Cronaca di Messina

Con il voto favorevole di 30 consiglieri e un astenuto, il Consiglio comunale messinese ha approvato, dopo cinque ore di dibattito, quando era da poco passata mezzanotte e mezza, la delibera per la costituzione dell’Agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana della città. Si è astenuto, come da prassi, il presidente Claudio Cardile.

Il sindaco Cateno De Luca aveva annunciato le dimissioni lamentando i tempi lunghi del consiglio comunale su una vicenda che riguarda migliaia di baraccati di Messina. Dopo l’approvazione il primo cittadino non ha nascosto l’emozione: «Abbiamo posto una pietra miliare per un nuovo corso delle politiche del risanamento. Grande discontinuità rispetto al passato. Sento ancora di più la responsabilità di questo nuovo corso. E io non ho fatto altro che cercare da parte vostra di avere il mandato di prendermi questa responsabilità. Avremo modo di approfondire alcuni aspetti che vanno discussi e risolti. La città si aspetta da parte del Palazzo municipale altrettante decisioni importanti». «Io spero – ha proseguito De Luca – che quest’aula accolga la sfida, ché io ho la necessità proprio sui tempi. Diamoci dei tempi. Io chiedo solo di avere quel rispetto sui tempi, perché credo faccia parte della democrazia dare le risposte alla comunità».

De Luca vuole eliminare le baraccopoli post terremoto del 1908 che sorgono in rioni come Annunziata, Giostra-Ritiro-Tremonti, Camaro-Bisconte, Fondo Saccà, Gazzi-Fondo Fucile-Rione Taormina, Santa Lucia-San Filippo e San Filippo Superiore-Bordonaro. Gran parte delle baracche sono state abbattute dagli stessi abitanti nel corso degli anni ricostruite alla buona con tetti in lamiera, eternit, con impianti non a norma, dove permane il degrado.