A Messina lo store della solidarietà. Benefit, il negozio dove non si paga

7 settembre 2018 Culture

di GIORGIA PACINO – Chiunque può entrare, scegliere cosa provare, chiedere consiglio alle commesse. Come in un qualsiasi negozio d’abbigliamento. L’unica differenza è che non occorre passare alla cassa.

Benefit è uno store solidale aperto a Messina pochi mesi fa. Gestito dall’associazione Gli Invisibili, funziona proprio come un normale punto vendita. Dieci volontarie si alternano nei turni per garantire l’apertura e si dividono tra quattro reparti: uomo, donna, bambino e cerimonia. L’unica condizione è lasciare qualcosa in cambio: chi prende dona. E viceversa. “Chiunque entri da Benefit, anche se per regalare dei vestiti, deve uscire con qualcosa in mano, fosse anche solo un libro. Vogliamo che le persone che hanno bisogno non siano identificabili”, spiega la presidente dell’associazione Cristina Puglisi Rossitto.

Invece di bancarelle con vestiti accatastati, stand ordinati e personale di supporto. “Soprattutto per i ragazzi, che imparano a esprimere la loro personalità anche attraverso i vestiti, è importante poter scegliere cosa indossare. Alcuni di loro non sono mai stati abituati a farlo”, spiega Cristina. “Oggi i nuovi poveri sono sempre più spesso figli di professionisti, impiegati, imprenditori. Gente che non avrebbe il coraggio di rivolgersi alla parrocchia o alla Caritas. Benefit invece non è visto come un ‘posto per poveri’. E la sua formula attrae molte persone”.

In nove mesi, circa in 3mila sono entrati e usciti dallo store. Una media di 25-30 al giorno. Inaugurato a settembre dello scorso anno, il negozio è rimasto aperto per tutto il periodo scolastico in un locale sfitto concesso da un privato. A giugno l’immobile che lo ospitava è tornato al proprietario e ora Benefit è alla ricerca di una nuova sede. “Ci sono almeno 300 bambini che presto avranno bisogno di vestiti autunnali”, avverte Cristina. “Lo scorso anno abbiamo ricevuto segnalazioni di ragazzini che a novembre andavano ancora a scuola con i sandali. Dobbiamo prepararli al rientro a scuola e fare in fretta, prima del cambio di stagione”.

L’associazione ha fatto richiesta di un immobile al Comune e la nuova amministrazione sembra intenzionata a concedere gli spazi. Bisognerà però attendere i tempi della burocrazia. Troppo lunghi per arrivare puntuali al cambio di stagione. Da qui l’idea di lanciare un crowdfunding sulla piattaforma Eppela. L’obiettivo è fissato in 12mila euro e prevede di coprire per un anno l’affitto di un locale abbastanza grande per ospitare i quattro reparti. “Se riusciremo a ottenere una somma che possa garantirci l’autogestione per un anno, il Comune avrà il tempo di avviare la pratica. I bambini aspettano e noi abbiamo 11 mila capi d’abbigliamento negli scatoloni. Benefit è pronto a riaprire”. Rassegnaweb da repubblica.it