Il sindaco di Messina De Luca porta il crocefisso in cantiere: «È contro il malocchio»

12 settembre 2018 Cronaca di Messina

Appena eletto, con il 65% dei voti, a sindaco di Messina con l’appoggio di liste civiche e di centro, Cateno De Luca il giugno scorso era andato a portare i fiori alla statua della Madonna Immacolata alle spalle del Duomo della città. Devotissimo verso la Chiesa cattolica, ma anche attento alle superstizioni, De Luca ora si è ripetuto invocando l’intervento divino recandosi nel cantiere Tremestieri, dove si devono completare delle demolizioni. Un’area che il primo cittadino messinese ha voluto liberare dal malocchio sventolando un rosario con crocefisso. Come lui stesso ha raccontato via Facebook: «Stamattina nel cantiere di Tremestieri abbiamo trovato del sale cosparso dove dovevamo completare le attività di demolizione. “Ata squagghiari comu u sali”, questo gesto si interpreta così nelle leggende tradizionali sicule. Io ho estratto dalla tasca il mio crocifisso ed ho bonificato l’area dove c’era il sale recitando un padre nostro». I commenti online sono stati oltre 300, del tipo: «Bravo sindaco, Gesù e Maria ti proteggono». O: «Sig. sindaco, vai oltre, porta un sacerdote e fai benedire i terreni e l’inizio dei lavori. Gli sciocchi falli ridere. Ma gli ricade tutto addosso». Qualcuno, però, è stato più sarcastico: «Non è che papa Francesco ti fa un altra chiamata ora e ti assume come esorcista?».

Nudo con la Bibbia

De Luca, 46 anni, già sindaco di Fiumedinisi e Santa Teresa di Riva, passato alle cronache anche per le sue vicende giudiziarie in materia di costruzioni edilizie (fu anche arrestato: «Sedici inchieste, sedici proscioglimenti», disse), non aveva del resto mai fatto mistero della sua devozione alla Chiesa anche in situazioni di querelle politiche, come la volta in cui, da deputato regionale, usando la bandiera siciliana come pareo e rimanendo con la coppola in testa e la Bibbia in mano, aveva protestato, spogliandosi, contro la decisione dell’allora presidente della Regione Sicilia Micciché di estrometterlo dalla Commissione bilancio.