Cgil: “De Luca vuol chiudere Atm” Orsa e Ugl Faisa: “Forti con i deboli”

17 settembre 2018 Politica

Cgil ed Orsa-Ugl Faisa tornano sulle questioni Atm sia pure con contenuti diversi. Entrambe le organizzazioni sindacali però stigmatizzano la “caccia al fannullone” che si sta scatenando sui social in seguito alle dichiarazioni del sindaco.

Il segretario confederale della Cgil Giovanni Mastroeni evidenzia come “mentre il sindaco De Luca rinvia in modo ingiustificato il confronto con il sindacato confederale le scelte dell’Amministrazione comunale e del Cda dell’Atm presieduto da Pippo Campagna stanno aggravando la situazione all’interno dell’Atm”.

Mastroeni ricorda la delibera di Giunta comunale del 29 giugno che definisce di avviare la costituzione di una società multiservizi in cui far confluire l’Atm e l’Amam, il blocco dell’assunzione degli autisti a tempo determinato, il non rinnovo per i 44 già presenti in azienda, il piano di esercizio predisposto dal Cda senza avere avuto l’approvazione delle organizzazioni sindacali che prevede un taglio sempre crescente del servizio con il crollo dei bus, l’esternalizzazione del servizio soccorso ad una ditta privata, il tentativo in atto di privatizzare l’officina, le pressioni sul personale Ztl e il tentativo di ritornare al sistema cooperative, l’annuncio del 16 settembre fatto dal sindaco dell’eliminazione del servizio tram entro giugno 2019, il tentativo di azzerare il secondo livello di contrattazione aziendale, le valutazioni non corrette sul debito dell’Atm che negli ultimi anni non è aumentato.

L’elenco – dichiara Mastroeni – potrebbe allungarsi perché ogni giorno il sindaco e il Cda rendono sempre più evidenti l’obiettivo di questa Amministrazione: chiudere l’Atm”.

Il segretario Cgil sottolinea come esiste una grande preoccupazione tra gli oltre 500 lavoratori e come oggi vi siano grandi disagi nella città che negli ultimi due anni aveva avuto un servizio bus (passando da 12 a 65 mezzi circolanti) e tram il cui livello di qualità era enormemente aumentato con una crescita di entrate per la stessa Atm. Le Organizzazioni sindacali Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti hanno denunciato le questioni indicate avviando un percorso di mobilitazione dei lavoratori e hanno interessato la Prefettura.

Il sindacato e i lavoratori – conclude Mastroeni –   hanno il dovere, in presenza di tutto quello che si sta verificando all’Atm di rispondere con la mobilitazione per bloccare il declino dell’Azienda che il sindaco De Luca e il Cda stanno attuando”.

Anche Ugl Faisa l’Orsa,  tornano sulle questioni ancora aperte, prendendo però le distanze dai colleghi Cgil-Cisl e Uil che “solo oggihanno assunto come crociata la difesa dei lavoratori pubblici, dimenticando i silenzi conniventi che con le precedenti amministrazioni, in ATM hanno sostenuto il massacro di alcuni lavoratori, individuati secondo il colore della maglia politica o sindacale. Quei silenzi complici che hanno consentito carriere lampo a soggetti sponsorizzati, ancora oggi aggrappati ai posti di comodo e alle poltrone di vertice della partecipata, mentre si metteva il bavaglio alla voce della denuncia e del dissenso, con provvedimenti disciplinari pretestuosi e minacce di licenziamento che in quella fase non innescavano indignazione”.

I sindacati Orsa, Ugl e Faisa contestano l’attacco mediatico generalizzatocontro i lavoratori e che ha comportato scene d’intolleranza, ribadendo come nelle partecipate, compresa Atm, vi sia una grande maggioranza di gente perbene e responsabile che ha garantito il servizio essenziale anche senza ricevere lo stipendio per mesi.

Gli eventuali furbetti, se esistono, rappresentano una residua minoranzafiglia dal vecchio sistema che abbiamo sempre contestato, da sanzionare con gli strumenti contrattuali disponibili in larga scala. Cambiare significa individuare gli errori del passato, eliminare le mele marce ancora ai vertici e sostituirle con energie nuove, credibili e affidabili. Nessuno finora ha toccato i personaggi fortii che hanno raggiunto i vertici e sopravvivono a ogni Amministrazione. Il caso dell’ATM è emblematico, amministrata per tre anni da un direttore, Giovanni Foti, che in violazione dello statuto aziendale ha assunto l’incarico per nomina politica, evitando il concorso pubblico. Lo stesso Daniele De Almagro, sospeso provvisoriamente per l’inchiesta “Terzo Livello”, è assurto al grado di direttore generale per nomina e ha mantenuto l’incarico quasi un anno prima di partecipare a regolare concorso pubblico”.

Orsa, Ugl e Faisa ribadiscono la richiesta al sindaco di verificare la validità di atti amministrativi firmati da direttori nominati con queste modalità e che hanno portato il debito a 72 milioni.

Tutti sanno ma nessuno fa comunicati o stigmatizza questi  cattivi esempi nei social, ben più gravi del dipendente che si concede il bis della pausa caffè. Il sistema forte con i deboli e debole con i forti non ci convince”.