Ciclismo, ecco l’Italia per il Mondiale: ci sono Nibali e Aru. Cassani: “Preoccupato ma fiducioso”

17 settembre 2018 Sport

Nulla di deciso fino a due o tre giorni prima del Mondiale di ciclismo in programma il 30 settembre in Austria: Davide Cassani tiene ancora tutto in sospeso in vista della durissima corsa di Innsbruck che assegnerà il titolo iridato dopo 258.5 chilometri e quasi 5000 metri di dislivello con uno strappo finale con punte al 28% (per molti addetti ai lavori il percorso più duro di sempre).

TRA PREOCCUPAZIONE E FIDUCIA – “Sono un po’ preoccupato, ma fiducioso”, ha detto il ct azzurro nel corso della presentazione della spedizione azzurra per la prova in Austria, andata in scena questa mattina a Milano al 40° piano del grattacielo Generali con vista sul velodromo Vigorelli, diventato fondamentale per gli allenamenti dei postare dopo il sequestro della struttura di Montichiari. Occasione per ripercorrere una stagione trionfale per tutte le specialità del ciclismo azzurro: 76 medaglie, tre in più del 2017, tra uomini e donne, strada, pista, mountain bike e cross country. Cassani è partito dai sentimenti: “E’ mai possibile che a 57 anni e dopo 20 anni da commentatore in tv debba essere sempre così emozionato il giorno delle convocazioni? E’ più forte di me la passione per la maglia azzurra”, dice prima di leggere la lista degli 11 convocati: Aru, Brambilla, Cataldo, Caruso, De Marchi, Formolo, Moscon, Nibali, Pellizotti, Pozzovivo e Visconti (all’ultimo momento è rimasto fuori Villella).

NIBALI E ARU DA TESTARE FINO ALL’ULTIMO – Saranno 8 gli atleti al via. E questa scrematura si annuncia molto complessa per Cassani: “Questa’anno è particolarmente complicato fare delle scelte. Quando abbiamo visto il percorso eravamo tutti contenti perché abbiamo ottimi scalatori. Ma poi…”. I riferimenti sono immediati: la caduta di Nibali al Tour e le grandi difficoltà di Aru. “Vincenzo è rimasto 20 giorni senza correre dopo quella caduta maledetta. E’ già stato tanto vederlo alla Vuelta. Ma si chiama Vincenzo Nibali e sa come si vince. E Fabio sta vivendo uno degli anni più difficili della sua carriera. Decideremo insieme. Non gli cambia la vita fare o meno un Mondiale. Ho un rapporto franco con i corridori”. Due o tre giorni prima Cassani farà il punto dopo aver visto l’esito delle prossime corse (Coppa Sabatini, Giro della Toscana, Memorial Pantani e Trofeo Matteotti) e i test nel ritiro di Torbole: “Vedremo in ritiro ance chi sono gli 8 uomini più idonei per fare squadra”.

LA CARTA MOSCON – Con una carta importante da giocare: Gianni Moscon. Può essere il trentino l’uomo sorpresa. Reduce dalla squalifica causata dal pugno a Gesbert al Tour, ha vinto la Coppa Agostoni e conosce benissimo la salita mondiale di Igls perché vive nella città austriaca. “L’ha spianata quella salita tante volte l’ha fatta”, scherza Cassani che è tornato a scrivere un libro sul ciclismo: il 9 ottobre uscirà per Rizzoli ‘Le salite più belle d’Italia’, scritto con il giornalista Beppe Conti per Rizzoli. “Se avesse fatto la Vuelta, sarebbe stato la punta della squadra – spiega Cassani – ma così bisogna capire se ha il fondo necessario. Infatti non farà la cronometro perché ha bisogno di allenarsi senza rinunciare a un ‘lungò a ridosso della gara”. Secondo il Ct, i favoriti sono Adam Yates, Valverde, Alaphilippe, Kruijswijk, Uran senza dimenticare Sagan.

VINCERE PER SCARPONI – E l’Italia avrà anche un motivo speciale per tornare a conquistare un oro mondiale dopo l’ultimo successo con Ballan nel 2008: ricordare Michele Scarponi che a Innsbruck ha vinto la sua ultima corsa. “La discesa finale è stata quella degli ultimi chilometri vincenti della sua carriera – racconta Cassani – questo ricordo ci può spingere a dare ancora di più. Poco prima dell’incidente che lo ha portato via gli avevo detto che avrei avuto bisogno di lui a Innsbruck. Sarà il nostro nono uomo”.

SPERANZE MONDIALI – “Non sarà facile a Innsbruck ripeterci sui livelli fin qui espressi – le parole di Renato Di Rocco, presidente della Federazione Ciclistica Italiana, nel corso della presentazione della nuova Maglia Azzurra -, anche per le caratteristiche dei percorsi, ma di una cosa siamo certi: l’attaccamento alla maglia azzurra dei nostri atleti ci assicura che saremo ancora una volta protagonisti all’altezza della considerazione e del prestigio che il ciclismo italiano ha consolidato negli ultimi anni”.

MOVIMENTO IN CRESCITA – “Con i Campionati del Mondo su Strada di Innsbruck ci apprestiamo ad affrontare l’ultimo atto di una stagione intensa e impegnativa per le Nazionali azzurre. Una stagione che ha confermato il trend di crescita del ciclismo italiano regalandoci emozioni e soddisfazioni oltre ogni più rosea speranza. Il bottino stagionale della nostra Federazione è di 76 medaglie contro le 73 dello scorso anno – ha aggiunto Di Rocco -. Non c’è bisogno di commenti, solo di un grande ringraziamento per tutti i protagonisti di questa fantastica avventura. Dietro queste medaglie c’è uno spirito di squadra eccezionale, la nostra arma in più”.