GOTHA VII, GLI INDAGATI SONO 43. TUTTI I NOMI

20 settembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

di Leonardo Orlando – Barcellona – I magistrati della Procura distrettuale antimafia di Messina, Vito Di Giorgio, Fabrizio Monaco e Francesco Massara, hanno concluso le indagini preliminari effettuate da carabinieri della Compagnia di Barcellona e agenti del locale Commissariato di polizia e dai reparti speciali Ros e Dia, scaturite dall’operazione Gotha VII, scattata poco prima dell’alba dello scorso 24 gennaio scorso contro il nuovo gruppo mafioso della ‘Famiglia Barcellonese’ che dal 2013, dopo la cattura dei vecchi boss, aveva monopolizzato le tradizionali attività di estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori. Sono 43 le persone indagate per mafia, alcune solo per concorso esterno con l’associazione, i più noti invece quali promotori dell’organizzazione, che ieri hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ed la contestuale informazione di garanzia.
Gli indagati che adesso hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive per discolparsi o chiedere di essere interrogati, sono il noto commerciante di ortofrutta Antonino Antonuccio 55 anni; Antonino Bellinvia 64, meglio conosciuto nell’ambiente malavitoso come ‘DJANGO’ per a sua abilità in gioventù ad ingaggiare conflitti a fuoco con carabinieri e polizia; Santino Benvenga 26, il boss capo dei ‘Mazzarroti’ Tindaro Calabrese 45 (Novara di Sicilia); Gianni Calderone 35, Agostino Campisi 56 (Terme), Francesca Cannuli 53 (Terme), Domenico Chiofalo 33, Salvatore Chiofalo 28, Sebastiano Chiofalo 25, Alessandro Crisafulli 36, Antonino D’Amico 40, Antonino De Luca Cardillo 36, Francesco Foti 77, Mariano Foti 48, Fabrizio Garofalo 48, Carmelo Giambò 47, Massimo Giardina 41 (Fondachelli) ultimo capo del gruppo di Terme; il noto commerciante di ortofrutta del mercato di Nasari Ottavio Imbesi 47, Giuseppe Antonio Impalà 54, Alessandro Maggio 31, il killer Antonino Merlino 50 che sta scontando la pena definitiva per l’omicidio del giornalista Beppe Alfano; Francesco Carmelo Messina 71, il nuovo collaboratore di giustizia Aurelio Micale 40, Agostino Milone 49, Carmela Milone 51, il vecchio patriarca di Gala Filippo Milone 81, Domenico Giuseppe Molino 58, Massimiliano Munafò 49, l’ex vice presidente del Consiglio di Milazzo Santo ‘Santino’ Napoli 68 anni (Milazzo) (nella foto); Salvatore Piccolo 52 (Terme), Antonino Polito 46 (Torregrotta), Angelo Porcino 62, Giovanni Rao 57 (Castroreale), Francesco Carmelo Salamone 56 (Terme), Salvatore Santangelo 34, Carmelo Tindaro Scordino 55, Tindaro Santo Scordino 34, Sergio Spada 38, Antonio Giuseppe Treccarichi 54 (Rometta), Carmelo Salvatore Trifirò 46 (Terme), Maurizio Trifirò 39 (Terme) e Carmen Valenti 30 (Terme). Per alcuni degli indagati, estranei all’associazione mafiosa, si contesta solo l’estorsione con le modalità mafiose e ciò in relazione ad episodi contestati che sarebbero avvenuti a Terme Vigliatore.  Dalle indagini è emerso che pagavano tutti. Le estorsioni dei ‘Barcellonesi’ venivano estese a tappeto a tutte le attività di Barcellona e dell’hinterland: dall’allevamento avicolo, alle più note profumerie della città. Pagavano anche i ‘grossisti’ della frutta come il titolare della società “Oreto Srl”, Carmelo Maggio, che si occupa di vendita all’ingrosso di frutta e verdura nell’omonima contrada Oreto il quale doveva pagare mille euro per le tre più importanti festività dell’anno. Uno dei più attivi estortori che procedevano all’esazione del pizzo era Giuseppe Antonio Impalà, di San Filippo del Mela che agiva esclusivamente per conto di Ottavio Imbesi e per mantenere la famiglia di Nino Merlino, in carcere dal 28 aprile 2006 per l’assassinio del giornalista Beppe Alfano. da Gazzetta del Sud