I DOCUMENTI INEDITI: Dall’Arsenale militare all’Azienda acque di Messina, i grandi affari delle coop di Terzo livello

1 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

di Antonio Mazzeo ed Enrico Di Giacomo – “Nel corso delle indagini emergeva, altresì, la riconducibilità ad Emilia Barrile di due cooperative, che l’indagata gestiva tramite prestanome e che venivano utilizzate come schermo per celare gli interessi economici di cui era portatrice, sia interfacciandosi con gli imprenditori amici allorquando arrivava il momento di riscuotere la contropartita economica al proprio interessamento, sia conseguendo l’affidamento di servizi dall’amministrazione comunale o da aziende municipalizzate, in modo da mascherare l’altrimenti evidente situazione di conflitto di interesse e, ancor più a monte, le illecite manovre compiute per ottenere la commessa”. Due società cooperative, dunque, Peloritana Servizi e Universo e Ambiente, che per la Procura della Repubblica di Messina avrebbero fatto da salvadanai e fabbriche di voti e consensi per l’ex Presidente del Consiglio comunale finita i primi di agosto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto Terzo livello nella città capoluogo dello Stretto. Una gestione diretta neanche poi tanto occulta, insieme all’amico-consigliere Marco Ardizzone, commercialista messinese residente a Subiaco, che ha consentito nel tempo ad Emilia Barrile di rafforzare il proprio potere clientelare e, conseguentemente, il suo bacino elettorale. “Le due cooperative sono intestate a terze persone, ma Barrile è domina di fatto”, scrivono gli inquirenti. “E’ la donna, infatti, con l’ausilio del sempre presente Marco Ardizzone, a gestire la contabilità della cooperativa decidendo come ripartire i guadagni,a detenere le autorizzazioni per utilizzare i conti correnti,a curare le assunzioni e i rapporti contrattuali con i dipendenti, a interfacciarsi con le controparti contrattuali e a decidere la partecipazione alle gare d’appalto”. Due le persone su cui Barrile e Ardizzone possono disporre per lo svolgimento delle attività quotidiane delle coop, Giovanni Luciano e il pluripregiudicato Carmelo Pullia, quest’ultimo formalmente assunto dalla Universo e Ambientesinda quando era ammesso al regime di semiliberta nell’aprile 2013 e, da allora, divenire uno dei pochi dipendenti che svolgeva l’attività lavorativa per tutte le settimane dell’anno.

“La Peloritana Servizi è stata creata nel settembre 2015 con lo scopo di gestire la ristorazione e i parcheggi dello stadio San Filippo in forza di un accordo con la società calcistica ACR Messina”, annotano gli inquirenti. La società cooperativa Universo e Ambientebraccio operativo di Emilia Barrile, è stata costituita invece 6 ottobre 2006 da Domenico Spanò, Domenico Barresi, Margherita Adamo, Francesco Prisa, Maria Spanò e Rosaria Spanò. “All’atto della costituzione, la sede della cooperativa viene indicata in Messina via Pietro Castelli n. 48 e l’amministratore unico e rappresentante della società viene individuato in Margherita Adamo”, riporta l’Informativa della Direzione Investigativa Antimafia. “Tre dei soci fondatori sono persone strettamente imparentate con Emilia Barrile: vi sono infatti la madre Rosaria Spanò ed i cugini Domenicoe Maria Spanò, entrambi figli di Antonino Spanò, fratello di Rosaria. Margherita Adamo e Francesco Prisa, a loro volta, sono persone che le intercettazioni dimostrano essere molto vicine a Barrile; l’unico socio che non è emerso più in stretto contatto con l’esponente politica è Domenico Barresi, che risulta anagraficamente emigrato a Colleferro, Roma. Nel corso degli anni la società ha cambiato diverse volte sede passando a via Nicola Fabrizi n. 81, poi in via F. Todaro n. 11 e da ultimo in piazza Immacolata di Marmo n. 4. Anche dal punto di vista degli amministratori unici, vi sono state delle variazioni: Adamo – che ha sempre conservato il ruolo di responsabile tecnico – è stata sostituita da Giacomo Crupi, anch’egli imparentato con Barrile poiché è coniugato con Carmela Ciraolo, di Giovanni e Anna Spanò (quest’ultima sorella della madre di Emilia Barrile). Da ultimo, a gennaio 2016, il ruolo di amministratore unico della società è stato assunto da Giovanni Luciano, factotum della Barrile”.

Nonostante Universo e Ambiente sia stata iscritta al Registro delle imprese il 23 novembre 2006 e all’albo delle cooperative il 13 febbraio 2008, la società ha iniziato la sua attività solo nel settembre 2009. “La cooperativa non è però in possesso né di attestazioni SOA né di certificazioni di qualità”, annota la DIA. “Dall’esame del fascicolo camerale emerge che i dipendenti censiti, con riferimento ai trimestri dell’anno 2016, sono poco più di 20. L’esame delle liste dell’ultimo quinquennio evidenzia però che al codice fiscale della cooperativa coincidono due distinte matricole INPS. I lavoratori raramente sono impiegati per tutto l’anno e le retribuzioni sono piuttosto basse per tutti, anche per coloro che hanno lavorato per molte settimane nell’anno, indicazione del fatto che i contratti sono comunque stipulati per poche ore di lavoro. Negli anni il numero dei dipendenti è sensibilmente diminuito (da 112 nel 2012 a 6 nel 2015), così, come le retribuzioni, peraltro modeste, che si sono ridotte fino a quasi dimezzarsi nello stesso periodo temporale (da 136 euro per settimana nel 2012 a 71 nel 2015)”. Poi, nel 2016, si registra un’improvvisa impennata nelle retribuzioni medie (170 euro).

 

Amicizie  e rapporti a Termini…

(nella foto dell’informativa della Dia  l’incontro tra Leonardo Termini e Emilia Barrile)

Rilevanti i rapporti di lavoro consolidati dalla coop con gli enti pubblici. In particolare, il primo, in ordine di tempo, è stato quello con l’Arsenale della Marina militare di Messina ove dall’anno 2009, con contratti annuali, la cooperativa ha gestito il servizio mensa per un importo annuo di circa 125 mila euro. “Tra gli altri enti pubblici con i quali è emerso che la cooperativa abbia stipulato contratti vi sono il Comune di Messina e il Comune di Milazzo”, riporta la DIA. Nel luglio 2012 la coop si è pure aggiudicata la gara indetta dall’Università degli Studi di Messina per la scerbatura di siepi ed aiuole della facoltà di Scienze con un ribasso del 35,6% (importo 4.150 euro). Ma tra i principali lavori effettuati da Universo e Ambiente ci sono soprattutto quelli affidatele dall’AMAM – Azienda Meridionale Acque Messina, la società per azioni a totale capitale pubblico con unico azionista il Comune di Messina, che si occupa, principalmente, della gestione del servizio idrico integrato (dalla captazione, adduzione, distribuzione e depurazione idrica ai servizi fognari). Affidamenti, che secondo la Procura della Repubblica di Messina, sarebbero stati condizionati dal pressing personale e politico dell’allora presidente del Consiglio comunale e, per taluni di essi, anche dal Presidente del Consiglio di amministrazione di AMAM SpA, il dottore Leonardo Termini (nominato alla guida della municipalizzata con decreto del sindaco Renato Accorinti nel giugno 2015, dopo aver ricoperto per conto della stessa amministrazione il ruolo di consulente a titolo gratuito per l’analisi contabile delle società partecipate). “Da una serie di conversazioni oggetto di captazione nel mese di maggio del 2015, in seguito riscontrate dagli accertamenti investigativi, emergeva che gli esiti della gara per l’affidamento di lavori di pulizia bandita dall’AMAM per il biennio 2016/2017 venivano condizionati dal presidente dell’azienda pubblica, Termini Giovanni (Leonardo Ndr), a favore della cooperativa Universo e Ambiente, per altro già aggiudicataria dell’appalto per il biennio precedente”, riporta la Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari nell’ordinanza cautelare del 30 luglio 2018. “Il Termini si spendeva a più livelli a favore di Emilia Barile. In primo luogo, la presenza di tale importante entratura nell’azienda garantiva all’indagata di conoscere con decisivo anticipo le determinazioni dell’amministrazione e di rimediare a eventuali criticità in tempo utile per non essere pregiudicata nei propri interessi…”.

Sono le intercettazioni effettuate all’inizio del mese di maggio 2016 ad allertare gli inquirenti sugli affari della cooperativa in casa AMAM. “In ordine ai lavori conferiti alla Universo e Ambiente, da una serie di conversazioni è emerso un problema legato alla sua iscrizione presso le liste dell’albo dei fornitori dell’AMAM”, riporta la DIA nell’Informativa Terzo livello. “Tale complicazione poteva compromettere la partecipazione della cooperativa alla gara indetta dall’azienda per il servizio di pulizia; inoltre, in attesa dell’esperimento di quest’ultima gara, si rendeva necessaria la proroga proprio in favore della citata cooperativa che aveva in conduzione l’appalto per la pulizia degli uffici dell’AMAM per il biennio 2014/2015”.

Nella mattina del 4 maggio 2016 viene captato un dialogo tra Giovanni Luciano e Carmelo Pullia nel corso del quale il primo spiega che dall’indomani al 99% potranno riprendere il lavoro presso l’AMAM in quanto egli aveva appreso che era in fase di preparazione la proroga dell’appalto e anche il bando per la nuova gara. “Quello stesso giorno, nel tardo pomeriggio, Leonardo Termini chiede un incontro urgente a Barrile invitandola a raggiungerlo presso gli uffici dell’AMAM”, riporta la DIA.“A distanza di breve tempo, Barrile informa immediatamente Ardizzone, che risulta molto infastidito della richiesta di incontro formulata da Termini negli uffici dell’AMAM e che – temendo che da questo incontro possano scaturire pericoli per indagini a carico della donna – cerca di farle capire che è preferibile evitare tale appuntamento e ogni altra situazione potenzialmente compromettente. Barrile, incurante di tali consigli, fa capire all’interlocutore che è quasi obbligata ad incontrarsi con Termini perché ha interesse a farlo. Proseguendo il dialogo con l’intento di scoraggiare il suddetto incontro, Ardizzone ricorda a Barrile, riferendosi verosimilmente a quanto già asserito da Termini stesso, che questi prima si faceva problemi ogni qualvolta lei lo raggiungeva all’AMAM perché, per loro, incontrarsi lì era molto controproducente e rischioso. Barrile, quasi indifferente agli avvertimenti datele, ugualmente raggiunge Termini presso l’AMAM”.

Sempre secondo l’accurata ricostruzione degli inquirenti, mentre è ancora in compagnia di Leonardo Termini, Emilia Barrile contatta Giovanni Luciano convocandolo di lì a poco nei pressi della propria abitazione. “Prima che Luciano risponda, si è avuto modo di percepire alcune battute del dialogo tra Barrile e Termini in merito alla mancata iscrizione nell’albo fornitori dell’AMAM della società cooperativa Universo e Ambiente: la donna afferma che nell’anno 2015 non erano stati inseriti nel predetto albo perché una persona (riferendosi presumibilmente ad una impiegata di AMAM) li aveva cancellati dall’elenco”, scrivono gli inquirenti. “Tale affermazione trova riscontro nei documenti acquisiti presso gli uffici dell’AMAM: effettivamente la cooperativa non risulta inserita nell’albo delle ditte fornitrici di servizirelativo al 2015”. Dopo aver concluso l’incontro con Termini, l’esponente politica si preoccupa di informare l’amico Ardizzone dei problemi emersi. “Niente, non risulta iscritto in nessun posto”, esordisce Barrile. “Guarda, non ce la faccio più, ti giuro, guarda… Luciano mi aveva assicurato di avere la ricevuta del protocollo relativa a tre iscrizioni per pulizia, verde e fontane…. Domani mattina lui deve venire qua, ora lo ho chiamato… non si deve muovere da qui finché non risolve questa minchia di cosa…”.

Nel proseguo del dialogo, “Barrile rappresenta ad Ardizzone che lei si era accorta che non era stata presentata la domanda per l’iscrizione e quindi l’anno precedente, prontamente, ha provveduto a fargliela fare, anche se, sempre a dire della Barrile, qualcuno ha dimenticato di inserire la cooperativa negli elenchi; pertanto adesso dovranno provvedere ad aggiornarli poiché la cooperativa è ora anche in possesso del protocollo di deposito. Infine, nello spiegare quanto accaduto, Barrile racconta del piglio autoritario con cui ha trattato Termini: Gliel’ho detto: Guarda, non scherzate… non giochiamo stavolta. Barrile aggiunge che la signora che se ne occupava all’AMAM è andata in pensione e quindi, per risolvere il problema, ha incaricato Giovanni Luciano di andare la mattina seguente all’AMAM per sistemare il tutto mediante le copie in possesso e prendere a quella per le orecchie e farle aggiornare gli elenchi; verso la fine della conversazione Barrile rivolge un breve commento sugli uffici dell’AMAM, asserendo che all’interno non funziona nulla e che è tutto uno schifo perché non vi è una ditta delle pulizie, aggiungendo che Termini non è idoneo al ruolo”.

Il 6 maggio 2016, il factotum Luciano raggiunge telefonicamente Ardizzone. “Tutto a posto, ho risolto ogni problema, sono stato lì sopra all’AMAM e abbiamo controllato le buste di novembre ed ottobre 2015”, spiega Luciano. “Ancora, continua la conversazione informando che nell’elenco non era stato inserito qualche ditta a loro vicino anche se alla fine è riuscito a sistemare la situazione”, annota la DIA. “Lunedì mattina deve tornare all’AMAM; afferma anche che quando è stato lì hanno stilato l’elenco (verosimilmente delle società da invitare per la gara) ed in tale fase aggiunge, facendo risaltare quanto siano ben inseriti e radicati all’interno degli uffici dell’AMAM e quali poteri abbiano, che ha fatto inserire nell’elenco delle società invitate per la partecipazione alla gara delle pulizie anche l’altra loro società cooperativa, la Peloritana”.

Sempre il 6 maggio 2016, proprio in concomitanza con la trasmissione da parte dell’AMAM della lettera di invito alla gara, Leonardo Termini chiama Giovanni Luciano per chiedere di incontrarlo. “Quest’incontro emerge dalla conversazione avvenuta tra lo stesso Luciano e Carmelo Pullia, quando il primo riferisce che sta salendo all’AMAM poiché è stato chiamato dal presidente, sottolineando di essere stato tutta la mattinata presso quegli uffici, di essersi sbrigato tante cose e di essere venuto a conoscenza che tra poco faranno la gara delle pulizie”, riporta l’Informativa. “Pullia, durante la conversazione, aggiunge di essere venuto a sapere che hanno concesso la proroga per il servizio di pulizie; ma Luciano, facendo notare di avere in anteprima molte notizie riservate, lo informa che ancora non l’ha firmata….perché se non partono prima gli inviti della gara per il servizio delle pulizie, non possono preparare la proroga”.

“La presenza di Carmelo Pullia all’interno degli uffici dell’AMAM e le costanti puntate di Giovanni Luciano, consentono loro di permearne gli uffici ed ottenere informazioni che li agevolino nella formulazione delle offerte economiche in considerazione delle gare di loro interesse”, stigmatizza la DIA. “Invero, in un passaggio di una conversazione tra i due, Luciano riferisce a Pullia che dovrà andare all’AMAM perché deve vedere un paio di cose ed anche preparare la busta per la gara del 23. Il comportamento tenuto da Luciano e la sua necessità di preparare la busta di partecipazione negli uffici di AMAM, appaiono indicativi di una turbativa della procedura di scelta del contraente, anche perché egli è in grado di influire sugli uffici se, come visto, può suggerire le ditte da invitare…”.

Durante il periodo di svolgimento della gara per l’appalto delle pulizie, vengono documentati contatti e incontri anche tra Emilia Barrile e il presidente Termini.“Conversazione interessante è quella intercorsa il 20 maggio 2016 tra l’impiegata della coop Universo e Ambiente Concetta Cettina Musiano e Carmelo Pullia”, scrivono gli inquirenti. “Musiano racconta che quella mattina Emilia Barrile era andata, presso gli uffici di AMAM, e poi era arrivato anche Luciano ed aggiunge che il martedì seguente ci sarebbe stata la gara. Musiano afferma di avere parlato con Cardile (non è possibile comprendere con certezza se il riferimento sia all’ing. Francesco Cardile, direttore generale facente funzioni, oppure a Antonio Cardile, impiegato di AMAM), con cui ha parlato anche Emilia Barrile…”. L’1 giugno 2016, due giorni dopo cioè l’apertura dei plichi della gara e l’aggiudicazione provvisoria in favore della cooperativa Universo e Ambiente, “il presidente Termini, che si trova in compagnia di Nino Cardile, prova a contattare ripetutamente Barrile alternandosi proprio con questi nelle chiamate; alla fine Cardile e Barrile riescono a parlare ed il contenuto della conversazione compiuta verte sulla programmazione di un appuntamento tra la stessa ed il presidente”.

“Di non trascurabile interesse risultano i rapporti che intercorrono tra Emilia Barrile e l’impiegato dell’AMAM Antonino Cardile, soggetto che svolge attività prettamente amministrative all’interno della società a partecipazione pubblica”, commenta la DIA. “Sebbene quanto riportato non configuri autonome ipotesi delittuose, è certamente un dato significativo per dimostrare la capacità di permeazione di Barrile. Tra questi e Antonino Cardile, oltre all’esistenza di un rapporto professionale regolato dalle normali relazioni preesistenti tra i due Enti, si segnala una peculiare relazione amichevole, tant’è che spesso si incontrano anche a casa della Barrile. In merito a tali rapporti si segnalano alcune conversazioni che vanno ad intersecarsi approssimativamente con le date della formazione di documenti inerenti la procedura negoziata per l’aggiudicazione del servizio di pulizie all’interno dell’AMAM (…) Cardile si rivela fonte di preziose informazioni per Barrile e, molto spesso, funge anche da intermediario nei contatti tra lei e Leonardo Termini, soprattutto quando i rapporti tra i due passeranno attraverso un momento di tensione come ricostruito nel corso delle indagini”.

 

Quelle gare sospette in casa AMAM

 

In riferimento all’espletamento della gara con oggetto il servizio di pulizia degli immobili dell’azienda Meridionale Acque Messina S.p.A. per il biennio 2016-2017, (importo di spesa pari ad 85.535 euro più 18.817,70 euro per IVA), la Sezione Operativa della DIA di Messina ha acquisito tutta la documentazione inerente la procedura. “Da un preliminare controllo si è avuto modo di notare che le società inviate a partecipare erano state individuate dall’elenco dell’albo fornitori relativo all’anno 2016”, scrivono gli inquirenti. “La lettera di invito, datata 6 maggio 2016 è stata regolarmente trasmessa alle cinque ditte individuate: Coop. Service Soc. di Produzione e Lavoro Arl; Dual Power Impianti Srl; Edil Impianti Srl; Peloritana Servizi Soc. Coop. Scc; Universo e Ambiente. Di particolare rilievo risulta essere la questione che su cinque ditte invitate, due di esse – la Universo e Ambiente e la Peloritana Servizi sono di fatto controllate da Barrile, anche se in quel momento formalmente sono amministrate da Giovanni Luciano la prima, e da Angela Costa l’altra. Un altro elemento che potrebbe inficiare il corretto espletamento della gara, emerge dai rapporti che esistono tra Barrile, e quindi Luciano, con uno dei titolari della società Dual Power Impianti Srl, i cui soci titolari risultano Mario Caroè e Giuseppe Cardile. Quest’ultimo è il fratello proprio dell’impiegato dell’AMAM Antonino Cardile che, dalle conversazioni censite, risulta essere un uomo di fiducia della Barrile all’interno degli uffici dell’AMAM. Il rapporto di conoscenza, e quasi di amicizia, esistente tra Barrile e Giuseppe Cardile non è solo mediato dal fratello Antonino, ma è anche diretto: vi sono contatti telefonici tra i due in quanto Barrile raccomanda a vari amici Giuseppe Cardile per lavori di elettricista ed impiantista”.

Delle cinque società invitate, solo tre di esse hanno però presentato le buste con le offerte: Dual Power Impianti, Universo e Ambiente e Coop Service. La commissione di gara composta dall’ing. Francesco Cardile, direttore generale facente funzione di AMAM (presidente); dall’ing. Alessandro Lo Surdo (componente) e dall’ing. Luigi Lamberti (segretario verbalizzante) si è riunita il 30 maggio 2016 per verificare la documentazione e valutare l’importo delle offerte: -18,17% Dual Power Impianti; -9% Coop Service; – 20,17% Universo e Ambiente. Da qui l’aggiudicazione della gara alla cooperativa del gruppo Barrile. “Da un ulteriore e dettagliato controllo della documentazione amministrativa presentata dalle ditte partecipanti alla procedura negoziata, si è avuto modo di accertare che tutte e tre le società, inaspettatamente, avevano stipulato le polizze fideiussorie dalla stessa agenzia assicurativa Amissima Assicurazione S.p.A. di Antonino Giunta, con sede a Messina”, annota la DIA. “Si ritiene, con razionale convinzione, che delle due ditte invitate e astenutesi a partecipare alla gara, la Peloritana Servizi (riconducibile alla Barrile) non abbia volutamente partecipato in quanto inserita – grazie alle pressioni di Luciano – tra le cinque ditte invitate al solo fine di impedire che altre ditte potessero partecipare; sistema questo che preclude alle altre società concorrenti la possibilità di partecipare ed eventualmente aggiudicarsi l’appalto ai danni delle società gestite dalla Barrile e delle altre società satelliti a lei vicine”.

Stando sempre agli inquirenti, gli interessi dell’allora Presidente del consiglio comunale verso l’azienda municipalizzata sarebbero stati “ancor più ampi” della semplice aggiudicazione degli appalti alle sue cooperative. “Emilia Barrile ha interesse a creare un cartello di ditte accreditate presso AMAM, appartenenti a persone a lei vicine, allo scopo di partecipare al maggior numero possibile di gare potendo influire, grazie al suo ruolo ed alle sue relazioni, dapprima sulle scelte dell’AMAM nella fase degli inviti delle ditte tratte dall’elenco fornitori, e poi, nella fase delle offerte, sulle amicizie con i titolari delle ditte; inoltre, la sua amicizia con Termini la accredita ulteriormente come intermediaria presso AMAM in favore di persone che a vario titolo vantano crediti verso l’azienda municipalizzata”, si legge nell’Informativa Terzo livello. “Al momento in cui ci si doveva iscrivere negli elenchi fornitori, il 26 ottobre 2015 Barrile chiama Giovanni Luciano facendogli presente che questi deve attivarsi per iscrivere le loro cooperative all’albo fornitori sia del Comune di Messina che di quello istituito presso l’AMAM. (…) Luciano cerca di rassicurarla asserendo che provvederà ad integrare per una ditta l’iscrizione già presentata per il Comune nel settore edile, mentre per l’altra farà l’iscrizione sia al Comune che all’AMAM, anche se gli mancano ancora alcuni documenti. Il giorno seguente Barrile, dopo avere dato disposizioni a Luciano per l’iscrizione delle società a lei riconducibili, si propone in prima persona e comincia a contattare alcuni imprenditori amici per avvertirli che, a breve, si chiuderà il termine ultimo per la presentazione delle istanze per l’iscrizione nell’albo fornitori di AMAM e che, se non iscritti, tale carenza precluderà la loro partecipazione alle gare pubbliche”. In particolare Emilia Barrile chiama l’ingegnere e suo consigliere Francesco Clemente per raccomandargli di iscrivere immediatamente negli elenchi AMAM la sua società Mercuria S.r.l., inserendola in più settori: fognature, edilizia e acquedotti…. Inoltre, Barrile suggerisce a Clemente di iscriversi pure negli elenchi fornitori del Comune di Messina. “Barrile chiama, sempre in quei giorni, anche l’imprenditore residente a Barcellona Pozzo di Gotto, Alessandro Pinto Vraca e gli dice che stava cercando invano di contattare il padre, Carmelo Pinto Vraca”, annota la DIA. “Alessandro le risponde che questi si trova in Sardegna. Ed allora Barrile, visto il poco tempo disponibile, informa l’interlocutore che le loro società – la Loveral e la Megaedil, entrambe con sede sociale a Patti – non risultano iscritte presso l’albo fornitori dell’AMAM poiché le istanze dell’anno precedente sono state annullate e, pertanto, adesso non rientrano tra le ditte fiduciarie correndo il rischio di non essere chiamate a partecipare alle gare pubbliche. Quindi, la donna gli raccomanda di fare in fretta l’iscrizione, spiegandogli che l’albo dell’anno precedente è stato azzerato, che stanno preparando un nuovo albo e che la cosa positiva per loroe che sono solo poche ditte a saperlo e quindi hanno maggiori chancenel riuscire ad ottenere l’aggiudicazione di una gara”. Il giorno successivo Carmelo Pinto Vraca raggiunge telefonicamente Emilia Barrile per comunicarle di avere già provveduto a fare la richiesta sollecitatagli all’AMAM.

“I rapporti tra la Barrile e Carmelo Pinto Vraca, sono consolidati da anni ed i due, mediamente una volta al mese, si incontrano di persona”, spiega la DIA. “Pinto Vraca in occasione delle festività provvede a piccole regalie nei confronti della Barrile ed anche delle persone che lavorano per lei. In particolare da una conversazione intercorsa tra i due il 12 agosto 2016 sembra che Pinto Vraca si offra di provvedere al costo della casa di vacanza di Barrile in località Rodia (…) Il 22 dicembre 2015 Barrile racconta a Marco Ardizzone che Pinto Vraca le ha chiesto di interessarsi per trovare un capannone per fare il compostaggio di rifiuti e lei aveva pensato ad un capannone all’ASI di Larderia. Sempre nel corso di questa conversazione, la donna racconta che le ha lasciato un pensiero per la nipotina, 500 euro in contanti. Ardizzone le chiede se abbia fatto un regalo anche a lei e Barrile spiega che ogni anno le lascia 100 euro presso una pasticceria ove lei si serve, e poi fa dei regali alimentari ai ragazzi del patronato. Pinto Vraca, infine, si offre anch’egli di sostenere politicamente Barrile: a tale scopo le presenta il nipote, Marcantonio Pinto Vraca, il quale, sebbene con modesti risultati, era stato candidato alle elezioni politiche 2013 nel collegio Sicilia 1 nella lista Centro Democratico”.

Nella loro Informativa sul Terzo livello, gli inquirenti documentano analiticamente altri affidamenti dell’AMAM SpA in favore della società Universo e Ambiente. “Nell’arco dell’ultimo quinquennio, anche quando non era presidente Leonardo Termini, sono stati rilevati lavori aggiudicati alla cooperativa riconducibile a Emilia Barrile”, annotano. “L’analisi dettagliata della documentazione acquisita ha permesso di verificare che la citata cooperativa, dall’anno 2013 e sino all’ultima gara espletata nell’anno 2016 per il servizio di pulizie, ha contratto con l’azienda a partecipazione pubblica cinque appalti (compreso quello delle pulizie dei locali AMAM di cui si è ampiamente trattato sopra), di cui tre attraverso procedura negoziata e due mediante affidamento diretto. Nello specifico, esaminando il verbale di gara provvisorio del 14 marzo 2013 inerente l’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria delle fontane monumentali di Messina anno 2013, si notano delle anomalie ancora più evidenti di quelle precedentemente evidenziate per la gara delle pulizie. Tra le cinque ditte individuate nell’albo di fiducia delle azienda (Megaedil Soc. Coop; Ecoambiente Soc. Coop.; Universo e Ambiente; Ecol 2000 Srl; Pinto Vraca Carmelo) sono state invitate due società riconducibili allo stesso contesto familiare, ovvero quello dei Pinto Vraca, selezionando sia la ditta individuale Pinto Vraca Carmelo che quella del figlio di questi, Alessandro Pinto Vraca, amministratore unico della società Megaedil. Nel dettaglio, delle cinque ditte inviate, solo quattro hanno presentano le buste con la documentazione e la relativa offerta economica. La circostanza che si ravvisa, e di cui si fa eccezione, è che le suddette società riconducibili alla famiglia Pinto Vraca, amici della Barrile, vengono escluse per banali e meri errori materiali: ovvero, la ditta individuale di Carmelo Pinto Vraca, per avere dimenticato di inserire tra la documentazione amministrativa la polizza fideiussoria; mentre la ditta del figlio, la Megaedil, per avere presentato la busta delle offerte priva del timbro in ceralacca. Errori o mancanze elementari poste in essere dalle due società, quasi come a volersi tirare fuori autonomamente dalla procedura di selezione delle ditte partecipanti, lasciando il campo aperto agli altri pretendenti”. Nel corso della seduta dell’11 aprile 2013, la commissione ha aggiudicato la gara alla coop Universo e Ambiente che aveva offerto un ribasso irrisoriopari al 3,27%.

“Ancora, nell’anno 2013 alla stessa società cooperativa viene affidato direttamente, senza l’espletamento di una gara, un lavoro di scerbatura e pitturazione degli impianti idrici e fognari del Comune di Messina zona Sud, per un importo complessivo pari a 20.000 euro”, aggiunge la DIA. “In seguito, nell’anno 2014, la Universo e Ambiente è stata invitata a partecipare, mediante procedura negoziata, alla gara per l’affidamento del servizio di pulizia degli immobili dell’AMAM S.p.A. anni 2014/2015, unitamente ad altre cinque ditte (Effe Costruzioni; Euro Service Group Srl; Pegaso Multiservice; Pulisud Servizi; Ri.So. Soc. Coop.); dal verbale di gara dell’1 aprile 2014 è stato possibile verificare che, delle sei ditte invitate, solo tre hanno partecipano alla gara presentando la documentazione (Universo e Ambiente, Euroservice Group e Ri.So. Soc. Coop). Inoltre, la commissione ha inizialmente rinviato la seduta per la verifica della documentazione presentata allorquando hanno proceduto all’apertura delle offerte e, tenuto conto degli alti valori dei ribassi percentuali presentati (Universo e Ambiente 41,17% e Ri.So. Soc. Coop. 41.08%), hanno ritenuto di chiedere delle giustificazioni alla ditte, rinviandone l’aggiudicazione. Solo in data 22 luglio 2014 la commissione si riunisce nuovamente e, a seguito della verifica delle giustificazione prodotte, ha ritenuto, con riguardo alle voci che determinano il costo medio orario di lavoro (10,98 euro), che lo stesso era congruo; con la conseguente aggiudicazione in via provvisoria del servizio di pulizie a Universo e Ambiente per l’importo netto di 58.895,61 euro + 2.884,72 euro non soggetto a ribasso per oneri di sicurezza”. Poco tempo dopo, però, l’affidamento della gara veniva sospeso a seguito di un ricorso presentato dalla terza società classificatasi, Euroservice Group; dopo l’ordinanza del 14 novembre 2014 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, l’AMAM disponeva tuttavia la ripresa dei lavori nei confronti della coop sociale di Barrile & C., a partire del 17 novembre 2014. “In ultimo, nell’anno 2014, sempre alla stessa cooperativa viene affidato direttamente, senza l’espletamento di una gara, il servizio di conduzione, manutenzione e pronto intervento delle fontane monumentali di Messina anno 2014 per un importo complessivo pari a 10.000 euro”, conclude la DIA.

Gli investigatori non riportano nell’Informativa un’altra gara espletata dall’AMAM il 29 agosto 2014, a cui ha partecipato la cooperativa Universo e Ambiente, relativa all’affidamento del Servizio di scerbatura e pitturazione degli impianti idrici e fognari del Comune – anno 2014 (commissione presieduta dall’ing. Luigi La Rosa, componente il dott. Giacomo D’Arrigo, verbalizzante l’ing. Francesco Cardile), per un importo di 48.779 euro + 1.221 euro per gli oneri di sicurezza. Alla gara venivano invitate dieci ditte, ma si presentarono alla fine solo in tre: Universo e Ambiente, Intercontinentale Srl e Messina Sud Srl, quest’ultima esclusa per la mancata presentazione della polizza fideiussoria. Nella seduta del 10 ottobre 2014 la commissione di gara decretava pure l’esclusione di Universo e Ambiente per “irregolarità della certificazione DURC”, assegnando cos’ i lavori all’unica offerta pervenuta, quella di Intercontinentale Srl con un ribasso del 7,63%. Titolare della società vincente l’imprenditore Natale Micali, anch’egli, secondo gli inquirenti, in “rapporti di confidenza ma anche di interesse” con Emilia Barrile.