BARCELLONA: PARCO COMMERCIALE, LA ‘DIBECA’ DELLA FAMIGLIA CATTAFI TORNA ALLA CARICA COL COMUNE

4 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

Leonardo Orlando – Barcellona – La “Di.be.ca.”, la società immobiliare della famiglia Cattafi – Di Benedetto, torna alla carica e chiede con una lettera inviata al Comune che sia completata l’istruttoria del Piano particolareggiato relativo al progetto del Parco commerciale di contrada Siena che era stato ideato dallo stesso avv. Rosario Pio Cattafi. Piano che invece è stato cancellato da una sentenza del Tar, pronunciata il 24 aprile 2014, con la quale veniva deciso l’annullamento della contestata delibera del Consiglio comunale, la n. 59 del 16 novembre 2009, relativa all’approvazione del “Piano regolatore particolareggiato della zona territoriale omogenea d.2.3. – Parco commerciale” e degli allegati verbali della Commissione edilizia, così come aveva chiesto l’avv. Benedetto Calpona che rappresentava alcuni proprietari terrieri che non erano stati informati nemmeno dell’avvio della procedura amministrativa.  Atti, questi, con cui in precedenza si dava da parte del Consiglio comunale dell’epoca via libera alla società immobiliare della famiglia Cattafi perché mettesse sul mercato i lotti del più grande Parco commerciale di Sicilia. La nuova richiesta dell’immobiliare “Di.be.ca.” che gestisce tutti i beni immobili della famiglia Cattafi, ha colti impreparati i tecnici del Settore urbanistica che prima di dare una risposta hanno chiesto un parere legale agli stessi avvocati che hanno assistito l’ente nel contenzioso amministrativo dinanzi al Tar. Tra l’altro la stessa sentenza di annullamento di tutti gli atti Ë diventata definitiva nel dicembre 2014, sia la “Di.be.ca.” che il Comune, quest’ultimo paradossalmente a fianco dell’immobiliare, non avevano proposto appello al Cga. I termini per appellare la sentenza sono così scaduti e con essi è diventata irrevocabile la decisione dei giudici del Tar che inibiva alla “Di.be.ca.” la possibilità di realizzare la grande struttura commerciale.
Con la nuova iniziativa intrapresa dalla “Di.be.ca.” si aprono invece nuovi e imprevedibili scenari perché lo stesso Comune che non ha nel frattempo cancellato dal Prg, nemmeno nelle nuove direttive per la revisione approvate dal Consiglio comunale, la destinazione dell’area di contrada Siena a Parco commerciale, pare abbia invitato l’immobiliare della famiglia Cattafi a ripresentare nuovamente l’intero progetto relativo al Piano particolareggiato di iniziativa privata. Eppure il Tar ha annullato la delibera del Consiglio comunale del 16.11.2009, perché con essa si dava ai terreni di proprietà dei ricorrenti “una destinazione ritenuta lesiva, e in violazione di norme poste a presidio della partecipazione procedimentale”. Il Collegio ha ritenuto “fondato ed assorbente” la “lamentata la violazione degli artt. 3 e 12 della L.R. n. 71/78î, secondo cui “Il progetto di piano” doveva essere depositato, “non oltre il decimo giorno dalla data della deliberazione di adozione, presso la segreteria comunale, a libera visione del pubblico, per venti giorni consecutivi”. Il deposito doveva essere “reso noto al pubblico, oltre che a mezzo di manifesti murali, mediante pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale e su almeno un quotidiano a diffusione regionale”. Per consentire a “chiunque di presentare osservazioni”. Invece il Comune, che pure ha invocato negli atti del procedimento “la citata legge regionale, non ha rispettato la descritta procedura”, per cui i ricorsi sono stati accolti e il Piano particolareggiato che dava via libera al Parco commerciale bocciato perché la delibera annullata. Adesso potrebbe iniziare tutto daccapo, anche se è da considerare che i proponenti allora non avevano ottenuto l’assenso del 50% dei proprietari terrieri di contrada Siena. Rassegnaweb da Gazzetta del Sud