I DOCUMENTI INEDITI – I PRESUNTI FAVORI DI EMILIA BARRILE A SERGIO BOMMARITO. “SE NON TI PAGA CI SPACCO LA FACCIA…”

5 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

di Antonio Mazzeo ed Enrico Di Giacomo – La velocizzazione di una pratica presso il competente ufficio d’Urbanistica del Comune di Messina; le pressioni sul presidente di un’azienda a capitale pubblico per sbloccare i pagamenti dovuti ad un’impresa affidataria. Il tutto per nome e per conto sempre dello stesso interessato, l’imprenditore Sergio Bommarito, amministratore unico e principale azionista di Fire SpA, la società che nel capoluogo dello Stretto si occupa del recupero crediti stragiudiziale, attraverso il sollecito telefonico e l’esazione domiciliare. C’è un capitolo intero dell’inchiesta sul cosiddetto Terzo livello della Direzione Investigativa Antimafia e della Procura della Repubblica peloritana riservato ai presunti favori che Emilia Barrile, ex Presidente del consiglio comunale e indagata chiave, avrebbe assicurato all’uomo forte del Fire Group.

Barrile, in più occasioni, pubblico ufficiale, sfruttando relazioni esistenti con altri pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, come prezzo della propria mediazione illecita, per compiere o avere compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio (in violazione, tra l’altro, dei doveri di imparzialità, correttezza ed autonomia), ha sollecitato presso gli uffici comunali, la velocizzazione di una pratica amministrativa di interesse di Sergio Bommarito (imprenditore cui è riconducibile il gruppo Fire), interferendo sull’operato dei funzionari per ottenere l’esito positivo della medesima pratica, avente ad oggetto la ristrutturazione di un immobile (villa Bommarito)”, scrive il Pubblico ministero Fabrizio Monaco nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari sul Terzo livello. Tra le accuse contro la donna, poi, l’aver “pressato ripetutamente Leonardo Termini, presidente dell’AMAM – Azienda Meridionale Acque S.p.A. (società a capitale interamente pubblico, detenuto dal Comune di Messina), sul quale Barrile aveva capacità di incidere in ragione del rapporto corrente tra Comune e società partecipata, e dei conseguenti poteri (interpellanze, ispezioni, inchieste, ecc.), spettanti quale consigliere comunale e Presidente del Consiglio comunale – prospettandogli che Sergio Bommarito era disposto a corrispondergli del denaro, perché sbloccasse una serie di pagamenti di somme di denaro in favore della Fire S.p.A., affidataria, per conto dell’AMAM, del servizio di recupero crediti, pagamenti ritenuti da Termini non dovuti”.

 

Quella mia figlia la voglio impiegata di banca.

 

Il rapporto tra Sergio Bommarito ed Emilia Barrile, secondo gli inquirenti, “è risalente nel tempo” e sicuramente “confidenziale”, anche se la donna “appare mantenere un timore reverenziale” nei confronti dell’imprenditore. “I contatti tra i due sono di norma finalizzati ad incontri di persona e, come sempre, sono poi le conversazioni di Emilia Barrile con l’amico commercialista Marco Ardizzone a fornire gli elementi per comprendere cosa sottende a questi incontri”, riporta la DIA. “La ricerca di un posto per la figlia di Emilia Barrile, Stefania Triolo, comunemente chiamata Stefy, attraversa tutto il periodo di indagine e vede Barrile rivolgersi all’onorevole Francantonio Genovese ed all’imprenditore Sergio Bommarito per ottenere una sistemazione lavorativa ritenuta adeguata e congrua alle aspirazioni della figlia, che nel periodo compreso tra il 4 maggio ed il 30 ottobre 2015 aveva lavorato, con un contratto a tempo determinato per sei mesi, presso la Banca di Credito Peloritano SpA di Messina, istituto legato anche all’imprenditore Bommarito”. L’imprenditore, infatti, oltre ad essere presidente e consigliere del Cda di alcune importanti società(FB5 Investments Srl, Fire Group SpA, Fire SpA,Creset – Crediti, Servizi e Tecnologie S.p.A., Fire Resolution SpA) è pure consigliere dell’istituto bancario messinese con sede in via Oratorio San Francesco; Bommarito, inoltre, attraverso Fire Group e SpA, detiene dal 17 aprile 2016 la quota azionaria del 3,28% di Banca di Credito Peloritano.

“L’argomento dell’assunzione di Stefania Triolo è uno degli argomenti rilevanti dei rapporti tra Sergio Bommarito ed Emilia Barrile”, aggiungono gli inquirenti. “L’imprenditore, in concomitanza con l’ultimo periodo di lavoro della Triolo, in una conversazione telefonica con Barrile del 29 ottobre 2015 le rappresenta l’impossibilità di confermare la figlia Stefania presso la Banca di Credito Cooperativo poiché sarebbe rientrata la ragazza precedentemente andata in congedo per maternità e che Triolo aveva sostituito, ma che, comunque, avrebbero tenuto in considerazione sua figlia nella prospettiva dell’apertura di nuove filiali o qualora il giro d’affari si sarebbe implementato”.

Emilia Barrile non nasconde la propria delusione; ciononostante si sofferma a discutere con l’interlocutore dell’emergenza idrica che ha messo in ginocchio Messina in quei giorni. “Bommarito si lamenta per il fatto che a lui servono almeno 10 mila litri al giorno per tenere aperto e che quello da cui si rifornisce non ha più disponibilità”, annota la DIA. “Barrile, di contro, si impegna a fare alcune telefonate per vedere se può fargli arrivare qualche autobotte, considerato che l’acqua mancherà ancora per tre o quattro giorni”. Dopo avere chiuso la conversazione con Bommarito, l’esponente politica si attiva per cercare di reperire la fornitura d’acqua per l’imprenditore. “Barrile chiama ripetutamente il presidente dell’AMAM, Leonardo Termini, il quale le risponde dopo molte chiamate andate a vuoto”, riporta l’Informativa. “La donna – discutendo in generale del problema del guasto e dei tempi per ripristinare la fornitura dell’acqua e delle soluzioni che si sarebbero potute adottare, richiedendo l’aiuto delle autobotti dei comuni limitrofi a Messina, per mitigare i disagi – chiede a Termini selui, cioè AMAM, abbia solo cinque autobotti e se sono tutte impegnate a rifornire ospedali e servizi pubblici. Termini conferma questa circostanza e il fatto che comunque non fanno forniture a privati. Barrile, allora, prova un’altra via e chiama Natale Micali,titolare della ditta Intercontinentale Srl con cui svolge numerosi lavori per conto di AMAM,a cui chiede l’eventuale disponibilità di acqua; Micali, però, dà la propria disponibilità a portarla, se serve, solo a Barrile ma non in altri posti perché la cosa gli comporta dei problemi”.

Nei mesi di novembre e dicembre 2015 i contatti telefonici tra l’esponente politica e l’imprenditore diventano sporadici e limitati a scambi di convenevoli o auguri. “I due commentano la scarcerazione del comune amico Francantonio Genovese, l’ipocrisia di coloro i quali lo vanno a trovare adesso ed il suo ormai prossimo passaggio in Forza Italia”, annotano gli inquirenti. “All’inizio del gennaio 2016 un dialogo tra Barrile ed Ardizzone riconduce nuovamente i rapporti con Bommarito alla richiesta di una sua premura per l’assunzione della figlia di Barrile. Nel corso del dialogo, la donna racconta ad Ardizzone di avere ricevuto dei complimenti da Francantonio per i suoi miglioramenti politici ed Ardizzone, molto più prosaicamente, le rammenta che non la deve lisciarema deve fare le cose che deve fare. Barrile, stimolata da questa reprimenda, inizia a raccontare che l’on. Genovesesi era visto con SergioBommarito, perché ai fini di un impiego per la Triolo rispetto alla soluzione prospettata di essere assunta nella società di Palermo(riferimento alla Siremar), la banca era una soluzione migliore. Barrile aggiunge che lui (Genovese) le ha detto di avere parlato con Sergio e che qualora non dovesse ottenere quanto richiesto, interverrà personalmente”.

Ad aprile, però, due nuovi temi si introducono nel rapporto tra Bommarito e Barrile: l’interessamento della donna presso gli uffici dell’Urbanistica del Comune di Messina per una pratica di interesse dell’imprenditore e l’intenzione di Marco Ardizzone e della stessa Barrile di fare assumere, presso la Fire SpA, Angela Costa (amministratore unico della cooperativa Peloritana Servizi e moglie di Giuseppe Chiarella, anch’egli collaboratore della coop). Angela Costa, già lavora come consulente per la Fire di Bommarito. “Il 20 aprile 2016 Marco Ardizzone viene chiamato da Giuseppe Chiarella che gli esterna l’idea di fare smettere di andare al lavoro la moglie presso la società di Bommarito, perché lo stipendio non copre neppure i costi, e così la Fire la manda a casa e lei potrà usufruire della disoccupazione, annotano gli inquirenti.“Ardizzone cerca di calmarlo e gli dice di pazientare fino a giugno perché allora forziamo la mano con Sergio e gli diciamo o aumenti lo stipendio o me la stabilizzi per bene, oppure questa se ne va perché ci rimette soldi…”.

Una settimana dopo è Emilia Barrile a chiamare il commercialista Ardizzone per raccontargli di essere stata all’Urbanistica e “che lei lì ha fatto quelle cose di Sergio, quella là di Tony; Ardizzone la esorta a farsi dare almeno una macchina da Sergio visto che lei lo aiuta mentre lui non le ha assunto neppure una persona; Barrile, da parte sua, risponde che non riesce neppure a parlarci, ma ormai ‘sta cosa gli avevo detto che gliela faccio e gliela faccio…”.Il 2 maggio 2016, nel corso di una telefonata tra Barrile e Bommarito, la donna fa presente all’interlocutore di essere all’Urbanistica e che tutto è appostissimo; Bommarito, invece, non pare convinto perché ha ricevuto la comunicazione di un pagamento che a lui sembra esagerato nell’ammontare, quasi ventimila euro…. “Barrile tenta di tranquillizzarlo suggerendo una verifica da parte di un tecnico e gli comunica che lei l’indomani sarà nuovamente all’urbanistica con Tony (l’imprenditore Antonio Fiorino N.d.R.) per risolvergli un problema”, continua l’Informativa. “Qualche minuto dopo Barrile chiama Ardizzone e quest’ultimo rammenta all’amicaquale sia lo scopo che deve avere il suo intervento presso gli uffici comunali, e cioè lo scambio di favori che a sua volta Bommarito deve fare a lei con assunzioni, eventualmente la disponibilità di una macchina di cui ha parlato nelle precedenti conversazioni ovvero la stabilizzazione di Angela Costa; diversamente suggerisce di rallentare anziché accelerare la pratica di Bommarito”.

 

Come ampliare una villa e risparmiare in oneri di urbanizzazione.

 

Al fine di riscontrare il contenuto dei dialoghi, la Direzione Investigativa Antimafia ha acquisito una serie di atti presso il Dipartimento Edilizia Privata del Comune di Messina, tra cui quelli relativi alla pratica edilizia riconducibile all’interesse di Sergio Bommarito e relativa all’ampliamento di Villa Bommarito, ai sensi delle Legge regionale n. 6 del 2010 (c.d. Piano casa). “Il tecnico incaricato è l’architetto Umberto Giorgio”, annotano gli inquirenti. “Acquisita questa informazione, una serie di conversazioni tra Barrile e l’arch. Giorgio assumono significato e piena totale rilevanza. Il 5 aprile 2016 Barrilecontatta il professionista; dopo i convenevoli incentra subito la discussione sulla pratica urbanistica di Bommarito. In particolare, Barrileprecisa che bisogna pagare 2 o 3 mila più di quanto preventivato; l’architetto, da parte sua, le conferma questa circostanza e comunica di essere in attesa della notifica di questo atto. Barrile, che si rende disponibile l’indomani a ripassare dagli uffici per vedere se questa comunicazione è partita, fa pesare il suo intervento ed infatti dice all’architetto: Sai che avevano bocciato tutte cose? Vero! Va bè poi è stato superato l’ostacolo”.

Il giorno seguente l’architetto Giorgio prova ripetutamente a contattare Barrile; alla fine ci riesce e durante la conversazione si accenna in modo vago alla pratica in esame, senza che i due esplicitino il nome del titolare. “Sto per andare presso gli uffici, com’è l’intestazione?”, domanda Barrile.“Ehhh… nome… nome e cognome!”, la laconica risposta del professionista. “Anche nei successivi sms con cui l’architetto chiede informazioni, questi cerca di non svelare il nome dell’interessato”, riportano gli inquirenti. “Le ultime due conversazioni tra Barrile e l’arch. Giorgio sono del 27 aprile 2016, il giorno in cui Barrile ha detto ad Ardizzone di essere stata all’Urbanistica ed ha fatto la cosa di Tony e di Sergio. Barrile chiede a Giorgio se abbia fatto tutto e lui risponde di No poiché è alla spedizione per essere inviata da tale Pintabona; Barrile si impegna ad informarsi e poi gli farà sapere…”.

“I documenti acquisiti riscontrano pienamente il contenuto dei dialoghi: in quello del 5 aprile con l’architetto Giorgio, questi aveva affermato che attendeva la quantificazione degli oneri e che gli era stato anticipato che sarebbero stati superiori di qualche migliaio di euro; mentre Barrile gli riferiva che l’orientamento era di respingere la pratica lasciando intendere che era stato il suo intervento a correggere l’iter”, scrive la DIA. “In effetti, il giorno seguente questo dialogo, il Dipartimento Edilizia Privata emette il primo Rapporto Istruttorio Piano Casa firmato in data 6 aprile 2016 dall’istruttore tecnico Maria Francesca Pintabona. Inoltre, tra gli atti vi è anche la Proposta di Provvedimento con esito favorevole, priva di data e firmata digitalmente dall’ing. Nunzio Santoro: nel testo si fa riferimento ad un rapporto tecnico del Servizio Edilizia datato 5 aprile 2016, da cui si desume essere un atto redatto dopo tale data. Come visto, Barrile si è recata all’Urbanistica il 27 aprile 2016. In effetti quel giorno gli uffici dell’Edilizia Privata predispongono il documento avente ad oggetto Rilascio Concessione Edilizia per ampliamento ai sensi dell’art. 2 della L.R. 6/2010, di Villa Bommarito sita in Messina via Consolare Pompea n. 232/a – Ganzirri. Questo atto verrà protocollato in data 28 aprile 2016. Tale documento, come peraltro i precedenti, indica i costi di costruzione a carico di Bommarito e testualmente sancisceche dalle verifiche contabili effettuate da questo Servizio, la ditta deve versare € 12.682 (ex art.6 L.10/77) ed € 4.123 (ex art.5 L.10/77) oggi art.16 D.P.R. 380/01. Il provvedimento è firmato digitalmente dalla dottoressa Renata Catalfifo, Istruttore oneri accessori, dall’arch. Ubaldo Smeriglio, responsabile Ufficio oneri concessori e dall’arch. Antonella Cotroneo, dirigente del dipartimento Edilizia Privata”.

Tra gli atti acquisiti che hanno particolarmente colpito gli inquirenti vi è poi un file PDF denominato 00-costo costruzione corretto ditta Bommarito maggio 2016. “Tale file contiene la scansione del documento, di tre pagine complessive, relativo al calcolo degli oneri per costi di costruzione ed urbanizzazione effettuata dal progettista e sul quale sono fatte delle annotazioni a penna, in inchiostro rosso, sulla base delle quali vengono effettuati, sempre in mano scrittura, dei calcoli che portano alla cifra che poi Barrile comunicherà a Bommarito: 2.620 invece di 12.682 euro; rimane inalterato l’importo relativo agli oneri di urbanizzazione pari a 4.123 euro”, continua l’Informativa. “Questa P.G. non è in possesso delle competenze tecniche per valutare se, ai sensi delle normative vigenti, sia corretto il calcolo egli oneri di costruzione inizialmente effettuata, oppure quello sopra riportato. Quel che appare certo, però, è che non si tratta di un mero e/o piccolo errore materiale ma, dal momento che la somma inizialmente calcolata è circa cinque volte superiore a quella poi corretta, si tratta di un erroremolto marchiano riportato e avallato da cinque tra funzionari e dirigenti dell’ufficio che – fino a quando Barrile non gliel’ha fatto notare– non si sono resi conto della sproporzione della prima richiesta. Infatti, proprio Barrile avvisa Bommarito della riduzione della somma e gli fa presente che verrà corretta d’ufficio senza bisogno di alcuna richiesta scritta”.

“La documentazione acquisita riscontra totalmente il contenuto dei dialoghi che attestano l’intervento di Barrile presso gli uffici per fare ottenere in poche settimane la concessione edilizia a Bommarito, il cui iter era iniziato nell’agosto del 2014 ed appariva destinato ad un esito negativo poi corretto dalla relazione dell’ing. Santoro che recepisce acriticamente le controdeduzioni del progettista e propone il cambio di parere al Dirigente del dipartimento; questi a sua volta lo accoglie”, conclude la DIA. “Infine, Bommarito ha pagato la somma richiesta dopo la correzione e l’iter autorizzativo si è positivamente instradato: il 15 giugno è stata rilasciato l’attestato di regolarità amministrativa e contabile; a settembre 2016 sono stati pagati ulteriori versamenti. Alla data di acquisizione degli atti la concessione edilizia non era ancora stata rilasciata (…) Le risultanze delle attività di intercettazione, integrate e riscontrate dalle acquisizioni documentali, forniscono inequivoci e gravi indizi in ordine all’intervento di Emilia Barrile sui funzionari comunali, in particolare sull’ingegnere Nunzio Santoro e sul tecnico Maria Pintabona, affinché cambiassero il precedente orientamento dell’amministrazione dal diniego all’autorizzazione della concessione edilizia, svolgendo l’iter in tempi brevissimi a causa delle indebite pressioni di Barrile…”.

 

Se non ti paga, io gli spacco la faccia!!!!

 

Sergio Bommarito ed Emilia  Barrile sono piuttosto cauti nelle loro conversazioni telefoniche e per lo più i due preferiscono incontrarsi di persona. “Vi è un’unica circostanza in cui i due, forse presi dall’euforia per il buon esito dell’intermediazione di Barrile presso gli uffici comunali, si lasciano andare un minimo nel dialogo telefonico dell’11 maggio 2016, con la donna che dapprima, in forma scherzosa, rimbrotta Bommarito perché si è permesso di scavalcarla nelle cose rivolgendosi autonomamente agli uffici dell’Urbanistica”, affermano gli inquirenti. “Perchè ieri ti ho visto, sei venuto senza di me…giusto?, recrimina Barrile. Bommarito si giustifica dicendo che è un problema di soldi, e non un problema di altro tipo per il quale evidentemente Barrile poteva essere di aiuto. La donna, invece, fa capire all’interlocutore di avere lei risolto il problema precisando che non deve essere lui a fare richieste ma che saranno gli uffici a procedere ad una rettifica, e che alla fine dovrà pagare 6.743 euro perché rifacendo i calcoli si sono accorti di avere sbagliato. Nella parte centrale del dialogo Barrile passa all’incasso e reitera la richiesta del contributo (1.000 euro) per la sponsorizzazione della squadra di pallamano delle figlie, la Handball Club Messana, che da lì a pochi giorni sarà impegnata a Chieti nelle gare di play off per la promozione in serie A/1. Infine, l’ultima parte del dialogo, fa riferimento al contenzioso tra Fire ed AMAM (…) dando conto di un’azione di pressione di Barrile nei confronti del presidente dell’azienda Leonardo Termini. Barrile dice a Bommarito che ha avuto assicurazione che, entro fine, mese una quota dei pagamenti pretesi sarà saldata ed un’altra il mese seguente”. L’imprenditore mostra però di non credere più a queste promesse, ma l’interlocutrice assicura che la settimana seguente tornerà a parlare della questione con il presidente dell’AMAM. “Vedi che quella cosa là sopra, entro fine mese mi ha detto…”, riferisce Barrile a Bommarito. “Vediamo se lo fa. Io settimana prossima glielo ricordo, perché lui mi aveva detto settimana prossima… Gli ho detto va bene, perciò non mi può far fare male figura due volte, perché poi ci spacco la faccia”.

Il 28 maggio Emilia Barrile chiama Leonardo Termini per parlargli di diverse cose tra cui l’articolo pubblicato su Tempostretto.it in cui il gruppo consiliare di Cambiamo Messina dal Basso aveva chiesto le dimissioni di Termini che in quei giorni era stato rinviato a giudizio per i reati di truffa, con le polemiche politiche che ne erano conseguite. “La conversazione è rilevante da una parte perché si fa riferimento a Sergio con cui Barrile ha parlato – riferendosi a Bommarito – e dall’altra per il tema delle dimissioni richieste a Termini che si trova quindi in quel periodo in una posizione precaria e quindi più condizionabile”, spiega la DIA. L’1 luglio 2016, gli inquirenti registrano un nuovo incontro tra Emilia Barrile e Sergio Bommarito. Tema principale del colloquio, la composizione del consiglio di amministrazione di AMAM. “Barrile dice che Leonardo Termini non si fida del consigliere Grazia Antonella De Tuzza mentre è molto amico dell’altra consigliere, cioè Anna Spinelli Francalanci, circostanza questa confermata dalle attività tecniche; Barrile precisa che la Spinelli che non si dimetterà dal consiglio di amministrazione e, quindi, Termini non sarà sfiduciato e resterà in carica per tre anni”, riporta l’Informativa.

Sempre l’1 luglio, Emilia Barrile raggiunge telefonicamente l’amico-consigliere Marco Ardizzone. “Questa conversazione fornisce una chiave di lettura ai precedenti contatti con Bommarito in quanto incentra i motivi dei loro ultimi incontri sull’assunzione della figlia di Barrile”, riporta la DIA. “Ardizzone la esorta a non farsi vedere troppo sorridente da Bommarito e, come sempre, le imbocca le parole che lei dovrebbe riferire: in particolare, la donna dovrebbe contestare che non hanno fatto nessuna delle cose che lei gli ha chiesto ma che questa volta, dal momento che si tratta della figlia di Barrile, deve avere una risposta velocemente, già prima delle ferie estive. Barrile, da parte sua, immagina invece che possa esser il direttore della banca che non vuole assumere la figlia per antipatia nei suoi confronti e si ripromette di andare ad incontrarlo di persona. Alcuni giorni dopo, Barrile e Ardizzone hanno una conversazione chiarificatrice sul motivo per cui la figlia, Stefania Triolo, non può essere assunta in banca nonostante l’interessamento dell’onorevole Francantonio Genovese e di Sergio Bommarito: la motivazione è che non vogliono assumere donne perché le femmine se ne vanno sempre in maternità. Ardizzone mette in dubbio la buona fede dell’on. Genovese che secondo lui già sapeva della volontà di non assumere Stefania Triolo, e che l’ha manifestato solo ora perché era intervenuto anche Bommarito. Inoltre Barrile fa presente che Genovese è infastidito dalla circostanza che la banca non abbia assunto sua figlia dal momento che lui personalmente lo aveva richiesto ed aveva pure aperto una posizione finanziaria presso l’istituto. Il 31 agosto 2016, trascorso più di un mese da quando EmiliaBarrile aveva ottenuto le ultime rassicurazioni in merito all’assunzione della figlia che ancora non si è concretizzata, Ardizzone ha uno sfogo dai toni molto accesi, e la esorta a rallentare i rapporti con Genovese perché non nutre alcuna fiducia nel suo comportamento, ritenendolo non affidabile e anche pericoloso poiché sempre al centro di inchieste giudiziarie”.

Il 14 settembre l’esponente politica chiama Ardizzone e, tra le altre cose, gli racconta di avere incontrato Sergio Bommarito sotto casa. “Barrile racconta che Sergio le ha parlato della figlia Stefy e le ha proposto di assumerla lui: per tagliare la testa al toro e non sfruttare nessuno, compreso l’amico comune, se ne viene là da me”, annotano gli inquirenti. “La donna precisa che Bommarito può farla entra attraverso un master che stanno organizzando con l’Università degli Studi, oppure direttamente con la condizione che sia una cosa che resta tra loro e che non deve sapere nessuno. Barrile non pare entusiasta di questa prospettiva lavorativa e riferisce di aver risposto a Bommarito che ne avrebbe parlato con la figlia. In realtà, la tanto auspicata assunzione della figlia di Barrile non si è concretizzata in alcuna delle varie prospettazioni ipotizzate e la ragazza, nell’ultimo periodo di intercettazioni, aveva iniziato ad occuparsi delle attività di patronato gestite dalla madre. L’estratto conto contributivo dà conto del fatto che ella risulta avere fruito dell’indennità di disoccupazione”.

Il 19 settembre 2016 Barrile chiama nuovamente Bommarito ed i due concordano un incontro; Barrile gli rappresenta che gli deve dare della carte che lui si è dimenticato l’altra volta. Questa è l’ultima conversazione intercettata tra i due. Neppure in occasione delle festività natalizie del 2016 vi sarà uno scambio di auguri utilizzando le schede telefoniche oggetto di captazione.

Sarà Leonardo Termini a fornire agli inquirenti ulteriori particolari sulla “presunta” azione di pressing dell’allora Presidente del consiglio comunale per ottenere lo sblocco dei pagamenti AMAM a favore dell’imprenditore. “Circa un mese orsono, su richiesta telefonica di Emilia Barrile, l’ho incontrata; lei mi ha fatto presente che era in difficoltà per i mandati non pagati da AMAM alla Fire SpA e che il dottore Bommarito, titolare della Fire, a fronte dei suddetti pagamenti, aveva delle somme di denaro per me”, ha dichiarato Termini agli uomini della Sezione operativa della DIA di Messina, il 18 ottobre 2016. “Non si è fatto alcun cenno all’importo di questa eventuale dazione. Io le ho risposto testualmente Che cazzo dici! e poi ho aggiunto che la Fire non merita una lira, anzi, deve lei soldi ad AMAM. Barrile mi ha esortato nuovamente a pagare i mandati. Dopo questo incontro io mi sono sentito in difficoltà e perciò ho iniziato a rispondere sempre più raramente alle chiamate di Emilia Barrile”.

Nel corso della sua deposizione, Leonardo Termini si è soffermato su un ulteriore faccia a faccia con l’esponente politica, il 12 ottobre 2016, presente anche l’imprenditore Natale Micali. “Qualche tempo dopo, saranno passati circa 10 giorni, ho risposto ad una sua chiamata e lei mi ha chiesto un nuovo incontro”, ha raccontato Termini. “Mi ha ribadito il concetto di pagare i mandati di Fire, ribadendo che era in difficoltà con Bommarito e che comunque ci sarebbe stato un pensiero in denaro per me. Poi mi ha detto che uno dei fratelli, non ricordo se il titolare della ditta Intercontinentale o l’altro fratello, lamentava il mancato pagamento dei mandati e se io li avessi pagati, questa persona mi avrebbe fatto una regalia di 2 o 3 mila euro per ciascun mandato pagato. Io ho fatto presente che avevo intenzione di cacciare questa ditta ed anche l’altra del fratello di questa persona. Barrile mi ha detto che lo avrebbe chiamato per chiarire la situazione e così ha fatto. Questa persona dopo circa 15 minuti si è presentata al bar. Con il titolare della ditta di cui non ricordo il nome, abbiamo parlato solo della disfunzione che avevo ravvisato; lui mi ha rassicurato che avrebbe risolto i problemi per il futuro. Non mi ha fatto direttamente alcuna proposta di denaro. Nel corso dell’incontro Barrile mi disse che tutte le ditte si lamentavano che io non pagavo. Io le ho detto che avevo delle priorità da rispettare nei pagamenti”.

“Dopo il secondo incontro in cui si è parlato dei mandati non ci sono state altre occasioni di parlare di questo con Emilia Barrile”, ha aggiunto Termini. “Lei mi ha chiamato diverse volte ed io ho sempre evitato gli incontri. Solo ieri ci siamo visti ma in presenza di altre persone e quindi lei non mi ha parlato di questi argomenti. Io conosco Barrile da alcuni anni ed abbiamo avuto un rapporto di amicizia ma questa richiesta mi ha lasciato amareggiato e turbato perché io non sono assolutamente disponibile a queste situazioni e da allora mi sono tenuto sulle mie…”.

L’ex presidente del consiglio comunale non si sarebbe spesa a favore di Sergio Bommarito (e amici) solo con il presidente dell’azienda acque di proprietà del Comune. Agli atti del procedimento Terzo livello c’è infatti un’interessante deposizione del professore Guido Signorino, resa agli inquirenti l’8 agosto 2018 in qualità di persona informata sui fatti. “Nel periodo di gestione del sindaco Renato Accorinti, ho svolto più incarichi: vicesindaco ed assessore al bilancio sino all’aprile 2016, assessore al patrimonio ed al commercio sino all’anno 2014; dal 2016 in poi, assessore allo sviluppo economico e turismo e nell’aprile 2017 mi è stata attribuita nuovamente la delega al riequilibrio finanziario ed alle società partecipate”, ha dichiarato Signorino. “Nell’ambito delle mie attività istituzionali, ovviamente mi interfacciavo con il Presidente del Consiglio Emilia Barrile, in quanto lei si interessava di pratiche amministrative e quindi capitava che si rivolgeva a me per sollecitare o intermediare un incontro tra me e il soggetto che aveva la problematica da risolvere o da attivare. Ricordo che la stessa si era interessata a prefissare un incontro tra me e due soggetti che dagli articoli di stampa riconduco all’indagine da voi svolta. Il primo, in ordine di memoria, all’incirca ai primi mesi dell’anno 2014 è stato con Sergio Bommarito, il quale accompagnato dalla Barrile si è presentato presso il mio ufficio di Palazzo Zanca. Il secondo sempre nello stesso periodo e con le stesse modalità era stato con Marco Ardizzone, che mi sembra nell’occasione era accompagnato da una terza persona di cui non ricordo le generalità. Non ricordo tanto bene il motivo per cui mi sono incontrato con Bommarito. Dopo esserci presentati, in quanto non era da me conosciuto precedentemente ed alla presenza di Barrile mi espose l’attività svolta dalla sua società che era quella del recupero credito. Nell’occasione mi informò che già intratteneva rapporti lavorati con l’AMAM. Nel corso della conversazione mi chiese se era possibile interessare il personale di Messina Ambiente al fine di provvedere alla scerbatura ed alla pulizia nelle aree esterne ai locali della società Fire dello stesso Bommarito. Preciso che Barrile, secondo la mia stretta valutazione e secondo quanto ricordo era molto motivata a che io incontrassi il Bommarito. In seguito non ho mai avuto modo di incontrare il Bommarito e né la Barrile mi ha sollecitato in merito”.

“Non ricordo il motivo o l’argomento del mio incontro con Ardizzone”, ha concluso Guido Signorino. “Barrile mi ha presentato Ardizzone come un suo amico proveniente da Roma. Lei era interessata a presentarmelo perché riteneva che le attività o le iniziative del suo amico, verosimilmente dei programmi per la realizzazione di accertamenti finanziari a favore del Comune, potevano essere vantaggiose per l’Ente. In merito, non sono in grado di riferire altro…”.