Le armi della mafia barcellonese, maxi operazione dei carabinieri

11 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

Leonardo Orlando – Barcellona Si torna a scavare nel sottosuolo alla ricerca di armi e munizioni utilizzate dalla criminalità organizzata per commettere azioni delittuose che sarebbero state nascoste in un terreno di Marchesana, in territorio di Terme Vigliatore. Uno schieramento di carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Barcellona, coadiuvato dai “Cacciatori di Sicilia”, con l’ausilio del Reparto carabinieri cinofili e l’apporto di una squadra con escavatore di Vigili del fuoco del comando provinciale, hanno iniziato ieri di buon mattino, con molta probabilità dopo le rivelazioni dell’ultimo collaboratore di giustizia, le ricerche di un nascondiglio di armi e munizioni che sarebbero state occultate lungo la parte perimetrale dell’ex crossodromo Trinacria di Marchesana, trasformato dallo stesso ideatore, in area attrezzata per la sosta di camper e autocaravan. Il personale che ha operato sul vasto appezzamento di terreno che si estende da quel tratto di lungomare tra Marchesana e contrada Salicà, fino a raggiungere l’autostrada, è stato dapprima setacciato con un metal detector e ispezionato in lungo ed in largo dalle unità cinofile del Reparto carabinieri di Nicolosi.

Le operazioni di rilievo, a cui sono seguiti gli scavi nel sottosuolo a mezzo dell’escavatore fornito dai Vigili del fuoco, sono durate fino a tardo pomeriggio e con molta probabilità potrebbero riprendere oggi anche perché il serata i Vigili del fuoco hanno rimosso dall’ara utilizzata come sosta di autocaravan e camper i loro automezzi. Dalle indiscrezioni emerse dal sottosuolo allo stato sarebbero stati estratti solo rottami ferrosi e la caldaia di uno scaldabagno. Nulla di più. Da sottolineare che la persona che detiene da oltre un decennio in affitto il terreno non è indagata, anche se lo stesso si è fatto rappresentare dal suo legale, l’avvocato Vittoria Fazio la quale specifica che il suo assistito è tuttalpiù persona danneggiata.

Ancora non si conoscono i dettagli ma è ipotizzabile che gli investigatori, coordinati dalla Procura distrettuale antimafia, stiano seguendo le indicazioni che, l’ultimo in ordine di tempo dei collaboratori di giustizia, Aurelio Micale, possa avere rivelato un nascondiglio di fortuna nel quale potrebbero essere state nascoste durante una fuga dal luogo di una esecuzione o di un fatto criminoso, di armi e munizioni di cui ancora nulla è venuto alla luce. Tra l’altro in quella stessa zona, oltre a diversi omicidi di mafia, anche di vittime della lupara bianca torturate e uccise per poi essere seppellite in un terreno vicino di proprietà dell’Ipab Nicolaci Bonomo, albergava notte e giorno fino a quando era in vita, Mimmo Tramontana, considerato il capo della “ndrina” di Terme Vigliatore che in origine era stata fondata dall’ex boss Pino Chiofalo. Tramontana e lo stesso Nunziato Siracusa, divenuto poi collaboratore di giustizia, utilizzavano quel tratto di mare antistante all’area adibita a pista da cross per scorribande in mare con moto d’acqua per eludere la sorveglianza speciale, tanto che l’arenile veniva indicato come “lido Tramontana”. Rassegnaweb da gazzetta del sud