BARCELLONA: ARMI E MUNIZIONI DELLA MAFIA, SOSPESI GLI SCAVI A MARCHESANA

12 ottobre 2018 Cronaca di Messina

di Leonardo Orlando – Sono cessate le operazioni di scavo lungo le areee perimetrali dell’ex crossodromo, trasformato in area di sosta per camper e autocaravan, di Marchesana. Il mancato ritrovamento di un ipotetico arsenale nascosto nel sottosuolo ha fatto cessare, dopo le operazioni di scavo effettuate per l’intera giornata di mercoledì, ogni ricerca da parte di carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Barcellona e dei Cacciatori di Sicilia, che hanno agito con l’ausilio del Reparto carabinieri cinofili di Nicolosi e l’apporto tecnico dei vigili del fuoco di Messina che hanno impiegato un escavatore per consentire l’effettuazione dei sondaggi. L’area, dopo le operazioni di ripristino dei luoghi effettuate dagli stessi vigili del fuoco, sono state restituite a detentore del terreno che assieme alla sua famiglia gestisce l’area di sosta ubicata sul lungomare, frequentata da villeggianti. Zona che per troppo decenni è stata territorio ‘cuscinetto’ tra Barcellona e Mazzarrà, su cui regalava incontrastata una delle cosche sanguinarie della mafia, inizialmente fondata dall’ex boss Pino Chiofalo, a cui poi sono succeduti Mimmo Tramontana, Nunziato Siracusa, Agostino e Salvatore Campisi e in ultimo Massimo Giardina, nominato dall’ex capo dei Mazzarroti, Tindaro Calabrese. Non è escluso che gli scavi possano riprendere nei prossimi giorni nelle aree vicine ancora non esplorate. Anche perché l’ipotesi che sia stato l’ultimo collaboratore di giustizia Aurelio Micale a riferire di nascondigli di armi nella zona si potrebbe ricondurre ad episodi criminali degli ultimi 20 anni e di cui questo territorio è stato teatro. Rassegnaweb da gazzetta del sud