MOVIMENTO 5 STELLE E ‘SALVA MESSINA’: VOTEREMO NO!

15 ottobre 2018 Politica

Come sempre, ci siamo impegnati a valutare la situazione dal punto di vista dei cittadini, con particolare riferimento ai lavoratori, alle lavoratrici ed alle fasce più deboli.

Per fare ciò, ci siamo affidati alla consulenza degli esperti del nostro movimento, sia a livello regionale che nazionale, per comprendere compiutamente gli effetti derivanti dalle possibili scelte riguardanti la crisi finanziaria del nostro Comune sulla vita quotidiana dei cittadini.

Va subito evidenziato che al netto degli slogan ad effetto e delle cifre enunciate dal Sindaco circa i debiti accumulati dalle partecipate, nessun documento contabile ufficiale è stato presentato al Consiglio Comunale. Abbiamo avanzato precise richieste di accesso agli atti contabili, senza ottenere alcun riscontro da parte dell’Amministrazione comunale.

I dati ufficiali disponibili sono solo quelli contenuti nella relazione di inizio mandato che è stata inviata alla Corte dei Conti ed è solo di questi che il Sindaco si è assunto la responsabilità! Il resto, contenuto del cosiddetto dossier, è un insieme di enunciazioni non supportate da alcun documento ufficiale. Ed il motivo è molto semplice: i bilanci degli ultimi anni relative alle partecipate non sono stati mai approvati dal Consiglio Comunale.

Ovviamente siamo consapevoli che la situazione è molto grave, ma non è dato sapere quanto. Neanche il Sindaco lo sa! Tanto è vero che nella sua proposta, molto impropriamente denominata “Salva Messina”, prevede di “riaccertare la massa debitoria al 31.12.2013” e di “accertare l’esistenza di nuovi debiti insorti dopo il 2014”.

Eppure il nostro illuminato primo cittadino ha ben chiari tutti i pesanti tagli da effettuare per “salvare la città”!

Ma cosa significa salvare Messina? Per noi del Movimento 5 Stelle questo concetto ha un valore solo se per Messina si intendono i cittadini e le cittadine.

Viene affermato salviamo Messina dal dissesto, come se il dissesto fosse il male peggiore.

Lo stesso sindaco ha denunciato, in più occasioni, che non aver dichiarato il dissesto nel 2013 è stato da criminale.

Ci chiediamo cosa sia cambiato oggi, preso atto che i numeri, da lui stesso forniti, fotografano una situazione sicuramente peggiorata rispetto a 5 anni fa!

 

Attualmente i cittadini stanno pagando gli eventuali effetti del dissesto, poiché tali effetti sono gli stessi previsti dalla legge, per il piano di riequilibrio già adottato:

1) Imposta Imu: massima aliquota consentita 9,6 x 1000;

2) Tassa rifiuti: copertura del 100% dei costi contenuti in bolletta;

3) Servizio idrico: copertura minima dell’80 % dei costi contenuti in bolletta;

4) Servizi a domanda individuale: copertura minima del 36% dei costi da parte dei cittadini (50% per gli asili);

5) Personale comunale a tempo determinato: la spesa è ridotta a non oltre il 50% della spesa media sostenuta a tale titolo nell’ultimo triennio.

Tutto ciò i cittadini lo subiscono già, e con il nuovo piano di riequilibrio del Sindaco per pagare i debiti frutto delle spregiudicate e irresponsabili gestioni amministrative passate, ritiene lecito massacrare il tessuto socio-economico della città, privatizzando, inoltre, i servizi pubblici.

E quando parliamo di passate amministrazioni, ci riferiamo per esempio all’amministrazione Buzzanca, che è stata sostenuta politicamente dall’attuale Sindaco con l’indicazione di un proprio assessore ai Servizi Sociali! Da quale pulpito viene la predica! Senza dimenticare che in qualità di deputato regionale, avendone le piene facoltà, non ha mai vigilato sull’operato del Comune di Messina.

 

Ci chiediamo se la nostra città può permettersi di perdere centinaia di posti di lavoro (oltre 500 secondo le nostre stime), come il Sindaco ha più volte annunciato, ma, un solo posto di lavoro?

Eravamo convinti, e lo siamo ancora, che una pubblica amministrazione efficiente deve mettere in campo azioni affinché i posti di lavoro possano crearsi, sviluppando azioni e buone pratiche amministrative.

In ogni caso mai ci saremmo aspettati di dover difendere i posti di lavoro esistenti.

Centinaia di lavoratori messinesi oggi rischiano il loro sacrosanto diritto al lavoro, poiché qualcuno ha già deciso che sono in esubero. Senza dimenticare il generalizzato e superficiale giudizio avanzato nei confronti di tutti i dipendenti di Palazzo Zanca e delle Partecipate, definiti inadeguati, fannulloni e scansafatiche.

E questo qualcuno non è un imprenditore privato, un’impresa o una società per azioni che potrebbe ridurre il personale in ragione di un mancato utile d’azienda.

Questa scellerata azione di tagli al personale, di esuberi nella pubblica amministrazione, viene messa in atto da un soggetto pubblico: il Sindaco della nostra città.

Al sindaco che parla sempre del rispetto dovuto alle Istituzioni, noi rispondiamo che le Istituzioni devono innanzitutto rispettare e tutelare i cittadini. Se non ha questa sensibilità e capacità ne tragga le dovute conseguenze.

Se, inoltre, consideriamo che i tagli riguardano anche la riduzione di servizi fondamentali, nel settore sociale, nel trasporto pubblico etc., è fuori da ogni dubbio che ciò per noi rappresenta una discriminante insuperabile.

Ma il massacro sociale previsto dall’attuale amministrazione va ben oltre: si vogliono privatizzare i servizi che noi riteniamo essenziali quali il trasporto pubblico, la gestione rifiuti e la fornitura idrica.

Il Movimento 5 Stelle è storicamente convinto che tali servizi siano di rilevante interesse pubblico e non possano sottostare alle logiche del profitto, per cui vanno gestite dalla pubblica Amministrazione.

Smantellare, ad esempio, il sistema di trasporto pubblico basato sul tram che, con la metro-ferrovia, costituisce l’asse portante di un moderno sistema di mobilità cittadina che ha reso la nostra città all’avanguardia, rispetto ad altre città siciliane, è un atto scellerato, anche in considerazione che il trasporto su linea ferrata ha un costo decisamente inferiore rispetto al gommato. Un servizio che certamente presenta delle criticità, e va sicuramente migliorato, ma non va assolutamente soppresso.

Se è vero, dunque, che in questi anni chi doveva amministrare o vigilare non l’ha fatto secondo i canoni dell’efficienza, dell’efficacia e della economicità dell’azione amministrativa, oggi ci dobbiamo porre seriamente il problema di quale sia l’effettivo e concreto modo per salvare la città di Messina.

E noi lo ribadiamo, per Messina intendiamo i cittadini.

Se, come propone l’Amministrazione in carica, salvare Messina equivale a tagliare centinaia di posti di lavoro, ridurre drasticamente i servizi pubblici essenziali sottoponendoli alla logica del profitto di imprenditori privati, oppure, viceversa, ci siano azioni meno dolorose e più utili per la nostra città.

Noi, consiglieri del Movimento 5 Stelle, abbiamo messo al centro il bene comune e, al di là degli slogan, dobbiamo denunciare con forza ed indignazione che quanto prospettato dall’attuale Amministrazione è più grave e crudele rispetto alle conseguenze derivanti dalla dichiarazione di dissesto.

La storia ci insegna che da una crisi si esce solo con un vero e radicale cambiamento, non certamente protraendo una lenta ed inesorabile agonia.

Un amministratore responsabile dovrebbe comprendere quando è giunto il momento di staccare la spina, evitando ulteriori drammatiche conseguenze per i cittadini, che servirebbero solo per salvare il Palazzo e non la Città.

Tali conseguenze sarebbero devastanti, con possibili rischi di tenuta sociale e problemi di ordine pubblico. Le drastiche misure avrebbero un periodo minimo di 15 anni: si brucerebbe la speranza di un’intera generazione di messinesi, una azione inaudita, spregiudicata ed irresponsabile.

Diversamente è possibile creare le condizioni per una vera RINASCITAeconomica, oltre che sociale e culturale.

Affinché ciò si realizzi è necessario un vero cambiamento, con un taglio netto con il passato.

È noto che due sono i requisiti essenziali che impongono la dichiarazione di dissesto:

– Non poter provvedere ai servizi essenziali

– Avere una massa debitoria e non potervi far fronte.

Pensate la grossa contraddizione dell’attuale Amministrazione: pur non potendo più provvedere ai servizi essenziali, non ritiene doveroso dichiarare il dissesto.

La dichiarazione di dissesto non è una scelta discrezionale, ma un obbligo di legge cui non è possibile derogare.

Il vero “Salva Messina” è prendere atto del dissesto finanziario e voltare pagina per scrivere insieme con tutte le forze sane di questa città un patto d’amore, dove al primo posto vi sia il rispetto per il lavoro e il mantenimento dei servizi essenziali, quali acqua, rifiuti e trasporti, con una virtuosa gestione “pubblica”.

Come già evidenziato, i cittadini stanno già subendo le conseguenze del dissesto poiché queste sono identiche a quelle derivanti dall’adozione del piano di riequilibrio attualmente fissato in 10 anni e che il sindaco propone di prolungare a 20 anni, prevedendo altresì pesanti tagli all’occupazione e ai servizi; almeno altri 15 anni di penosa agonia, con risultati e tempi incerti!

Con la dichiarazione di dissesto, al contrario, viene creata una netta distinzione tra la precedente attività amministrativa ed una nuova gestione dell’Ente. Il comune in dissesto ha la possibilità dunque di ripartire realizzando una corretta gestione contabile ed amministrativa, finalizzata a rimuovere tutte le criticità che ne hanno determinato il tracollo finanziario. I debiti, i crediti ed il suo patrimonio verranno affidati alla responsabilità di un Organo Straordinario di Liquidazione, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, che avrà il compito di pagare i debiti dal 40 al 60% del loro valore e di incassare i crediti. Lo stato di dissesto dura un minimo di cinque anni e durante questa operazione saranno individuate le responsabilità degli amministratori che dovranno rispondere di eventuali illeciti.

Noi riteniamo che salvare realmente Messina significa anche chiamare a responsabilità tutti coloro i quali sono stati gli artefici dell’attuale situazione finanziaria.

Forse è stato proprio questo motivo che ha indotto i vari Amministratori che si sono succeduti a nascondere la verità sui conti pubblici e/o a cercare espedienti per coprire eventuali responsabilità che con la dichiarazione di dissesto sarebbero state evidenti?

Oppure dietro i grandi creditori del Comune vi sono le solite famiglie messinesi e quei notabili che nel bene o nel male, ne hanno condizionato le scelte?

Queste sono domande le giriamo a voi, affinché ognuno si dia la risposta che ritiene più giusta. Noi ce la siamo già data!!!

E per tale motivo siamo fermamente convinti che non sia più differibile un reale Taglio con il passato per una vera Rinascita della città.

Per questo diciamo a gran voce:

No alla Macelleria Sociale

– No alle Privatizzazioni.

Se il sindaco vuole cominciare a tagliare che lo faccia revocando i tre consiglieri d’Amministrazione per ogni partecipata e prevedendo la figura di un Amministratore Unico: vergogna!!  Recuperi anche le somme date per consulenze varie per alberi o per trasporto su gomma (per lo shuttle € 19.000,00, per alberi non è dato saperlo).

Risparmi anche su tutte le somme spese per pubblicità e iniziative varie fatte proprio per far conoscere il meraviglioso progetto dello Shuttle.

Giù la maschera da ipocrisie, non si può salvare la città con un pacchetto di proposte, dettate esclusivamente dalla volontà di pagare debiti insostenibili, massacrando lavoratori e cittadini, e continuando a sprecare il danaro pubblico!!

L’attuale Amministrazione vuole salvare il Palazzo, non la città.

Messina non può pagare altri prezzi, i cittadini stanno già pagando. Con coraggio e consapevolezza assumiamo l’unica posizione praticabile per far risorgere Messina, liberandola dai soliti interessi e dai vecchi condizionamenti.

Per questo ci permettiamo, rispettosamente, di fare un appello a tutte le forze politiche, sindacali e sociali, affinché si adoperino concretamente per evitare l’annunciato massacro economico e sociale della città.

Siamo certi che Messina saprà reagire e che l’intera nostra Comunità presto si tirerà fuori da questo stato comatoso, ritrovando quello spirito di appartenenza che l’ha sempre contraddistinta nei momenti cruciali.

Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle