Il M5S contro De Luca: «Solo proclami e invettive»

21 ottobre 2018 Culture

«Se Cateno De Luca deciderà di dimettersi non passerà alla storia come il sindaco che ha dichiarato il dissesto, ma rischia di essere ricordato da tutti come uno dei peggiori amministratori che Messina abbia mai avuto». Così i consiglieri comunali del M5S commentano le ultime dichiarazioni del primo cittadino, che ha annunciato di voler rinunciare al suo incarico in caso di default (e che oggi terrà alle 18 il suo comizio in piazza).  «Non possiamo accettare – spiegano – che le sorti della città vengano messe continuamente in discussione in base agli umori del sindaco, che continua a usare a proprio uso e consumo il suo doppio incarico a Palazzo Zanca e all’Ars: un comodo paracadute nel caso in cui De Luca decidesse di venire meno alle sue responsabilità e alla fiducia che hanno risposto in lui gli elettori».

«Nei quasi quattro mesi trascorsi dalla sua elezione – proseguono i consiglieri – abbiamo assistito a continui proclami, invettive, promesse mai mantenute e post infelici sui social, fra i quali l’ultimo siparietto con il suo “delfino” Danilo Lo Giudice, che alla luce delle ennesime paventate dimissioni appare a tutti ciò che è sempre stato: una gag degna di un film di Pierino».

«Vogliamo ricordare al sindaco De Luca – commenta il capogruppo Andrea Argento – che mancano ormai poco più di 10 giorni al 31 di ottobre, data entro la quale tutti gli abitanti delle baracche dovevano essere sloggiati. A che punto siamo con l’iter del Risanamento? È possibile sapere quanti alloggi sono disponibili? E che fine ha fatto il nuovo bando di Arisme? Ad oggi, ben poco di ciò che era stato annunciato in pompa magra è stato portato a termine, fatta eccezione per il nuovo piano trasporti dell’Atm, del quale, alla luce dei numerosi disservizi e delle continue modifiche, vorremmo conoscere i costi effettivi».

«Non possiamo infine esimerci – concludono gli esponenti del M5S – dal commentare la prospettiva di mettere in liquidazione l’azienda trasporti: una decisione che deve necessariamente avere il nulla osta del consiglio comunale e che di fatto rende vano l’accordo programmatico sul futuro di Atm previsto dal “Salva Messina”: una manovra fondamentale per il futuro della città che a quanto pare è stata approvata senza avere contezza del reale ammontare dei debiti, sui quali pretendiamo di avere un riscontro certo e immediato».