Atm, Cgil e Uil all’attacco: “L’integrazione dei bus con la metroferrovia? Un bluff”

25 ottobre 2018 Politica

Non accenna a terminare l’attacco incrociato sull’Atm, l’azienda trasporti messinese nell’occhio del ciclone da parte dell’amministrazione per il balletto di cifre sulla massa debitoria, e da parte dei sindacati (e degli utenti) per lo scadente servizio offerto. Ultimo indice puntato, in ordine di tempo, quello delle federazioni trasporti di Cgil e Uil, che hanno evidenziato da subito il proprio giudizio negativo sul nuovo piano esercizio Atm, “prontamente confermate dai numerosi disservizi riscontrati dall’utenza – si legge in un comunicato – Le ennesime modifiche, la settima versione del piano linee in due mesi, poste in essere lo scorso sabato 20 ottobre, risultano come tentativi di rimediare agli errori tornando di fatto ai percorsi originari della precedente gestione specialmente nei collegamenti dei villaggi a nord e sud con il Cavallotti e villa Dante a tornare capolinea”.

“Ma è subito balzata agli occhi di Filt Cgil e Uiltrasporti il richiamo a una presunta integrazione col servizio Metroferrovia inserita nelle brochure informative del nuovo piano esercizio dell’era Campagna-De Luca con tanto di icona “M” presente sugli orari alla clientela e nel sito atm in corrispondenza delle linee 1 (shuttle) , 2 (Altolia-Briga) 3 (Pezzolo) 4 (S. stefano briga) 5 (mili – Galati ) 6 (Tipoldo) 7( zafferia ) 1N ( notturno ), cioè in tutte le linee che coprono la zona sud in cui viaggia anche la Metroferrovia.

Da uno studio più attento però, constatiamo che trattasi di pubblicità ingannevole in quanto alla base non vi sono nel 90%  dei casi né fermate di interscambio dei bus nelle vicinanze delle 10 stazioni di Metroferrovia né orari in coincidenza tra bus e treno , né ovviamente integrazione tariffaria come ampiamente risaputo. Insomma un bluff.

Per la linea 6 (Tipoldo) e 7 (Zafferia) non sono previste fermate bus nelle vicinanze di alcuna stazione di Metroferrovia tali da potersi considerare utili all’ interscambio. La linea 5 (Mili/Galati) avrebbe l’interscambio nella stazione FS di Mili Marina ma su 14 corse solo 3 possono consentire una reale coincidenza d’orario con i treni di Metroferrovia. La linea 3 (Pezzolo) prevedrebbe interscambio nella stazione FS di Giamplilieri ma sulle 11 corse bus giornaliere solo 2 permettono una reale coincidenza con gli orari dei treni di Metroferrovia. La linea 4 (S. Stefano briga ) trova interscambio per raggiungere Messina con Metroferrovia nella stazione Fs di Galati , ma solo 3 delle 12 corse previste garantisce una coincidenza di orario con i treni in partenza.

Il capolavoro che dà il senso della improvvisazione  e della fasulla integrazione con cui gli orari sono stati predisposti è la linea 2 (Altolia/Briga) per la quale risulta su 17 corse bus una sola coincidenza di orario con treno da Messina a Giampilieri in arrivo alle 9:15 e partenza bus per Altolia/Briga alle 9.25 e per tutte le altre corse la partenza dei treni è antecedente all’arrivo dei bus.

Ci chiediamo inoltre – continuano i sindacalisti – il senso di considerare l’integrazione con lo Shuttle nel percorso a sud che si sovrappone alla stessa Metroferrovia e  quindi sono servizi alternativi e non complementari mentre addirittura fa sorridere come l’Atm preveda l’integrazione con il bus notturno (1N) che circola in orari dove la Metroferrovia non espleta più servizio, considerato che l’ultima corsa da Giampilieri è alle 19.50.

L’integrazione di Atm con il servizio  Metroferrovia è una notizia che attendiamo da tanto, già dai tempi dell’amministrazione Buzzanca – concludono  Carmelo Garufi e Michele Barresi, segretari generali di Filt Cgil e Uiltrasporti Messina – ma serve una concreta azione amministrativa e non propaganda, serve trovare nell’interlocuzione con la Regione risorse adeguate per l’integrazione tariffaria dei biglietti e un piano vero condiviso con Trenitalia per coincidenze orarie che siano funzionali alle esigenze dell’utenza.

Intanto anche ieri il sindaco non ha fatto mancare le sue consuete novità sul futuro del tram. Da Roma ha annunciato un progetto che rivoluzionerà la linea, tracciato e modalità, serviranno 200 milioni per eliminare questo tram per passare ad una nuova tipologia di trasporto, il sindaco ha parlato di un filobus quindi ci ritroviamo a passare dal fantasmagorico e avveniristico tram volante al preistorico filobus. Insomma, fughe in avanti per sedare la piazza che si è opposta alla chiusura del tram, ma anche un nuovo immancabile balletto sui numeri dei bilanci e dei debiti dell’Atm che De Luca ha deciso di mettere in liquidazione. Il sindaco però continua a dimenticare i crediti esigibili, garantendo però credibilità ad un Collegio dei Revisori dei conti che in Atm sembra essere buono per tutte le stagioni”.