Il sequestro al consulente Biondo, si allarga l’inchiesta su Villa Esperanza

27 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

Dopo gli arresti e la scarcerazione lampo di due anni e mezzo fa, gli investigatori sono tornati a bussare alla porta del mediatore finanziario di Milazzo, Massimo Biondo.

Gli investigatori hanno effettuato nei giorni scorsi una perquisizione nello studio che il professionista condivide con un commercialista in centro a Messina, ed hanno sequestrato pc e cellulare in particolare, sottoposti ora a perizia tecnica per estrarne i dati.

L’indagine è legata all’operato del mediatore nel fallimento di Villa Esperanza, la magione di Capo Milazzo che in passato ha ospitato strutture ricettive.

La Procura di Barcellona, guidata dal procuratore capo Emanuele Crescenti, vuole vederci chiaro sul fallimento delle due società amministrate dal professionista di 47 anni attraverso le quali è stato “acquistato” l’immobile. Gli accertamenti sono partiti con la trasmissione degli atti da parte del Tribunale fallimentare alla Procura, e si sono incrociati con quelli che le Guardia di Finanza conduceva su Massimo Biondo a seguito della denuncia di diversi suoi clienti, i quali hanno lamentato di aver consegnato al professionista denaro per investimenti e per ottenere finanziamenti poi finiti nel nulla. Denaro che Biondo sarebbe riuscito a farsi consegnare attraverso attestazioni false degli enti eroganti.

Contro il sequestro dei giorni scorsi hanno fatto ricorso al Tribunale del Riesame i difensori di Biondo, gli avvocati Alessandro Billè e Sebastiano Campanella, che ora attendono di chiedere ai giudici in udienza la restituzione del materiale sequestrato.

La Procura di Barcellona, intanto, ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini sulla prima tranche di accertamenti, partiti dopo le diverse denunce presentate contro Biondo, una delle quali gli era costato gli arresti domiciliari, nel febbraio 2016. Poche settimane dopo, però, il TDL ha stabilito che il professionista non avrebbe dovuto essere arrestato. Conclusa questa prima inchiesta, adesso la magistratura di Barcellona sta cercando di capire se ci sono reati dietro il fallimento di Villa Esperanza e se ci sono altri soggetti coinvolti nelle attività di Biondo.