AI DOMICILIARI CARABINIERE IN SERVIZIO A MILAZZO. TUTTI I DETTAGLI

di Leonardo Orlando – Barcellona – I carabinieri del Reparto operativo provinciale di Messina, su ordine del Gip del Tribunale di Barcellona, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un appuntato dei carabinieri in servizio al Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Milazzo, Francesco Moschini, 40 anni. Il militare dell’Arma è accusato dei reati di estorsione, rapina, abuso d’ufficio e stalking nei confronti di una donna di Milazzo, con la quale avrebbe intrattenuto una relazione sentimentale successivamente degenerata per questioni di interessi economici. A chiedere ed ottenere la misura cautelare il Sostituto Procuratore Sarah Caiazzo. Oggi l’appuntato, difeso dagli avv. Tommaso Calderone e Gaetano Pino, sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia. La vicenda è emersa a seguito di un’intercettazione telefonica captata nell’ambito di altro procedimento, in cui gli investigatori ascoltavano un dialogo tra un appuntato dell’Arma dei carabinieri, il quale conversando con un sottufficiale in servizio al Nucleo operativo radiomobile di Milazzo, faceva riferimento a condotte delittuose riconducibili al carabiniere indagato. A seguito di ciò, le indagini hanno consentito di stabilire che il militare dell’Arma, in tempi diversi, al fine di trarne profitto, dopo aver ottenuto l’erogazione, a titolo di prestito, da parte di una donna di Milazzo, dell’importo di 9.000 euro per l’acquisto di una Audi A5 e dell’importo di 500 euro per raggiungere la concessionaria a Torino per ritirare l’autovettura, nonché dopo aver richiesto, sempre alla stessa donna e sempre a titolo di prestito, di sottoscrivere a suo nome una polizza assicurativa ed a pagarne il relativo premio per un importo di 1.200 euro, minacciava la stessa. Alla vittima sarebbero state rivolte espressioni inequivocabili: “adesso glielo faccio fare io un giro a tuo figlio; ti sparo a te ed a tuo figlio e poi ai tuoi fratelli te li metto nel pozzo. Ti schiaccio la testa”. Con questo atteggiamento, l’indagato avrebbe costretto la donna a desistere dal richiedere e, di conseguenza a non ottenere, la restituzione di quanto versato a titolo di prestito. Fatto questo, avvenuto tra agosto e settembre 2016, aggravato perché commesso all’interno dell’abitazione della persona offesa ed in violazione dei doveri inerenti una funzione ed un pubblico servizio. Al militare si contesta, inoltre, il reato di abuso d’ufficio in quanto, in violazione delle norme in materia di identificazione di polizia di sicurezza, omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio, durante un posto di controllo effettuato a Torregrotta il 27 marzo 2016, dopo aver proceduto alla identificazione della donna (allo stesso precedentemente legata da una relazione sentimentale) mentre questa si trovava sulla pubblica via intente a parlare con un’altra persona, invitava la stessa vittima presso un bar del luogo, nel quale avveniva il controllo per il ritiro dei documenti, motivando in quella sede che lo stesso veniva effettuato con la seguente affermazione: “anche se la nostra storia è conclusa, voglio sapere chi frequenti”. In ultimo, all’appuntato, per fatti avvenuti fino al 31 maggio scorso, si contesta il reato di stalking. Infatti, il carabiniere, venuto a conoscenza che la sua ex era stata convocata al Comando provinciale per essere interrogata, contattava ripetutamente la stessa per telefono e via email al fine di ottenere informazioni sui motivi del suo interrogatorio, mettendo in atto una serie di pressioni per ottenere dette informazioni. Rassegnaweb da Gazzetta del Sud