OPERAZIONE ANTIMAFIA ‘BETA 2’: L’AUTO BRUCIATA DELL’ARCH. LA SPINA. “IL MANDANTE? UN MEDICO DEL PIEMONTE”

30 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

C’è perfino un’auto incendia per un credito non riscosso tra le carte dell’operazione ‘Beta 2’. Ne parla diffusamente il gip Mastroeni quando nell’ordinanza di custodia tratta l’argomento “Atti intimidatori e punitivi”, e lo lega alle rivelazioni del pentito Grasso. “In particolare – scrive il gip il collaboratore riferiva di un episodio riguardante l’incendio di un’autovettura riconducibile all’arch. La Spina Pasquale. Tale attentato sarebbe stato posto in essere proprio dai fratelli Lipari su input di un medico – identificato in Giuseppe Luppino – che era creditore del La Spina“. Poi il gip riporta il racconto di Grasso nel verbale reso ai magistrati della Dda nel gennaio scorso: “…alcuni anni fa, sicuramente prima del 2012, accadde un attentato ai danni dell’arch. La Spina, in quanto gli fu incendiata l’autovettura a mezzo di una bomba carta o attraverso un ordigno rudimentale, episodio sul quale la squadra mobile indagò. So che gli autori di questo attento furono Antonio e Salvatore Lipari, su mandato di un medico in servizio presso l’ospedale Piemonte, che era creditore del La Spina di una somma di denaro versata al La Spina quale acconto sul prezzo di un immobile che intendeva acquistare e che doveva essergli restituita in quanto la vendita non si era conclusa. Fu il La Spina stesso – prosegue Grasso nel verbale – a dirmi che lui sapeva che i Lipari erano legati alla famiglia Romeo-Santapaola. Io questa cosa la dissi ai Lipari, i quali mi confermarono che erano stati loro ad avere messo la bomba e le ragioni per le quali lo avevano fatto”.