Valentina Zafarana contro Cateno De Luca: Il sindaco è evidentemente nervoso, comincia a mancargli la terra sotto i piedi

4 novembre 2018 Politica

«Il sindaco è evidentemente nervoso, comincia a mancargli la terra sotto i piedi, e a sentire il peso delle tante baggianate dette in questi mesi, puntualmente smentite dai fatti». La deputata regionale del M5S Valentina Zafarana affida a Facebook la sua “risposta” al sindaco Cateno De Luca, che aveva chiamato in causa l’ex collega a Palazzo dei Normanni (insieme ad Antonio De Luca) in merito alla questione delle baracche e al mancato riconoscimento dello stato di emergenza ambientale da parte del Governo. A suscitare il risentimento del sindaco era stato in particolare l’affondo del M5S nei confronti di Musumeci, accusato di aver preso in giro i siciliani. Due i post del sindaco, a distanza di poche ore, nei quali ha accusato la deputazione regionale e nazionale di andare contro gli interessi della città e di avere atteggiamenti manichei.

Il giorno dopo ecco la risposta di Valentina Zafarana, che prendi di mira l’operato del sindaco a 360°, dall’Atm alle baracche, passando per i servizi sociali e il Salva Messina.

Di seguito il suo intervento integrale:

«A chi insulta, rispondo col sorriso. Ieri in uno slancio di nervosismo, ma sempre con la classe che lo contraddistingue, il sindaco ha dato a me e ad Antonio De Luca dei “deficienti, anche se onorevoli”, o qualcosa del genere. Non me la prendo, lo capisco.

Il sindaco è evidentemente nervoso, comincia a mancargli la terra sotto i piedi, e a sentire il peso delle tante baggianate dette in questi mesi, puntualmente smentite dai fatti. D’altronde, ha detto che avrebbe tagliato i costi della politica, ed ha triplicato i CDA delle partecipate. Ha messo mano all’ATM, e ha distrutto il servizio, spendendo decine di migliaia di euro per lasciare migliaia di messinesi a piedi.
Ha messo mano a Messina Servizi Bene Comune, e la città adesso è invasa dalla spazzatura.
Ha annunciato che entro il 31/10 avrebbe eliminato le baracche, e tutti sappiamo qual è la situazione attuale. Ha minacciato tutti di dimettersi un giorno sì e l’altro pure perché c’erano interventi IM-PRO-RO-GA-BI-LI (cit.) da votare, e invece ha dovuto PRO-RO-GA-RE tutto, trovandosi a dover spacciare per propri successi gli alloggi assegnati dalla precedente amministrazione.

Ha detto di avere a disposizione centinaia di milioni di qua, stati di emergenza di là, deroghe da quell’altra parte, facendo finta di dimenticare che non decide lui, o qualcuno altro, ma la legge. E anziché verificare se ciò che chiedeva fosse reale o fattibile, l’ha dato per scontato, trovandosi puntualmente con un pugno di mosche in mano. E poi, la colpa sarebbe della Protezione Civile.

Ha presentato un documento chiamandolo “Salva Messina” in Consiglio Comunale, salvo poi stravolgerlo completamente dopo la sua, ridicola, approvazione (da noi si fa così: prima si approva, poi si concerta. Geniale). Ma la colpa è dei sindacati.

Ha parlato di sistema criminale che stabilizza precari facendoli passare per le cooperative, e ora sta mettendo su la “Messina Social City” che infatti… prenderà come personale i lavoratori delle cooperative. Ma la colpa è degli anziani che “approfittano” dei servizi comunali.

Ha annunciato di poter “salvare la città” col suo immaginifico piano di riequilibrio, e ora chiede soldi allo Stato perché altrimenti non ce la fa. Ma la colpa è di quelli che hanno fatto i debiti e, se non ci dà i soldi, dello Stato.

Ha urlato alla luna contro tutti quelli che c’erano prima però non ha portato avanti l’unico provvedimento che ne avrebbe accertato le responsabilità. Ma la colpa è del fato cinico e baro.

Insomma, dopo aver messo assieme tutta questa serie di figure, sempre per colpa di qualcun altro, voi non sareste nervosi? E dai, un po’ di comprensione, su».