MESSINA: OPERAZIONE ‘BETA 2’, DOMICILIARI AL FUNZIONARIO DEL COMUNE PARLATO

8 Novembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

Esce dal carcere l’architetto e funzionario comunale dell’Urbanistica Salvatore Parlato, arrestato la settimana scorsa nell’ambito dell’operazione ‘Beta 2‘ con l’accusa di turbativa d’asta per favorire il gruppo mafioso dei Romeo-Santapaola collegato con i clan catanesi, in relazione alle pratiche per l’acquisto sul mercato di alloggi a Fondo Fucile, da destinare ai baraccati. Il gip Salvatore Mastroeni, che ha siglato la settimana scorsa l’ordinanza di custodia cautelare, ha accolto l’istanza di affievolimento della misura presentata dal suo difensore, l’avvocato Luigi Gangemi, e gli ha concesso gli arresti domiciliari, anche in relazione a quanto dichiarato dall’uomo nel corso dell’interrogatorio di garanzia. “L’architetto Parlato – scrive in una nota l’avvocato Gangemi -, pur apprezzando la concessione della meno afflittiva misura cautelare, confida in tempi brevi di dimostrare e documentare la sua totale estraneità ai fatti contestati. Lo stesso infatti – prosegue il legale – non ha ricoperto alcun ruolo nelle procedure di scelta degli alloggi acquistati dal Comune di Messina, né allo stesso era consentito proporre o concedere proprie di alcun genere, così come inequivocabilmente provato dalle relative delibere dirigenziali. L’architetto Parlato si è unicamente limitato ad una verifica tecnica, al solo fine di accertare l’idoneità degli immobili offerti alle caratteristiche indicate dal Comune”.

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